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Il decreto legislativo 378 sull’inclusione scolastica introduce molte e importanti novità

Nei giorni scorsi sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri i decreti delega della Buona Scuola, che riguardano diversi aspetti del sistema di Istruzione. Il testo dei decreti non è ancora disponibile, ma sul sito del Miur è stata pubblicata una sintesi dei provvedimenti abbastanza esaustiva, nella quale si ricorda che si è giunti ai testi definitivi anche con i suggerimenti di esperti, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di genitori, studenti e insegnanti.

GLI AMBITI DELLE DELEGHE - Il Governo, dunque, ha esercitato otto delle nove deleghe previste dalla legge di riforma approvata a luglio del 2015. La nona riguardava la revisione del Testo Unico sulla scuola per la quale sarà previsto un disegno di legge delega successivo. I decreti approvati riguardano:
- il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria;
- la promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità;
- la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale;
- l’istituzione del sistema integrato di istruzione dalla nascita fino a sei anni;
- il diritto allo studio;
- la promozione e la diffusione della cultura umanistica;
- il riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero;
- l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze.
Si tratta quindi di numerosi cambiamenti che riguardano diversi aspetti del sistema scolastico e che insieme a quelli già introdotti con la riforma, contribuiscono a ridisegnare profondamente la scuola italiana. Uno di essi riguarda l’inclusione scolastica di alunni e studenti con disabilità.

SOSTEGNO E INCLUSIONE SCOLASTICA – Il provvedimento relativo all’inclusione, possiamo leggere nel comunicato del MIUR, rafforza il ruolo delle famiglie e delle associazioni, coinvolgendo, attraverso la formazione in servizio, tutte le componenti del personale scolastico, in modo da garantire la partecipazione di tutti ai processi di inclusione. La proposta di quantificazione del personale sul sostegno sarà fatta dal dirigente scolastico sulla base del Progetto educativo individualizzato (PEI) di ciascuna alunno e in coerenza con il Piano dell’inclusione di ciascuna scuola. Viene introdotto l’obbligo di tenere conto della presenza e del genere degli alunni con disabilità per l’assegnazione del personale Ata alle scuole.

Vengono inoltre rivisti gli organismi che operano a livello territoriale per il supporto all’inclusione, con un maggiore coinvolgimento di famiglie e associazioni.
Le commissioni mediche per l’accertamento della disabilità si arricchiscono di nuove professionalità: ci saranno un medico legale e due medici specialisti scelti fra quelli in pediatria e in neuropsichiatria infantile. In caso di un rapporto positivo con l’alunno, su richiesta delle famiglie, i docenti con contratto a termine potranno essere riconfermati per più anni senza passare dalle trafile delle graduatorie. Viene rafforzato l’Osservatorio permanente per l’inclusione.

Il Miur ha pubblicato inoltre delle schede di approfondimento relative a ciascuno dei decreti, che forniscono altre importanti informazioni.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO DEL DECRETO INCLUSIONE – Una novità molto significativa che sarà introdotta è l’utilizzo del modello bio-psico-sociale della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) , nell’ambito del nuovo Profilo di Funzionamento, che sarà elaborato dall’Unità di Valutazione Multidisciplinare, con la partecipazione della famiglia, di coloro che hanno in carico la persona con disabilità, nonché garantendo la partecipazione della scuola. Tale documento ingloberà i precedenti: Diagnosi Funzionale e Profilo Dinamico Funzionale. Il Profilo di funzionamento definisce la tipologia delle misure di sostegno e delle risorse strutturali necessarie per l’inclusione scolastica. Esso sarà redatto in prospettiva ICF e cioè tenendo conto delle specifiche situazioni di carattere bio-psico-sociale, nei contesti che contribuiscono a determinare la condizione di disabilità di ciascuno. Il Profilo di funzionamento è documento essenziale per l’elaborazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI).  Quest’ultimo è elaborato con la necessaria partecipazione delle famiglie e di tutti i professionisti esterni assegnati alla persona disabile e alla classe. Il PEI diverrà parte integrante del Progetto Individuale, di cui all’art. 14 della L. n. 328/00.
 
Vengono inoltre definite le modalità e i contenuti del Piano per l’inclusione che rappresenterà il principale documento programmatico-attuativo della scuola in materia di inclusione; esso è parte integrante del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF). Viene istituito il Gruppo per l’inclusione territoriale (GIT), per ogni ambito territoriale, che avrà un ruolo fondamentale nella definizione delle risorse per il sostegno didattico. La proposta di quantificazione delle ore di docenza di sostegno, a cura del dirigente scolastico, avviene dopo una fase di analisi dei singoli PEI e la determinazione del piano di inclusione dell’istituto scolastico, in un’ottica di progettazione integrata. Il dirigente scolastico trasmette la proposta al GIT che opera una verifica della documentazione e della coerenza delle richieste di organico e formula una proposta all’USR. Quest’ultimo, infine, provvede ad assegnare le risorse nell’ambito dell’organico dell’autonomia.
La permanenza sui posti di sostegno resta di 5 anni scolastici. Per la prima volta si prevede che il dirigente scolastico possa proporre ai docenti dell’organico dell’autonomia, purché in possesso della specializzazione, anche attività di sostegno didattico.

L’assetto complessivo, con particolare riferimento alle innovazioni introdotte in materia di certificazione e quantificazione delle risorse per il sostegno didattico, decorrerà dal primo gennaio 2019.

Il quadro che si delinea, dunque, è di grande cambiamento e sono state numerose le perplessità sollevate da più fronti. Alcune di esse hanno portato a modifiche anche importanti accolte in sede di audizione. Altre sono rimaste irrisolte. Per CoorDown, ad esempio, il quadro che si delinea presenta luci ed ombre. Si ritiene positivo che si sia rimesso al centro del nuovo sistema la famiglia e che si possa fare affidamento sull’associazionismo di settore. Si considera in modo favorevole anche il mantenimento dei 20 alunni per classe (inizialmente portato a 22). Si evidenziano però anche alcuni punti rimasti oscuri, come la formazione degli insegnanti dei vari ordini e gradi che permane settoriale, pensata per una scuola speciale. La didattica inclusiva appare inoltre come prerogativa degli alunni disabili e non di tutti gli alunni. La riforma appare dunque non come un punto di arrivo, ma di partenza.

Nelle prossime settimane, dopo la pubblicazione dei decreti, torneremo ancora sull’argomento con un esame più puntuale degli aspetti tecnici e concreti di questo cambiamento che, tra luci ed ombre, ci auguriamo possa essere proficuo.

APPROFONDIMENTI
Le slide
 
In disabili.com

Guida pratica per le famiglie. DSA, BEF, POF, PEI: gli acronimi del sostegno

Il Decreto inclusione
 

Tina Naccarato