Menù

Assistenza disabili e anziani
WC PER DISABILI

Typografia


È stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo di attuazione della delega sull'inclusione scolastica, al secondo posto fra le deleghe della Buona Scuola

IL CDM SI RIUNISCE - Sabato scorso, 14 gennaio 2017, il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza del Presidente Paolo Gentiloni e con segretario la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi. All'ordine del giorno la discussione sulle deleghe per la Legge 107/2015 (legge della Buona Scuola) e l'approvazione dei decreti legislativi di attuazione delle stesse.
Con la Legge 107/2015 il governo aveva avuto l'incarico di riordinare, semplificare e codificare le disposizioni legislative in materia di istruzione, ed aveva 18 mesi di tempo dal 13 luglio 2015, data in cui era stata emanata la legge, per procedere alle deleghe attuative e dare il via alla Riforma.
Sabato, quindi proprio allo scadere di questo anno e mezzo di tempo, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare otto decreti legislativi di attuazione dell’articolo 1, comma 180, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

LE 8 DELEGHE DELLA BUONA SCUOLA - Gli 8 decreti riguardano:
1. il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;
2. la promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità;
3. la revisione dei percorsi dell'istruzione professionale;
4. l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;
5. il diritto allo studio;
6. la promozione e la diffusione della cultura umanistica;
7. il riordino della normativa in materia di scuole italiane all'estero;
8. l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.
Resta fuori soltanto la revisione del Testo unico sulla scuola per il quale sarà previsto un disegno di legge delega specifico e successivo. I provvedimenti vanno ora alle Commissioni parlamentari competenti e in Conferenza Unificata per l’apposito parere.

LA DELEGA SULL'INCLUSIONE SCOLASTICA - Al secondo posto, dunque, di queste deleghe, vi è la “promozione dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità”.
Ecco come il Comunicato Stampa del Cdm ha riassunto il contenuto del decreto legislativo attuativo di questa delega:
Il decreto aggiorna, riorganizza e razionalizza i provvedimenti vigenti in materia, tenendo conto della nuova prospettiva nazionale ed internazionale dell’inclusione scolastica, riconosciuta quale identità culturale, educativa e progettuale del sistema di istruzione e formazione in Italia.
Il testo chiarisce chi sono i beneficiari di specifiche misure di inclusione scolastica peculiari per i minori disabili. Viene previsto che, ove siano presenti studenti con disabilità certificate, le sezioni per la scuola dell’infanzia e le classi prime per ciascun grado di istruzione, non abbiano classi di più di ventidue alunni, fermo restando il numero minimo di alunni e studenti per classe previsto dalla normativa vigente.

LE PRINCIPALI NOVITÀ - Nelle “schede” illustrative delle 8 deleghe, pubblicate sul sito del Miur si legge che gli obiettivi della delega saranno la semplificazione e lo snellimento delle pratiche burocratiche, una maggiore continuità didattica (che eviti all'alunno disabile interruzioni nella didattica e frequenti cambi di insegnanti di sostegno) e una formazione del personale docente e della comunità scolastica con la costruzione di un progetto di vita che coinvolgerà più attori della società collaboranti in rete.
Al centro del decreto vi saranno gli alunni e le alunne con disabilità per i quali la scuola vuole elaborare un progetto educativo individuale.

Queste le novità principali:
- NON SI VIENE “ASCOLTATI” SOLO SE SI HA  UNA DISABILITÀ GRAVE E LA PRESA IN CARICO DELL'ALUNNO È CONDIVISA:
Non sarà solo la gravità della disabilità a determinare le risposte offerte delle alunne e degli alunni: si cercherà di determinare in senso più ampio i loro bisogni. L’attività di presa in carico degli alunni sarà più condivisa: la scuola fornirà al nuovo Gruppo di Inclusione Territoriale il Piano di inclusione, la valutazione diagnostico-funzionale e il progetto individuale per l’alunno che costituiranno la base delle richieste all’Ufficio scolastico regionale.”;

- GLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO SARANNO PIÙ PREPARATI E COSÌ PURE IL PERSONALE INTERO DELLA SCUOLA:
Gli insegnanti di sostegno saranno più formati e preparati grazie a una formazione iniziale che prevede l’obbligo di 120 crediti formativi universitari (cfu) sull’inclusione scolastica (non più 60 come è oggi) per tutti i gradi di istruzione, 60 prima del percorso di specializzazione e 60 durante, (il doppio rispetto ad oggi). Tutti i futuri docenti avranno nel loro percorso di formazione iniziale materie che riguardano le metodologie per l’inclusione e ci sarà una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi.”
Particolarmente interessante, all'art.12 è il punto relativo alla permanenza dell'insegnante per almeno10 anni sul sostegno (oggi sono cinque) prima di chiedere il trasferimento su posti comuni. Così la relazione: La norma prevede inoltre che i  docenti assunti a  tempo indeterminato sui posti di sostegno possano chiedere il trasferimento sui posti comuni, nell'ambito delle procedure di mobilità professionale e nel limitedei posti vacanti e disponibili dell'organico dell'autonomia, trascorsi dieci anni scolastici di servizio (quindi compreso quello pre-ruolo) quale docente di sostegno.

60 GIORNI PER APPROVARE IL TESTO - Ricordiamo che ora la delega sull'inclusione scolastica, al pari delle altre sette deleghe, è al vaglio delle Commissioni Parlamentari e di altri interlocutori del sistema scolastico (Dirigenti scolastici, insegnanti, personale della scuola, sindacati, studenti, famiglie, associazioni, stakeholder) per essere approvata “nella massima condivisione possibile” come auspica il Miur. Le Commissioni Parlamentari hanno tempo fino a 60 giorni, come ricorda Tecnica della Scuola per approvare il testo a partire dal momento in cui questo viene consegnato ai presidenti delle Commissioni stesse (presumibilmente nel giro di questa settimana). Scaduti i 60 giorni il Governo sarà autorizzato ad emanare i testi definitivi dei decreti anche senza il parere di deputati e senatori.

Così il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, si pronuncia sulla portata di queste deleghe:
I decreti attuativi delle deleghe rappresentano la parte più innovativa e qualificante della legge 107. Rivelano e concretizzano la vera portata di riforma della Buona Scuola: mettono le studentesse e gli studenti al centro di un progetto che punta a fornire loro un’istruzione e una formazione adeguate a standard e obiettivi internazionali […] Abbiamo scelto di salvaguardare le deleghe, la loro attuazione e il lavoro fatto finora avviandone l’iter di approvazione prima della loro scadenza prevista il 15 gennaio. Oggi comincia un percorso, è un punto di partenza. Aver dato il primo via libera in Consiglio dei Ministri non significa pensare che i testi siano chiusi: lavoreremo nelle Commissioni parlamentari - assicurando una forte partecipazione e presenza del Ministero e del Governo - per ascoltare in audizione tutti i soggetti coinvolti.”

Speriamo davvero che il testo della delega ascolti “tutti i soggetti coinvolti” per rendere veramente “fattiva” quell'inclusione che si spera possa essere realizzata per ogni singolo alunno della scuola italiana.

Fonte:
Il Comunicato Stampa del Consiglio dei Ministri sulla riunione del 14 gennaio 2017
Il Comunicato Stampa del Miur sulle schede alle 8 deleghe della Buona Scuola


Redazione