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In questa fase dell’anno scolastico devono essere predisposti i PDP per alunni con DSA ed eventualmente anche per alunni con altri BES: come procedere?

L’anno scolastico è ormai iniziato da oltre un mese e sono molte le incombenze in questo periodo riguardanti la predisposizione di alcuni importanti documenti per gli alunni che manifestano Bisogni Educativi Speciali. Se infatti per gli alunni con disabilità è prevista la costruzione di un PEI, ovvero di un piano educativo individualizzato, per i bambini ed i ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) occorre invece stilare un Piano Didattico Personalizzato (PDP), da preparare entro il primo trimestre dell’anno scolastico o comunque entro tre mesi dalla consegna della diagnosi a scuola.

IL PDP per studenti con DSA
In base alla  L. n. 170/10, al decreto attuativo n. 5669/11 ed alle Linee Guida annesse, riguardanti gli alunni con alunni con DSA è prevista obbligatoriamente la stesura di un PDP contenente gli strumenti compensativi e le misure dispensative necessarie al successo scolastico dell’alunno. Tale documento ha pieno valore formale e quanto in esso stabilito dev’essere garantito anche in sede di verifiche e di esami finali.

STUDENTI CON ALTRI BES
Il PDP, però, può essere redatto anche in presenza dei cosiddetti “altri BES”, diagnosticati o meno. Ricordiamo infatti che la direttiva ministeriale del 27/12/12 distingue tre sottocategorie di BES:
-          disabilità,
-          Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) ed evolutivi specifici e 
-          svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale.
Oltre agli alunni con disabilità e con DSA, quindi, per i quali sono previsti interventi disposti per legge, vengono riconosciute anche altre tipologie di BES. Alcune di esse hanno carattere evolutivo e possono essere diagnosticate, come i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell'attenzione e dell’iperattività (ADHD); altre, invece, sono riconducibili a diverse forme di svantaggio derivante da disagi economici e sociali, linguistici o culturali. E’ il caso, ad esempio, dei bambini e dei ragazzi che vivono importanti forme di marginalità o che sono da poco arrivati in Italia. In tutti questi casi si prevede la possibilità di predisporre un PDP; esso, però, non ha il carattere di obbligatorietà, ma è deciso di volta in volta dal Consiglio di classe o dal Team dei docenti e può riguardare anche brevi periodi. Le disposizioni in merito alle modalità di personalizzazione per tali situazioni sono state delineate nella CM n. 8/13. Ulteriori indicazioni sulle modalità di intervento vengono poi fornite nella nota ministeriale n. 2563/13.


SOGGETTI COINVOLTI NELLA STESURA
Dal punto di vista operativo ricordiamo che la stesura del PDP non interessa solo i docenti, ma può richiedere anche il contributo esterno di esperti ed è fondamentale la partecipazione della famiglia dell’alunno, dell’alunno stesso, di solito in caso di studenti della scuola secondaria di secondo grado e del Dirigente Scolastico che firmerà il documento finale.

RUOLO DELLA FAMIGLIA
Con il PDP vengono fissate e attivate tutte le misure previste per l’alunno o lo studente e quindi la famiglia può e deve partecipare attivamente per condividerne ed approvarne il contenuto. Questo vuol dire che certamente può chiedere alla scuola di modificarlo prima della firma, evidenziando le modifiche e le integrazioni che ritiene utile apportare.

Qualora la famiglia decidesse di non firmare il documento, la scuola potrà solo attenersi al rispetto delle diversità riportato dalla legge 53/03. Ricordiamo infatti che anche in assenza PDP è sempre possibile attivare percorsi di individualizzazione e personalizzazione, in virtù di quanto disposto dal DPR n. 275/99 e della L. n. 53/03.  

APPROFONDIMENTI

Pagina ministeriale DSA

Pagina ministeriale altri BES


Tina Naccarato

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Foto da: Designed by Freepik