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Cosa fare in presenza di ADHD? Esperti a confronto in un convegno

Si è recentemente svolto a Reggio Calabria il convegno L’ADHD dall’infanzia all’età adulta: nuove evidenze, organizzato dall'Associazione Italiana Famiglie ADHD (AIFA), in collaborazione con altre associazioni e con il patrocinio della Regione e dell’Ufficio Scolastico Regionale. Nel corso del convegno sono stati trattati diversi aspetti del disturbo, oggi significativamente diffuso non solo tra i bambini, ma anche tra gli adulti. Sono state avanzate proposte operative per affrontare le criticità che tuttora persistono intorno ad un disturbo ancora poco conosciuto.

Dai lavori del convegno è emersa la centralità di un approccio integrato, che coinvolga le famiglie, la scuola ed il contesto sociale attraverso interventi psicoterapeutici, psicoeducativi ed eventualmente farmacologici. Si tratta dunque di predisporre interventi combinati, che permettano di cogliere la pervasività dei sintomi e di operare adeguatamente. Tra gli approcci più efficaci, secondo alcuni relatori, vi sono l’intervento multimodale ed il trattamento psicomotorio in epoca prescolare. Altrettanto efficace sembra essere il metodo Feuerstein, centrato sull’idea della modificabilità cognitiva e dell’apprendimento mediato. Altri interventi hanno riguardato inoltre il neurofeedback, tecnica specifica di biofeedback che si basa sulla rilevazione del segnale dell’elettroencefalogramma (EEG) ai fini dell’autoregolazione. Altri contributi hanno riguardato il Parent Training, il Teacher Training e la terapia cognitiva comportamentale per l’ADHD.

 


Molti sono stati dunque i contributi e gli spunti operativi emersi dai lavori del convegno, che possono essere utili alle famiglie ed agli insegnanti.
Altre indicazioni operative importanti sono contenute nelle Linee guida del trattamento cognitivo-comportamentale dei disturbi da deficit di attenzione con iperattività stilate dalla Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (SINPIA), che vengono sintetizzate in alcune regole essenziali per genitori ed insegnanti:

1. Al bambino devono essere riferite regole chiare, concise e numerose, espresse in modo positivo.
2. Le istruzioni dovrebbero rimanere concise, suddividendo i compiti più lunghi in step più piccoli.
3. Le conseguenze del comportamento, sia positive che negative, devono seguire subito dopo il comportamento.
4. Le strategie positive dovrebbero avvenire sempre prima di utilizzare tecniche di punizione.
5. Le conseguenze verbali, sia positive (lode) che negative (rimprovero), dovrebbero iniziare con il nome del bambino e includere i riferimenti al comportamento in questione.

Naturalmente, gli approcci e gli interventi devono sempre essere contestualizzati e personalizzati
Buon lavoro a tutti.

APPROFONDIMENTI:

Documenti multimediali sull’ADHD
 
In disabili.com:

Didattica inclusiva: alunni con ADHD
 
Bambini vivaci e distratti?
 
Tina Naccarato