t>

Menù

propulsore spinta carrozzine
CATALOGO ALLMOBILITY
Triride è un'unità di propulsione elettrica amovibile
VASCA DA BAGNO LINEA OCEANO

Tieniti aggiornato. Iscriviti alla Newsletter!

Autorizzo al trattamento dei dati come da Privacy Policy

  • Armonico di KONE Motus, il miniascensore domestico elegante e sicuro che si installa ovunque

    Armonico di KONE Motus, il miniascensore domestico elegante e sicuro che si installa ovunque

  • BycoDrive: da scooter pieghevole a unita' trainante per carrozzina in pochi gesti

    BycoDrive: da scooter pieghevole a unita' trainante per carrozzina in pochi gesti

  • SEDIA DA MARE JOB: LA SEDIA DA MARE PER DISABILI CHE VA ANCHE IN ACQUA

    SEDIA DA MARE JOB: LA SEDIA DA MARE PER DISABILI CHE VA ANCHE IN ACQUA

  • AUSILI E MANIGLIONI A VENTOSA: BAGNO ACCESSIBILE E SICURO CON ROTH MOBELI

    AUSILI E MANIGLIONI A VENTOSA: BAGNO ACCESSIBILE E SICURO CON ROTH MOBELI

  • Codice sconto su sedia a rotelle economica, leggera e pieghevole per anziani e disabili

    Codice sconto su sedia a rotelle economica, leggera e pieghevole per anziani e disabili

Esperti rispondono

Grid List

In qualità di funzionario comunale responsabile del Servizio Agibilità ho il dubbio riguardo l'accettazione della dichiarazione di agibilità in un palazzo di più di tre piani senza la comunicazione di messa in esercizio dell'ascensore. Credo che l'abilitazione all'esercizio sia un elemento fondamentale per il rispetto delle leggi sull'abbattimento delle barriere architettoniche, soprattutto in quanto condominiale.
A.

La risposta dell'esperto

Installare un ascensore in condominio è, oggi, obbligatorio per gli immobili di nuova costruzione che hanno più di tre piani. Per ottenere l’agibilità è anche obbligatoria la comunicazione di messa in esercizio dell’ascensore. Il tutto può essere superato grazie “all’autocertificazione agibilità 2018” che è stata introdotta dal Decreto del Fare legge n. 69/2013. Tale possibilità, consente quindi di ottenere il certificato di agibilità mediante un’autocertificazione del Direttore dei Lavori o di un altro tecnico incaricato, che attestino la sussistenza dei requisiti richiesti ai fini di rilascio dell’abitabilità.

In questo caso la semplificazione, comprende anche una minore documentazione da allegare che consiste in:
-    Registrazione dell'immobile al catasto;
-    Dichiarazione di conformità degli impianti da parte dell’impresa installatrice;
-    Collaudo statico e certificazione di conformità antisismica;
-    Relazione relativa al superamento delle barriere architettoniche e relazione sulla sussistenza delle condizioni sanitarie richieste.


Responsabile ufficio tecnico di Stannah Add a comment

Buonasera, un'Azienda Sanitaria Locale - Servizio igiene Alimenti e Nutrizione, può imporre ad un Operatore del Settore alimentare la realizzazione di un bagno per persone disabili, in un locale di somministrazione di alimenti, in base al DM 236/89 anche se il Comune di appartenenza non lo ha fatto in fase di istanza di scia?
R.

La risposta dell'esperto

L’ASL è competente in materia igienica sanitari, quindi può richiedere le prescrizioni contenute nei Decreti Legislativi.
In generale in merito alla realizzazione di toilette, queste sono obbligatorie in tutti gli esercizi che prevedono un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, come ad esempio bar, ristoranti, pizzerie e tutte le attività che prevedono una sosta di area netta disponibile al pubblico, superiore a 250 mq. In caso di locali di metratura inferiore occorre garantire solo accessibilità, ovvero rampe di acceso per carrozzine.
Non è obbligatorio, invece, per quei locali come pizzerie d’asporto o gelaterie dove c’è un consumo immediato o l’asporto del prodotto. In questi casi, però, non deve essere previsto un servizio ai tavoli.
Nei casi obbligatori, i bagni devono essere sempre due (fino a 80 posti a sedere) e distinti per sesso, più il bagno per i disabili che può essere integrato già a un bagno esistente (solitamente quello delle donne).

ln dettaglio  il bagno per diversamente abili deve avere (D.L. 236/89 del 14 giugno 1989):
-    Dimensioni minime: 180×180 cm.
-    Lo spazio di ingresso deve essere minimo 85 cm.
-    La porta deve essere scorrevole o con apertura verso l’esterno
-    Spazi adeguati per accedere al lavabo e al WC ( lo spazio di manovra per l’accostamento e il trasferimento laterale dalla sedia a rotelle alla tazza del WC deve essere minimo 100 cm mentre lo spazio necessario all’accostamento frontale della sedia a rotelle al lavabo deve essere minimo 80 cm).  Ci devono essere corrimani, ossia punti di appoggio e deve essere presente un campanello per le emergenze.
-    La serratura non deve avere la chiave ma una manopola da girare grande.  I rubinetti devono essere miscelatori a leva di dimensioni sufficienti ma non troppo lunghi.
-    Per il lavabo utilizzare miscelatori termostatici (con blocco della temperatura) per evitare che l’acqua non sia troppo calda.
-    I sanitari devono essere preferibilmente del tipo sospeso.
-    L’antibagno deve avere il lavabo
E’ da sottolineare che, nei centri storici, sono concesse deroghe alla normativa sui bagni nei locali pubblici che variano in base al Comune.

Responsabile ufficio tecnico di Stannah


Add a comment

Salve, devo aprire un locale pubblico a Catania dove le norme regionali dicono che se un bagno è preesistente e dove il locale non necessita di cambio di destinazione d'uso i bagni non devono essere per forza 180x180, ma l'importante è che ci sia lo spazio di manovra per far usufruire del bagno ai disabili. Quali sono le caratteristiche generali che il bagno di un locale pubblico devono avere per essere a norma?
Grazie anticipatamente per la risposta e per il tempo dedicatomi.
F.

La risposta dell'esperto

Come da Decreto Ministeriale n 236 del 14-6-1989 comma 4.1.6 e 8.1.6, queste sono le misure che devono avere i locali pubblici in funzione di superare le barriere architettoniche che non consentirebbero ai disabili l’accesso.
Nello specifico la normativa prevede queste dimensioni per i locali igienici:

-    Minime dimensioni: 180 cm X 180 cm

-    Porte: 85 cm luce netta minima e con apertura verso l'esterno

-    WC: deve essere posto nella parte opposta all'accesso, l'asse della tazza deve essere ad una distanza minima di 140 cm dalla parete laterale sinistra e ad una distanza minima di 40 cm dalla parete laterale destra

-    Lavabo: deve essere alloggiato preferibilmente nella parete opposta a quella cui è fissata la tazza WC e deve trovarsi lateralmente all'accesso. Inoltre il piano lavabo deve essere posto ad un'altezza di 80 cm dal pavimento e il lavabo deve essere del tipo a mensola. Le tubazioni di carico e scarico dell'acqua devono trovarsi sotto traccia per evitare ingombri sotto il lavabo e la rubinetteria deve avere il comando a leva

-    Corrimano: il locale deve essere provvisto di un corrimano orizzontale continuo fissato lungo l'intero perimetro del locale (escluso lo spazio interessato dal lavabo e dalla porta). Deve essere fissato all'altezza di 80 cm dal pavimento e ad una distanza di 5 cm dalla parete. In aggiunta un altro corrimano deve essere previsto all'altezza di 80 cm fissato nel lato interno della porta per consentire l'apertura a spinta verso l'esterno. Due corrimani verticali devono essere inoltre fissati al pavimento e al soffitto: il primo deve essere posto, a sinistra (per chi entra) della tazza WC ad una distanza dall'asse di 40 cm e dalla parete posteriore di 15 cm; il secondo, deve essere posto a destra (per chi entra) della tazza WC a 30 cm dal bordo anteriore della tazza e di 15 cm dalla parete laterale destra.
I corrimani devono essere realizzati in tubo di acciaio da un pollice, rivestito e verniciato con materiale plastico.

-    Campanello elettrico: deve essere del tipo a cordone, posto in prossimità della tazza WC.
 
Responsabile ufficio tecnico di Stannah


Add a comment

Salve, volevo sapere se l'acquisto di un'automobile con i benefici della L. 104 in qualità di amministratore di sostegno rientra tra gli atti ordinari o straordinari.
D.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile D.;
circa configurabilità, ordinaria o straordinaria, della procedura di acquisto di un auto da parte di un amministratore di sostegno, se ordinaria o straordinaria può ben ricavarsi a parere dello scrivente, dalle stesse regole stabilite per procedere alla richiesta.
Infatti, nell'istanza da proporre al Giudice Tutelare debbono essere motivate adeguatamente quelle che sono le ragioni sottese all'acquisto; deve ravvisarsi un interesse del beneficiario al compimento dell'atto.
Può ad esempio ravvisarsi un obiettivo e fondamentale utilizzo del mezzo quale servizio base per  ricevere cure,  un  miglioramento della qualità della vita del beneficiario, o la soddisfazione di un suo desiderio.
Considerando che l’art. 375 c.c. non dispone nulla circa l’acquisto, ma tratta soltanto ed esclusivamente dell’alienazione del bene, qualora l’utilizzo del mezzo sia opera necessaria e indispensabile per salvaguardare il diritto alla salute, il bene vita, l’acquisto in sé può, a mio avviso,
 considerarsi di natura ordinaria.
Invece, altra situazione sarebbe l’acquisto dell’auto per un miglioramento delle condizioni di salute del disabile, o per agevolare date situazioni; ciò essenzialmente costituisce un plus delle condizioni di vita dello stesso, e quindi, sempre con pareri terzi di medici, tale istanza avrebbe natura straordinaria.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

Add a comment

Salve ritengo che i miei diritti non vengono rispettati in merito ad un divorzio. Sono disabile 100% sia fisicamente che in ambito lavorativo ho la sclerosi multipla percepisco una pensione di invalidità di 280 euro circa . Ho tre figli minori; ho fatto un udienza per divorzio ed il presidente del tribunale di rovigo ha dato disposizione che io devo versare 350 euro di mantenimento .... Essendo che vivo solo con quella pensione e accompagnatoria di 500 euro È giusto quello che mi è stato chiesto visto che mi risulta che per la legge io sono esente da questo obbligo visto il mio non reddito . Vorrei solo sapere se ho ragione, in tal caso mi manda il codice di legge dove fa riferimento l’esenzione al versare il mantenimento visto che la mia pensione in ogni caso è impignorabile . Grazie
D.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Salve,
l'obbligo al mantenimento del coniuge affetto da disabilità, nei confronti dell’altro coniuge, assume rilievo, sempre, avendo riguardo  alla situazione reddituale e in particolare alla condizione di autosufficienza economica. Non vi è alcuna norma legislativa che “esonera” dal versamento al mantenimento della moglie.
Esistono soltanto pronunce giurisprudenziali, e soprattutto interpretazioni di diritto di alcuni operatori del diritto, che valutando l’esistenza una oggettiva diminuzione reddituale, e analizzando il contesto di vita del soggetto affetto da disabilità, concedono la possibilità di ridurre equamente l’importo.
Nel caso specifico appare alquanto iniquo un versamento del mantenimento per la somma suindicata, poiché la sua malattia coinvolge aspetti di vita che necessariamente devono fare i conti con spese fisse e variabili importanti.
Si evidenzia come l’indennità di accompagnamento, è riconosciuta infatti per agevolare anche economicamente il disabile, favorendo l’acquisto o l’assunzione di persone, che agevolino la vita stessa.
Pertanto, non entrando in merito della questione legale, riguardante i dettagli, che non conosco, della separazione e in ultimo del divorzio, con la vita dei vostri figli, non le indico articoli di legge, ma le suggerisco di recarsi presso uno studio legale per la tutela dei vostri diritti, richiedendo un intervento importante per la rinegoziazione dei termini in sentenza.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia 

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

Add a comment

Buongiorno gent.mo Avv. 
dopo innumerevoli richieste sulla rete , spero che almeno Lei possa risolvermi questo delicato quesito che  riguarda il reddito  , relativo a lavoro autonomo, da considerare per non superare il  limite max (16.532  €)   della pensione di inv. Civile cod  044 -  prestazioni per invalido civile  (inv. 100%).
Nel mio caso particolare  , essendo  un lavoratore  autonomo iscritto al regime forfetario, volevo chiedere se il reddito che occorre considerare per rispettare tale limite max , sia quello (quadro LM 36 ) della dich. Redditi  e cioè quello che si ottiene applicando al reddito lordo realizzato  un coeff. di redditività riduttivo (nel mio caso 78% )  e  successivamente allo stesso detraendo ulteriormente i contributi previdenziali .
Le imposte che in effetti  verso all’erario (15%)  si applicano a tale valore .
Esempio : reddito lordo 10.000 €  reddito per attività (lib. professionisti) 10.000 X 78% = 7800 € .
A questo sottraggo i contr. Previdenziali  (es. 1500 €) e dunque 7.800-1500=6300 € . Le tasse erariali da versare allo stato  sono infatti il  15% di 6300.
Ai fini del reddito di  invalidità viene considerato  sempre questo valore ( 6.300 €)? Spero sentitamente che mi possa risolvere questo particolare quesito.
Ringrazio anticipatamente per la disponibilità e cortesia.
S.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile S.;
 il quadro di riferimento in questione sul Modello Unico, è l’LM2 Totale componenti positivi.
Questo quadro non deve superare lo scaglione di riferimento dei limiti reddituali. Anche se è in regime forfettario, il reddito dimostrabile ai fini fiscali e previdenziali, è al lordo delle imposte.
A parere dello scrivente non è il quadro relativo al reddito netto da tenere in considerazione, ma soltanto il reddito lordo comprensivo delle imposte.
Stante la tecnicità del quesito proposto, la invito, tuttavia, a recarsi presso un caf-patronato, al fine di ottenere maggiori delucidazioni in merito.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

Add a comment

Buonasera, sono un disabile al 100% che deambula con appoggio, ho presentato domanda all'ASL per ricevere uno scooter elettrico, Io ho 74 anni e mi hanno detto che questo è il limite massimo per poter fare una richiesta del genere, quindi hanno esaminato la pratica e mi hanno risposto che non mi spetta questo ausilio in quanto io sono un disabile deambulante, adducendo anche la motivazione che il nomenclatore prevede il rilascio dello stesso solo alle persone disabili non deambulanti. Vi chiedo cortesemente di volermi eventualmente confermare questa norma oppure ci sia una deroga alla stessa per le persone che comunque deambulano con molta difficoltà.
Attendo fiducioso un vostro cortese e sollecito riscontro e vi saluto cordialmente.
N.

La risposta dell'esperto

Salve N.,
quello che le hanno detto non è molto veritiero, ma andiamo con ordine. Innanzitutto nel nomenclatore tariffario non c'è possibilità di dicitura per quanto riguarda gli scooter, vengono "gentilmente" passati con il codice di carrozzina per interni/esterni (122127006) che vengono erogati a seconda della discrezione del medico che reputa se idonei o meno all'assistito. Nel suo caso il medico ha considerato che non fosse idoneo per lei non so per quale motivo, ma non essendo io medico, non posso permettermi di contraddire il suo parere. Per quanto riguarda l'età, non c'è nessun regolamento che dice che c'è un'età minima o un'età massima per ottenere una fornitura di un ausilio da parte del sistema sanitario nazionale, io credo che debba nuovamente andare dal medico e farsi dare delle motivazioni più plausibili di quelle che le ha dato e, volendo, farsele mettere per iscritto, in modo tale da poter protestare nelle sedi opportune.

Spero di esserle stato utile, Massimo

Massimo Laterza - Disabili Abili  Add a comment

Buongiorno
Mi è stato prescritto dalla fisiatra tramite asl uno scooter elettrico 4 ruote, essendo invalido al 100%, preciso che cammino pochissimo e con grande fatica e mi è stato detto che sarà l'asl di Milano direttamente a darlo. Siccome ho visto che ci sono modelli pieghevoli e di facile trasporto il che mi farebbe comodo in quanto mi sposto spesso anche per ferie con mezzi pubblici, come devo fare a richiederlo quando mi chiameranno dall'asl visto che dalla prescrizione non risulta questa prerogrativa,e se si può fare.
Ringrazio fin d'ora per il suo gentilissimo consulto
Saluto
E.

La risposta dell'esperto

Buonasera E., se la ASL le ha prescritto l'ausilio, lei può tranquillamente chiedere il modello di scooter che vuole, può scegliere addirittura da quale fornitore ricevere lo scooter a patto che rispetti le caratteristiche prescritte dal medico e che il costo non superi quello che le è stato autorizzato. Se scegliesse un ausilio più costoso, la parte in eccedenza sarebbe a suo carico. Purtroppo, a volte, le ASL hanno in giacenza ausili medici appartenuti ad altre persone non più idonee all'utilizzo o addirittura decedute quindi, essendo gli ausili concessi dalle ASL in comodato d'uso, vengono ritirati, rigenerati e consegnati a sua volta a chi ne ha bisogno. Può comunque proporre un fornitore facendosi dare in mano il cartaceo dell'autorizzazione che le è stata concessa e recarsi alla sua sanitaria di fiducia e scegliere il modello a lei più congeniale, rispettando i criteri suddetti.

Saluti, Massimo

Massimo Laterza - Disabili Abili  Add a comment

Salve, sono diversamente abile da poco mi sono preso uno scooter elettrico... con questo io vado entro al supermercato alle poste macelleria ecc ecc di solito frequento un esercizio pubblico (bar): su tre dipendenti due mi lasciano entrare una mi rompe l'anima.
ps. il locale 120 m quadri è molto grande, c’è una normativa che me lo impedisce o sta al buon senso delle persone? Grazie
W.

La risposta dell'esperto

Salve W.,
la risposta alla sua domanda la trova in fondo al suo messaggio...sta al buon senso delle persone...non c'è nessuna normativa che vieta l'ingresso ad una persona disabile seduta su di un ausilio elettrico anche perchè, come dice lei, il locale è molto grande e non credo che intralci la clientela del bar. Sarebbe stato magari comprensibile se il locale fosse stato piccolo ed angusto e lei non avesse permesso il normale flusso della clientela, magari accedendo al locale quando ci fossero state meno persone al suo interno, ma così non è.
Provi con educazione a spiegarsi con questa persona un po' ostile nei suoi confronti: l'educazione e le parole ben dette portano sempre ad un risultato.

Massimo

Massimo Laterza - Disabili Abili  Add a comment