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Il caregiver familiare deve essere equiparato al familiare del quale si prende cura, nel diritto alla salute, al riposo e alla vita sociale

Se vi dicessero che dovete lavorare 24 ore al giorno, che non sono previste ferie nè straordinari; che il vostro luogo di lavoro prevede un’attività in solitudine, che non avete diritto a un congedo, a prendere fiato, a prendervi il tempo per una visita medica o anche solo per un caffè, cosa direste? Che non è vita, questa. Che siete schiavi; che valete meno di niente.

UN ESERCITO DI FANTASMI - È così che si sentono i caregiver familiari, quell’esercito silenzioso di mamme, mogli, sorelle, papà che abbandonando lavoro, vita sociale ed interessi, si prendono cura, giorno e notte, di familiari in condizioni di gravissima disabilità. Si sentono così perché, al momento attuale, nonostante coprano una fondamentale fetta di assistenza altrimenti a carico pubblico, per lo stato italiano sono poco più che fantasmi. Non li vediamo, quindi non esistono. E invece esistono, e vivono chiusi nelle loro case, al capezzale di figli che da soli non sanno quasi respirare, di genitori che hanno perso la cognizione dello spazio e del tempo, di mariti che un tempo erano compagni di vita e oggi sono corpi da accudire.

ECCEZIONE EUROPEA - Chiedono solo rispetto, e diritti, queste persone, le cui aspettative di vita sono ridotte fino a 17 anni in meno, rispetto alla normale popolazione, a causa dello stress. Chiedono che il loro tempo, il loro lavoro di cura, venga riconosciuto, così come accade, in vario modo, negli altri Paesi europei. Chiedono che il sacrificio che stanno facendo per accudire il loro caro non debba accelerare il loro percorso verso la morte (fisica, mentale, psicologica) e chiedono quindi di potersi curare, riposare, poter pensare al futuro con un minimo di serenità.

IL DISEGNO DI LEGGE - Chiedono solo questo, e tornano a farlo anche in questi giorni, quando il 3 dicembre scorso (Giornata Internazionale della disabilità) il Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi ha lanciato la campagna #unaleggesubito, con lo scopo di sollecitare la calendarizzazione del Disegno di Legge n.2128, a prima firma Laura Bignami con altri 90 Senatori, da parte della Commissione Lavoro del Senato perché inizi al più presto l’iter legislativo della norma che prevede il riconoscimento giuridico dei caregiver familiari italiani e la loro tutela a livello previdenziale, sanitario ed assicurativo.

COSA POSSIAMO FARE - È una questione non più demandabile, questa del riconoscimento dei caregiver familiari, e lo ha ribadito la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite, invitando l’Italia a prendere in carico la questione e decidere in materia. Invece, sottolinea il Coordinamento famiglie Disabili all’Agenzia AdnKronos, in modo del tutto incomprensibile nonostante l’intervento dell’Unione Europea che ha sollecitato da oltre un anno, ma senza risposta, il Ministero della Salute italiano (…), il DdL 2128 non è stato ancora calendarizzato per l’inizio della discussione parlamentare. E proprio perché ormai non c’è più tempo da perdere, il Coordinamento ha lanciato questa campagna, invitando tutti a condividere, con l’hashtag #unaleggesubito, una propria foto sui social network. Per smuovere le acque, alzare la voce, uscire dall’invisibilità e mostrare al mondo che loro esistono e devono essere ascoltati.

GLI ARTICOLI DEL DDL - Queste le disposizioni contenute nel Disegno di Legge 2128, articolo per articolo.

Art. 1. (Finalità)
1. Lo Stato riconosce e tutela il lavoro di cura nei confronti di familiari conviventi che necessitano di assistenza a causa di malattia, infermità o disabilità, svolto all'interno del nucleo familiare, e ne riconosce il valore sociale ed economico connesso ai rilevanti vantaggi che da tale attività trae l'intera collettività.

Art. 2. (Riconoscimento della qualifica di caregiver familiare)
1. A coloro che in ambito domestico si prendono cura volontariamente e gratuitamente di un familiare o di un affine entro il secondo grado ovvero di uno dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 4 maggio 1983, n. 184, che risulti convivente e che, a causa di malattia, infermità o disabilità, è riconosciuto invalido civile al 100 per cento e che necessita di assistenza globale e continua ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per almeno 54 ore settimanali, ivi inclusi i tempi di attesa e di vigilanza notturni, è riconosciuta, qualora ne faccia richiesta, la qualifica di caregiver familiare.
2. La qualifica di caregiver familiare non può essere riconosciuta a più di un familiare per l'assistenza alla stessa persona.
3. Il riconoscimento della qualifica di caregiver familiare preclude a tutti gli altri familiari lavoratori, fatta eccezione per i genitori, la facoltà di godere delle disposizioni di cui all'articolo 33 della legge n. 104 del 1992, in relazione allo stesso soggetto assistito.

Art. 3. (Tutela previdenziale)
1. Al caregiver familiare, come individuato all'articolo 2, è riconosciuta la copertura di contributi figurativi, equiparati a quelli da lavoro domestico, a carico dello Stato per il periodo di lavoro di assistenza e cura effettivamente svolto in costanza di convivenza, a decorrere dal momento del riconoscimento di handicap grave del familiare assistito. Tali contributi si sommano a quelli eventualmente già versati per attività lavorative, al fine di consentire l'accesso al pensionamento anticipato al maturare dei trenta anni di contributi totali.

Art. 4. (Tutele per malattie)
1. Al caregiver familiare, come individuato all'articolo 2 della presente legge, sono riconosciute le tutele previste per le malattie professionali ovvero per le tecnopatie riconosciute ai sensi delle tabelle allegate al testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1403.

Art. 5. (Tutela assicurativa)
1. Per il caregiver familiare, come individuato all'articolo 2, è prevista la copertura assicurativa a carico dello Stato con rimborso delle spese sostenute per la vacanza assistenziale nei periodi di impossibilità di prestare il lavoro di cura da parte dello stesso caregiver familiare, durante i periodi di malattia o infermità certificati, a tutela del suo diritto alla salute.

Art. 6. (Tutela del reddito delle famiglie caregiver)
1. Il caregiver familiare, come individuato all'articolo 2 della presente legge, è equiparato ai soggetti beneficiari della legge 12 marzo 1999, n. 68, ai fini del riconoscimento del diritto al lavoro. Tale diritto deve essere garantito, su richiesta del lavoratore caregiver, anche utilizzando la modalità del telelavoro, con l'obbligo per il datore di lavoro di consentire il passaggio a mansioni che si prestino a tale modalità.

Art. 7. (Modalità di accesso)
1. Per accedere ai benefici previsti dalla presente legge il caregiver familiare, come individuato all'articolo 2, deve esibire:
a) il certificato di Stato di famiglia storico-anagrafico da cui risulti il periodo di convivenza tra caregiver e familiare assistito;
b) la copia del verbale di riconoscimento al familiare assistito dell'invalidità al 100 per cento;
c) la copia del verbale di riconoscimento dello stato di gravità all'assistito ai sensi del articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992;
d) la dichiarazione da parte del familiare assistito, o del suo amministratore di sostegno ovvero del tutore qualora non in grado di farlo autonomamente, di espressa disponibilità a visita di accertamento specifico per l'accesso del caregiver familiare ai benefici previsti dalla presente legge, da parte delle commissioni mediche di cui all'articolo 1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295, ai fini della valutazione dello stato di non autosufficienza dello stesso familiare assistito in base alle tabelle recate dall’allegato A alla presente legge. Lo stato di non autosufficienza è certificato qualora in almeno una delle due tabelle il risultato sia pari a 0 punti;
e) documenti che attestino la cittadinanza italiana del caregiver e del familiare assistito.

Per tutte le informazioni sulla campagna #unaleggesubito, vi invitiamo a consultare la pagina Facebook del Coordinamento Nazionale Famiglie dei Disabili Gravi e Gravissimi.

Per approfondire:
Il testo completo di allegati del Disegno di Legge 2128

In disabili.com:
Siblings e non solo: il piccolo esercito dei caregiver giovani
Una vita ad assistere un malato: la vita del caregiver vale così poco?



Francesca Martin