Menu

Tieniti aggiornato. Iscriviti alla Newsletter!

Autorizzo al trattamento dei dati come da Privacy Policy

Elegante, raffinato, affidabile Mercedes-Benz Classe V assicura un'esperienza di viaggio unica per tutti i passeggeri e offre la possibilità di ospitare fino a un massimo di due persone con ...
Vivace di KONE Motus è un montascale a poltroncina perfetto per aiutare anziani o persone con difficoltà motorie lievi a superare una o più rampe di scale, installabile in interni o esterni, resiste ...
Il nuovo Citroen Berlingo con piano ribassato Orion Promobility è un connubio perfetto tra semplicità e sicurezza. Il piano di abbassamento del veicolo con rampa di accesso posteriore consente di ...
Ponte Giulio presenta il bracciolo a ribalta per bagno: un accessorio solido ma anche esteticamente ricercato utile a fornire sostegno e supporto alla persona anziana e con disabilità in bagno
cache/resized/60b05ed8d8a9ea6de84b18524a89af6d.jpg
Trasporto persone con disabilità. Mercedes Classe V allestito da Focaccia Group: Eleganza Unica, ...
cache/resized/fcd00dee896103385a5c286e59473b76.jpg
Montascale a poltroncina Vivace di KONE Motus per scale strette interne e in ambienti esposti, ...
cache/resized/b87e2ba08931b592bb5fcc3e68c834ce.jpg
Trasporto disabili. Allestimento su Citroen Berlingo con piano ribassato Orion Promobility per ...
cache/resized/7b3310ca00d41ee07adc1de89e080caa.jpg
Sostegni ribaltabili e rimovibili per bagno disabili: i braccioli Ponte Giulio solidi e di design

Esperti rispondono

Grid List

ESPERTO BARRIERE ARCHITETTONICHE

Risposta a cura dell'avvocato Gaetano De Luca, esperto di diritto della disabilità e di diritto antidiscriminatorio, consulente di Stannah Montascale per la rubrica "esperto barriere architettoniche".


Domanda
Sono una persona affetta da distrofia muscolare, con grave limitazione deambulatoria. Nell'anno 2017, in seguito ad acquisto di nuova abitazione, ho provveduto a far installare piattaforma elevatrice per potermi spostare da un piano all'altro, in seguito all'installazione della stessa, venendo a conoscenza che esisteva la possibilità di richiedere un contributo, ho provveduto ad effettuare tale richiesta, presentando la documentazione necessaria.

Dopo varie telefonate e visite presso il mio comune di residenza, mi veniva detto che la domanda aveva avuto esito positivo, che mi sarebbe spettato tale contributo, e di portare le fatture delle spese sostenute. Ma alla consegna delle spese, mi è stato detto che non ne avrei diritto perché' l'opera è stata fatta prima della richiesta del contributo.
Vorrei sapere se veramente stanno così le cose, grazie.

La risposta dell’esperto
La specifica normativa finalizzata a favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati (Legge 9 gennaio 1989 n. 13) ha previsto la possibilità di ottenere contributi a fondo perduto per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento e all'eliminazione di barriere architettoniche in edifici già esistenti. 

Tali contributi vengono erogati in virtù di un Fondo Nazionale (periodicamente e non sempre rifinanziato attraverso le successive leggi di bilancio) e di risorse integrative stanziate dalle diverse Regioni. 

Purtroppo tra i vari presupposti previsti dalla normativa nazionale c'è proprio la necessità che gli interventi per i quali si chiede il contributo non siano ancora stati realizzati al momento della presentazione della domanda. L'art. 4.5 della Circolare Ministeriale - Ministero dei Lavori Pubblici - 22 giugno 1989, n. 1669/U.L.("Circolare esplicativa della legge 9 gennaio 1989, n. 13.") stabilisce infatti che“La domanda deve riguardare opere non ancora realizzate: i comuni nei quali le opere debbono essere eseguite possono accertare che le domande non si riferiscano ad opere già esistenti o in corso di esecuzione, anche mediante controlli a campione, da effettuarsi immediatamente dopo la presentazione della domanda” e precisa altresì cheDopo la presentazione della domanda gli interessati possono realizzare direttamente le opere senza attendere la conclusione del procedimento amministrativo e, quindi, sopportando il rischio della eventuale mancata concessione di contributo”.
Pertanto, alla luce della normativa suesposta, Le confermo purtroppo, che la concreta realizzazione dell'intervento prima della data della presentazione della domanda, impedisce di ottenere il contributo richiesto.

Risposta a cura dell'avvocato Gaetano De Luca, esperto di diritto della disabilità e di diritto antidiscriminatorio, consulente di Stannah Montascale per la rubrica "esperto barriere architettoniche"
(Studio professionale in Via Sciesa 15 - 20135 – MILANO - Cell. 328/2115022 - email:
gaetano.deluca@gmail.com).
https://iustlab.org/gaetano.de.luca?cat=14
https://antidiscriminazione.altervista.org/chi-siamo/

{loadposition newsletter}




Add a comment

ESPERTO BARRIERE ARCHITETTONICHE

Risposta a cura dell'avvocato Gaetano De Luca, esperto di diritto della disabilità e di diritto antidiscriminatorio, consulente di Stannah Montascale per la rubrica "esperto barriere architettoniche".

Domanda
Ho mia moglie invalida al 100% con accompagnamento (SLA). Devo sostituire i sanitari con quelli adatti ai disabili e sostituire il piatto doccia con uno a filo pavimento (adesso c'è uno scalino di 12 centimetri) ed ovviamente cambiare il box doccia. Vorrei sapere se abbiamo diritto al bonus ristrutturazione in 10 anni sul 36 % della spesa?
Grazie 

La risposta dell’esperto
Nonostante tale tipologia di interventi sia indubbiamente in grado di ridurre gli ostacoli fisici fonti di disagio per la mobilità di chiunque e di migliorare la sicura utilizzazione delle attrezzature sanitarie, l'Agenzia delle Entrate non sembra ancora disponibile a qualificarli come interventi finalizzati ad eliminare le barriere architettoniche e pertanto a riconoscere la relativa detrazione fiscale del 36 % (50 % per gli interventi realizzati entro il 31/12/2020). 

Sulla specifica questione la Agenzia delle Entrate ha infatti emanato la circolare (la n.3/E del 2/3/2016) in cui, rispondendo a un quesito, ha dichiarato che le spese sostenute per la sostituzione dei sanitari (nel caso specifico si trattava della sostituzione della vasca da bagno con una dotata di sportello apribile o con box doccia di pari ampiezza) non rientrano tra le spese detraibili come ristrutturazione edilizia, nemmeno nel caso sia indubbio che l'intervento di sostituzione è finalizzato a consentire l'utilizzo del servizio da parte di una persona con difficoltà motorie. 

L'Agenzia delle Entrate nella stessa Circolare chiarisce infine Resta fermo che la sostituzione della vasca, e dei sanitari in generale, può considerarsi agevolabile se detta sostituzione, singolarmente non agevolabile, sia integrata o correlata ad interventi maggiori per i quali compete la detrazione d’imposta in forza del carattere assorbente della categoria di intervento “superiore” rispetto a quella “inferiore” (cfr. circolare n. 57 del 1998), come nel caso, ad esempio, del rifacimento integrale degli impianti idraulici del bagno, con innovazione dei materiali, che comporti anche la sostituzione dei sanitari”.
Questo significa che l'unica possibilità di recuperare fiscalmente una parte del costo sostenuto per la sostituzione della doccia è quella di rifare completamente l'impianto idraulico del proprio bagno, in modo da usufruire anche per il cambio della doccia, della detrazione del 36 o del 50 % di cui usufruisce l'intero intervento.

Risposta a cura dell'avvocato Gaetano De Luca, esperto di diritto della disabilità e di diritto antidiscriminatorio, consulente di Stannah Montascale per la rubrica "esperto barriere architettoniche"
(Studio professionale in Via Sciesa 15 - 20135 – MILANO - Cell. 328/2115022 - email:
gaetano.deluca@gmail.com).
https://iustlab.org/gaetano.de.luca?cat=14
https://antidiscriminazione.altervista.org/chi-siamo/

{loadposition newsletter}


Vai alla home della rubrica esperto barriere

Add a comment

ESPERTO BARRIERE ARCHITETTONICHE
Risposta a cura dell'avvocato Gaetano De Luca, esperto di diritto della disabilità e di diritto antidiscriminatorio, consulente di Stannah Montascale per la rubrica "esperto barriere architettoniche".

Domanda
Mia madre possiede una seconda casa in Liguria. Per accedere c'è una scomoda gradinata. Ha il Parkinson, è disabile al 100% e ora è in sedia a rotelle. Mettere un seggiolino che scorra sul corrimano della gradina è una spesa a carico di mia madre o del condominio? Grazie

La risposta dell’esperto
Il nostro ordinamento giuridico contiene una specifica normativa finalizzata a favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Si tratta della Legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 1989, n. 21). Tale normativa ha subito negli anni diverse modifiche, tra cui una recentissima riforma introdotta dal Decreto Legge 16 luglio 2020 n. 76 (convertito con la Legge 11 settembre 2020 n. 120) che ha eliminato alcuni limiti previsti dal Codice Civile e ha pertanto ulteriormente facilitato il percorso da seguire per poter realizzare gli interventi necessari a rendere accessibile il proprio appartamento attraverso l'eliminazione delle barriere architettoniche presenti sulle parti comuni di un condominio. 

Al di là delle modifiche apportate nel corso del tempo, rimangono comunque validi alcuni principi generali introdotti dalla Legge 13 del 1989, tra cui quello secondo il quale il condomino interessato a proporre al resto dei condomini la realizzazione di un intervento sulle parti comuni finalizzato all'abbattimento di una barriera architettonica, può e deve chiedere all'amministratore la convocazione di un assemblea condominiale che abbia per oggetto questa tipologia di intervento. 

Il primo passo da fare pertanto è quello di inviare all'amministratore una formale richiesta di convocazione di un'assemblea contenente una descrizione specifica dell'intervento che si intende proporre e delle modalità della sua esecuzione (come previsto dall'art. 1120 comma 3, codice civile).  

A questo punto sarà l'assemblea condominiale – dopo un’attenta valutazione del progetto, dei costi e dei benefici – a decidere se approvare o meno tale intervento. Al fine di agevolare la realizzazione di questa tipologia di interventi, la specifica normativa sopra citata prevede però dei quorum assembleari più bassi. Per poter ottenere l'approvazione dell'intervento a spese del condominio è infatti sufficiente ottenere un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti all'assemblea e almeno la metà del valore dell'edificio

Laddove non si riesca ad ottenere tale maggioranza, la normativa prevede che il condomino interessato alla installazione di un servoscala (o di altre opere facilmente rimovibili) possa ugualmente effettuare l'intervento, ma a proprie spese, con l'unico limite rappresentato dall'eventuale pregiudizio alla stabilità e alla sicurezza del fabbricato

Risposta a cura dell'avvocato Gaetano De Luca, esperto di diritto della disabilità e di diritto antidiscriminatorio, consulente di Stannah Montascale per la rubrica "esperto barriere architettoniche"
(Studio professionale in Via Sciesa 15 - 20135 – MILANO - Cell. 328/2115022 - email:
gaetano.deluca@gmail.com).
https://iustlab.org/gaetano.de.luca?cat=14
https://antidiscriminazione.altervista.org/chi-siamo/

{loadposition newsletter}


Add a comment

Salve, volevo sapere se l'acquisto di un'automobile con i benefici della L. 104 in qualità di amministratore di sostegno rientra tra gli atti ordinari o straordinari.
D.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile D.;
circa configurabilità, ordinaria o straordinaria, della procedura di acquisto di un auto da parte di un amministratore di sostegno, se ordinaria o straordinaria può ben ricavarsi a parere dello scrivente, dalle stesse regole stabilite per procedere alla richiesta.
Infatti, nell'istanza da proporre al Giudice Tutelare debbono essere motivate adeguatamente quelle che sono le ragioni sottese all'acquisto; deve ravvisarsi un interesse del beneficiario al compimento dell'atto.
Può ad esempio ravvisarsi un obiettivo e fondamentale utilizzo del mezzo quale servizio base per  ricevere cure,  un  miglioramento della qualità della vita del beneficiario, o la soddisfazione di un suo desiderio.
Considerando che l’art. 375 c.c. non dispone nulla circa l’acquisto, ma tratta soltanto ed esclusivamente dell’alienazione del bene, qualora l’utilizzo del mezzo sia opera necessaria e indispensabile per salvaguardare il diritto alla salute, il bene vita, l’acquisto in sé può, a mio avviso,
 considerarsi di natura ordinaria.
Invece, altra situazione sarebbe l’acquisto dell’auto per un miglioramento delle condizioni di salute del disabile, o per agevolare date situazioni; ciò essenzialmente costituisce un plus delle condizioni di vita dello stesso, e quindi, sempre con pareri terzi di medici, tale istanza avrebbe natura straordinaria.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

Add a comment

Salve ritengo che i miei diritti non vengono rispettati in merito ad un divorzio. Sono disabile 100% sia fisicamente che in ambito lavorativo ho la sclerosi multipla percepisco una pensione di invalidità di 280 euro circa . Ho tre figli minori; ho fatto un udienza per divorzio ed il presidente del tribunale di rovigo ha dato disposizione che io devo versare 350 euro di mantenimento .... Essendo che vivo solo con quella pensione e accompagnatoria di 500 euro È giusto quello che mi è stato chiesto visto che mi risulta che per la legge io sono esente da questo obbligo visto il mio non reddito . Vorrei solo sapere se ho ragione, in tal caso mi manda il codice di legge dove fa riferimento l’esenzione al versare il mantenimento visto che la mia pensione in ogni caso è impignorabile . Grazie
D.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Salve,
l'obbligo al mantenimento del coniuge affetto da disabilità, nei confronti dell’altro coniuge, assume rilievo, sempre, avendo riguardo  alla situazione reddituale e in particolare alla condizione di autosufficienza economica. Non vi è alcuna norma legislativa che “esonera” dal versamento al mantenimento della moglie.
Esistono soltanto pronunce giurisprudenziali, e soprattutto interpretazioni di diritto di alcuni operatori del diritto, che valutando l’esistenza una oggettiva diminuzione reddituale, e analizzando il contesto di vita del soggetto affetto da disabilità, concedono la possibilità di ridurre equamente l’importo.
Nel caso specifico appare alquanto iniquo un versamento del mantenimento per la somma suindicata, poiché la sua malattia coinvolge aspetti di vita che necessariamente devono fare i conti con spese fisse e variabili importanti.
Si evidenzia come l’indennità di accompagnamento, è riconosciuta infatti per agevolare anche economicamente il disabile, favorendo l’acquisto o l’assunzione di persone, che agevolino la vita stessa.
Pertanto, non entrando in merito della questione legale, riguardante i dettagli, che non conosco, della separazione e in ultimo del divorzio, con la vita dei vostri figli, non le indico articoli di legge, ma le suggerisco di recarsi presso uno studio legale per la tutela dei vostri diritti, richiedendo un intervento importante per la rinegoziazione dei termini in sentenza.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia 

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

Add a comment

Buongiorno gent.mo Avv. 
dopo innumerevoli richieste sulla rete , spero che almeno Lei possa risolvermi questo delicato quesito che  riguarda il reddito  , relativo a lavoro autonomo, da considerare per non superare il  limite max (16.532  €)   della pensione di inv. Civile cod  044 -  prestazioni per invalido civile  (inv. 100%).
Nel mio caso particolare  , essendo  un lavoratore  autonomo iscritto al regime forfetario, volevo chiedere se il reddito che occorre considerare per rispettare tale limite max , sia quello (quadro LM 36 ) della dich. Redditi  e cioè quello che si ottiene applicando al reddito lordo realizzato  un coeff. di redditività riduttivo (nel mio caso 78% )  e  successivamente allo stesso detraendo ulteriormente i contributi previdenziali .
Le imposte che in effetti  verso all’erario (15%)  si applicano a tale valore .
Esempio : reddito lordo 10.000 €  reddito per attività (lib. professionisti) 10.000 X 78% = 7800 € .
A questo sottraggo i contr. Previdenziali  (es. 1500 €) e dunque 7.800-1500=6300 € . Le tasse erariali da versare allo stato  sono infatti il  15% di 6300.
Ai fini del reddito di  invalidità viene considerato  sempre questo valore ( 6.300 €)? Spero sentitamente che mi possa risolvere questo particolare quesito.
Ringrazio anticipatamente per la disponibilità e cortesia.
S.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile S.;
 il quadro di riferimento in questione sul Modello Unico, è l’LM2 Totale componenti positivi.
Questo quadro non deve superare lo scaglione di riferimento dei limiti reddituali. Anche se è in regime forfettario, il reddito dimostrabile ai fini fiscali e previdenziali, è al lordo delle imposte.
A parere dello scrivente non è il quadro relativo al reddito netto da tenere in considerazione, ma soltanto il reddito lordo comprensivo delle imposte.
Stante la tecnicità del quesito proposto, la invito, tuttavia, a recarsi presso un caf-patronato, al fine di ottenere maggiori delucidazioni in merito.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

Add a comment

Ho uno scooter elettrico fornitomi dalla asl posso sostituirlo a mie spese?
F.

La risposta dell'esperto

Buongiorno F.,
se lo scooter le è stato fornito dalla ASL è di proprietà della ASL, lei ce l'ha in comodato d'uso e non può assolutamente venderlo, nulla le vieta però, di acquistarne uno a spese sue e restituire quello in suo possesso al legittimo proprietario, la sua ASL.
Saluti, Massimo

Massimo Laterza - Disabili Abili

{loadposition newsletter}

Add a comment

Buongiorno!
Volevo sapere quanta differenza fa avere la seduta 1 cm più stretta o più larga di quanto dovrebbe essere. Attualmente ho una superleggera con seduta da 38, ma a causa della conformazione di casa ho bisogno di acquistare una sedia a rotelle, da usare esclusivamente in casa, e mi sto orientando nella ricerca di qualcosa di usato, che però non è detto sia disponibile proprio nella misura di seduta precisa, per cui volevo sapere se un cm in più o in meno influiscono poco o molto, grazie
E.

La risposta dell'esperto

Buongiorno E.,
la differenza tra avere la seduta più stretta o più larga di qualche centimetro è soggettiva, alcune persone vogliono avere la carrozzina estremamente aderente al corpo, praticamente cucita addosso, molte altre persone invece, preferiscono stare "comodi" ovvero avere un pò di spazio in più per avere per essere più liberi nei movimenti. Ai fini di utilizzo della carrozzina non importa averla più o meno stretta, si deve sentire a suo agio lei, essere in seduta confortevole per tutta la giornata sicuramente aiuta.

Buona giornata, Massimo
Massimo Laterza - Disabili Abili

{loadposition newsletter}


Add a comment

Buongiorno, ho letto un post nel sito dove si parla di carrozzine con poggiatesta per il trasporto disabile e ho letto la normativa inserita nella sua risposta.
Ma non capisco se è obbligatorio o solo consigliato. Lavoro in un centro diurno e trasportiamo anche disabili in carrozzina, se è obbligatorio ci saranno anche delle sanzioni per il "non rispetto" immagino.
Inoltre per un periodo a fianco della carrozzina con disabile hanno messo un'altra carrozzina vuota che fungeva da sedile per l'accompagnatore , ancorata e con cinture di sicurezza, ma senza poggiatesta.
G.

La risposta dell'esperto

Buongiorno G., per quanto riguarda la sua domanda, le consiglio sinceramente di rivolgersi ad una delle tante aziende che fa allestimenti auto per trasporto disabili dove saranno certamente più ferrati sui mille cavilli che le leggi regolamentano il trasporto dei disabili.
Massimo
Massimo Laterza - Disabili Abili

{loadposition newsletter}
Add a comment