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Si parla molto spesso dell’inclusività delle scuole e dei docenti, molto meno di quella dei dirigenti scolastici: il parere di un dottore di ricerca


Nel corso degli anni ci siamo occupati di molti aspetti e sfaccettature dell’inclusione scolastica, concentrandoci sempre più sull’importanza di una presa in carico globale e condivisa da parte di tutti i soggetti coinvolti, centrata sulla partecipazione attiva di tutti e sulla fiducia nel dialogo e nelle relazioni tra docenti e famiglie. Parallelamente, è emersa nel tempo e con crescente rilevanza l’urgenza di concepire il processo di inclusione scolastica come un risultato cui sono chiamati tutti i docenti delle classi e gli altri lavoratori della scuola. Perché essa possa avere successo, infatti, occorre che l’intero sistema e chi vi opera possa dirsi inclusivo.

Un aspetto poco indagato, ad oggi, rimane però quello della cultura inclusiva dei dirigenti scolastici. Dato il ruolo assolutamente strategico che essi ricoprono, infatti, è estremamente importante che essi ne sposino i principi, le prassi, le dinamiche, nonché le possibilità di crescita in merito da parte delle scuole che dirigono. Sono davvero inclusivi? Operano perché ogni marginalizzazione possa essere sempre neutralizzata? Sono attenti alle distorsioni, alle inadeguatezze, alle problematiche del sistema connesse a tale tematica? Ci sono informazioni diffuse in merito?

Per provare a rispondere ad alcune domande, abbiamo contattato la dott.ssa G. Ruzzante, Ph D in Scienze Pedagogiche, dell'Educazione e della Formazione presso l’Università di Padova, che ha dedicato il proprio lavoro di ricerca proprio a queste tematiche. La ringraziamo per il gradito contributo.

I dirigenti scolastici italiani sono inclusivi?
La tematica dirigenti scolastici e inclusione, che rimanda alla questione della leadership inclusiva, è ancora poco esplorata in Italia. Io ho intervistato un paio di dirigenti in giro per il Veneto. L’importanza che viene data dai dirigenti al tema è alta: l'inclusione viene riconosciuta come uno degli aspetti fondamentali all'interno della scuola e come uno degli aspetti positivi e peculiari del nostro sistema scolastico.  I dirigenti sono consapevoli del fatto che inclusione è in termine che non riguarda soltanto gli alunni con disabilità o stranieri, ma tutti gli alunni, con la necessità di garantire a ciascuno idonei percorsi per favorire il successo formativo. I dirigenti riconoscono il gap esistente tra la legislazione in materia, tra le più avanzate al mondo e le effettive pratiche didattiche, evidenziando la necessità di innalzare le competenze didattiche inclusive dei docenti curricolari, ancora troppo legati ad una didattica frontale che risulta poco adeguata in caso di alunni cosiddetti bes. Ribadiscono inoltre la delega dell’inclusione scolastica ai docenti di sostegno. I dirigenti sottolineano la positività della formazione universitaria dei docenti specializzati, lamentando al contempo la loro scarsità in termini numerici.  

Come i dirigenti scolastici possono favorire lo sviluppo di una cultura inclusiva nella scuola?
L’inclusione una è una questione che riguarda la comunità scolastica nel suo insieme: dal dirigente, agli insegnanti, al personale ATA, ognuno vi deve contribuire per la parte che gli è propria. I dirigenti hanno un ruolo fondamentale in quanto spetta a loro improntare la scuola secondo una leadership di tipo inclusivo ed elaborare una vision inclusiva della propria istituzione scolastica. Le linee guida sull'integrazione scolastica del 2009  individuano nel dirigente scolastico una figura-chiave per la realizzazione della scuola inclusiva, attraverso azioni di promozione, sostegno e garanzia dei processi inclusivi. Dato che l’inclusione è uno degli elementi fondanti e caratterizzanti il sistema scolastico italiano, il dirigente si deve impegnare a garantire idonei percorsi formativi sul tema per il personale docente e non docente, progetti ed iniziative con i genitori e il territorio, la creazione di reti di scuole, il lavoro in sinergia con la funzione strumentale inclusione, la costituzione del GLI d’istituto e l’elaborazione del PAI. La sua azione si esplica nel versante organizzativo, gestionale e di coordinamento, ma essa riveste una fondamentale importanza affinché tutta la scuola sia una comunità che cammina insieme verso l’obiettivo dell’inclusione. Il Dirigente Scolastico scrive l’atto di indirizzo per la redazione del PTOF, andando ad influenzare in forma diretta ed indiretta culture, politiche e pratiche inclusive. La scuola inclusiva è infatti la scuola dove stanno meglio tutti, dal dirigente al personale docente e non docente, fino agli alunni e ai genitori.  

I dirigenti scolastici hanno una formazione adeguata sull'inclusione?
I dirigenti scolastici lamentano da una parte la mancanza di tempo per esercitare la leadership educativa e dall’altra la mancanza di formazione specifica loro dedicata sul tema, sia nella formazione iniziale, prevalentemente di tipo burocratico-amministrativa, che in servizio. Anche il fatto di andare a dirigere un comprensivo dopo essere stati docenti della secondaria di secondo grado viene vista come una criticità per la promozione dell’inclusione, a causa della mancanza di esperienze concrete sul campo. Ho riscontrato invece ancora poca conoscenza da parte dei dirigenti scolastici in particolare degli strumenti per valutare la qualità dell'inclusione scolastica, un aspetto fondamentale per promuovere processi di automiglioramento all’interno delle istituzioni scolastiche, probabilmente per la reticenza della scuola italiana alla tematica della valutazione.

APPROFONDIMENTI

Dirigere una scuola inclusiva



In disabili.com

Disabilità e inclusione scolastica

 
Inclusione scolastica: una sfida possibile


Tina Naccarato