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Abbiamo raccolto per voi alcune fra le storie di “campioni della quotidianità” che abbiamo avuto l'onore di raccontarvi quest’anno

Eccoci qua... Anche quest'anno volge al termine e stasera saremo a brindare con lo spirito proiettato al 2017: per carburante i sogni e le speranze per il futuro. E allora per un attimo, giusto prima di iniziare una nuova avventura, guardiamoci indietro e salutiamo alcuni momenti che, durante quest’anno trascorso con voi lettori, ci sono stati d’ispirazione.

Nel congedare questi 365 giorni abbiamo scelto di ricordare i campioni di cui vi abbiamo raccontato in questo 2016. Oltre a quelli – fantastici - che sono tornati da Rio con le medaglie delle Paralimpiadi al collo vogliamo ri-presentarvi storie di persone comuni: mamme, ragazzi, uomini di tutti i giorni che nel loro piccolo hanno saputo e sanno vivere con la disabilità, affrontandola, abbracciandola, combattendola o accettandola, con il sorriso sulle labbra o con gli occhi pieni di dolore, ma la forza di un leone. Sono veri campioni, come lo siamo tutti noi, nella nostra vita, quando la accettiamo nelle sue difficoltà e nelle sue sfide – anche le più grandi.

I CAMPIONI SUL LAVORO –  Dicevamo, non meno dure e difficili di gare mondiali sono le nostre olimpiadi quotidiane, soprattutto per le persone con disabilità.
Tra i vari ambiti possibili, in questo 2016 vi abbiamo raccontato anche alcune storie di persone che sono riuscite a fare della loro passione un lavoro, andando oltre le difficoltà della loro condizione. Tra gli altri, abbiamo conosciuto Matteo Caronni, giornalista sportivo in carrozzina, che conduce con successo una trasmissione televisiva, con le idee ben chiare su Nazionale, campionato e calcio in generale.
Abbiamo avuto il piacere di raccontarvi anche di un altro comunicatore: Stefano Pietta, che dalla sua cameretta è riuscito ad allestire una stazione web radio amatoriale con due computer e un paio di cuffie. Con la sua Steradiodj esce dai muri della sua casa, dai limiti della sua sedia a rotelle e raggiunge, potenzialmente, il mondo.

Ma vi abbiamo raccontato anche storie di ragazzi che stanno imparando a superare le loro difficoltà per integrarsi nella società.  Come i giovani del Centro Papa Giovanni di Ancona che hanno imparato un mestiere: quello del cameriere nel progetto di Ristorazione Solidale. O, ancora, Martina, con Sindrome di Down, che lavora in un centro di massaggi Shiatsu con grande soddisfazione delle sue clienti.

Storie, insomma, di ragazzi ai quali è stata data un’opportunità: quella di imparare un mestiere, che significa seguire regole e prescrizioni, ma anche e soprattutto superare limiti e difficoltà, imparando così a conoscere il mondo e dal mondo facendosi conoscere.

I CAMPIONI DELLA SOLIDARIETÀ – Ogni persona nel suo piccolo può fare qualcosa: lo sappiamo ma a volte ce ne dimentichiamo. Ci piace quindi ricordare l’esempio di quelli che noi abbiamo chiamato gli eroi comuni, persone normali che ogni giorno, nel loro quotidiano, offrono un aiuto concreto per la realtà sociale in cui vivono. Sono uomini e donne, dal cuore grande, che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto insignire del titolo di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica nella cerimonia del 12 novembre 2016.
Ci siamo anche stupiti, con gioia, della spontaneità di un gesto affatto scontato ma così importante come quello di donare parte delle proprie ferie ad una collega perchè possa assistere la figlia con disabilità, come è successo in un'azienda del vicentino. Anche se purtroppo tutto ciò non è bastato a salvare la vita della bambina, almeno ha permesso alla sua mamma di stringerla fra le braccia e di rassicurarla fino al momento della morte.

I CAMPIONI DELLA QUOTIDIANITÀ – I campioni della quotidianità, dicevamo, sono le mamme, i papà, i fratelli, i mariti, le mogli e i compagni che fanno l’intorno di convive con una disabilità. Campionessa è una moglie che sceglie, nonostante tutte le difficoltà e le paure, di restare a fianco di suo marito quando una disabilità irrompe con tutta la sua forza distruttrice.
Campioni sono tutti i genitori che assistono i loro figli ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, e il loro sguardo è amore, nonostante tutto. 
Campioni siamo anche noi, quando riusciamo – pare facile – ad accettarci. Ci viene in mente allora Alice, che dopo un lungo periodo di elaborazione, faticoso e doloroso, è riuscita ad accettare la sua malattia rara e a riconoscersi nel proprio corpo per quella che lei è.

A guardarci indietro, di storie in quest’anno ne abbiamo raccontare molte: diverse, positive, difficili, belle. È questo il nostro modo di congedare il 2016: lo sfogliare insieme alcune fotografie che ci hanno permesso di raccontare i giorni di quest’anno che se ne va attraverso i suoi migliori protagonisti: voi.


Il nostro augurio per un buon 2017 a tutti.

La redazione di Disabili.com


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