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ESPERTO BARRIERE ARCHITETTONICHE

Risposta a cura dell'avvocato Gaetano De Luca, esperto di diritto della disabilità e di diritto antidiscriminatorio, consulente di Stannah Montascale per la rubrica "esperto barriere architettoniche".

Domanda
Salve, un cliente ha intenzione di aprire un ristorante al piano superiore. Ha il problema che, essendo in un centro storico, le scale sono abbastanza strette da non permettere l'installazione di un dispositivo fisso (rimarrebbe poco posto per il passaggio). In questi casi i comuni potrebbero derogare agli obblighi di installazione di dispositivi fissi, oppure la legge prevede che siano solamente questi da utilizzare?
Grazie,
G. 

La risposta dell’esperto
La specifica normativa finalizzata al superamento delle barriere architettoniche e le relative prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, la adattabilità e la visitabilità degli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico (D.M 236/1989) impone senza alcun dubbio per le unità immobiliari sede di ristorazione la accessibilità di almeno una zona riservata al pubblico e di almeno un servizio igienico, oltre ovviamente a garantire l'accessibilità al locale destinato alla attività di ristorazione.  

Il requisito della accessibilità dall'esterno del locale è soddisfatto (art. 3.2 D.M. 236/1989) se esiste almeno un percorso agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali. 

Ritengo pertanto che l'apertura di un nuovo ristorante non possa essere legittimamente effettuata laddove lo stesso non possa essere agevolmente fruibile anche dalle persone con ridotte o impedite capacità motorie. E tale agevole (e autonoma) fruibilità che la legge riconosce come doverosa, non potrebbe in alcun modo essere garantita da soluzioni diverse da un ascensore o da un servoscala. 

Si deve infine tenere conto che – a prescindere dal rispetto della specifica normativa tecnica anti barriere – nel nostro ordinamento giuridico esiste anche un generale divieto di discriminazione per motivi connessi alla condizione di disabilità, introdotto dalla Legge 67/2006 che impedirebbe a chiunque di aprire in modo legittimo un ristorante concretamente inaccessibile (o accessibile in condizioni di maggior sfavore) alle persone con disabilità. 

In conclusione prima di aprire un nuovo ristorante è sempre bene valutare e accertarsi che gli spazi scelti consentano di poter fornire il servizio anche alle persone con disabilità in condizioni di pari opportunità rispetto agli altri clienti.

Risposta a cura dell'avvocato Gaetano De Luca, esperto di diritto della disabilità e di diritto antidiscriminatorio, consulente di Stannah Montascale per la rubrica "esperto barriere architettoniche"
(Studio professionale in Via Sciesa 15 - 20135 – MILANO - email:
avv.gaetano.deluca@gmail.com).
https://iustlab.org/gaetano.de.luca?cat=14
https://antidiscriminazione.altervista.org/chi-siamo/

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