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Il nuovo Governo dovrà spendersi su Nomenclatore Tariffario, rafforzamento fondi per la non autosufficienza, ma anche caregiver familiari e Dopo di Noi

Dopo un periodo di stallo nel quale il nostro Paese si è trovato senza Governo, tra la fine dell’ultima legislatura e il post elezioni del 4 marzo, è utile fare il punto della situazione attuale rispetto al lavoro che attenderà le nuove forze di Governo sul fronte delle politiche per la disabilità.

Come sottolineato dalle associazioni di settore, non ha di certo fatto bene ai cittadini con disabilità lo stallo che ha fermato i lavori del Parlamento per oltre due mesi: le questioni da affrontare sul questo fronte sono infatti molte.

E’ stato intanto accolto positivamente l’intento espresso dal neo Ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, che in un primo incontro con associazioni del settore ha auspicato una collaborazione con esse, lanciando la proposta di un tavolo di confronto per poter  mettere al centro le esigenze delle persone con disabilità.

LE PRIORITA’ DELLE POLITICHE PER LA DISABILITA’ - Sulle priorità che questo Governo dovrà affrontare è tonata anche l’Associazione Luca Coscioni, da anni in prima linea nella tutela delle libertà civili e attiva sul tema della disabilità. L'Avvocato Filomena Gallo, segretario dell'Associazione, ha individuato le principali priorità da affrontare in questa legislatura, dichiarano inoltre che 'A livello politico il Parlamento ha i numeri per continuare a conquistare riforme civili e di libertà. Definirsi "governo del cambiamento', significa concretizzare una riforma della sanità che rispetti il principio di equità nell'accesso alle cure; l'applicazione piena della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità; la rimozione delle barriere architettoniche tramite il varo di politiche idonee alla conduzione di una vita indipendente e l'aggiornamento della lista dei Livelli essenziali di assistenza e del Nomenclatore tariffario degli ausili e delle protesi".

LA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA DELLA FAND - Ha provato  mettere nero su bianco le priorità che ora il Governo dovrà affrontare anche la FAND (Federazione tra le Associazioni nazionali dei disabili), che ha stilato una sorta di “piattaforma rivendicativa” che dovrebbe rappresentare, secondo la federazione, la base del confronto con le istituzioni sui temi della disabilità.

In questo momento, secondo la FAND i temi prioritari che dovrebbero guidare le azioni del Governo sulla disabilità sono quindi:

1. Piena attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e del Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità. Considerato l’insediamento del nuovo Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, la FAND auspica una rapida ripresa dei lavori del nuovo Osservatorio tramite l’avvio dei gruppi di lavoro che saranno chiamati a monitorare l’attuazione del programma d’azione biennale.  

2. Rafforzamento dei Fondi per le politiche sociali e la non autosufficienza;

3. Semplificazione del sistema di accertamento della disabilità, superamento della concezione puramente medico legale ai fini di una valutazione multidimensionale della disabilità;

4. Piena operatività della legge 68/1999 in materia di diritto al lavoro dei disabili.
Secondo la FAND, il collocamento mirato ha rappresentato un grande passo avanti, ma ad oggi purtroppo non ha portato i benefici sperati. Sono ancora troppi i disabili che non riescono a trovare una occupazione tramite i meccanismi del collocamento mirato. A tal proposito è necessario migliorare la capacità di intervento e di risposta delle istituzioni: sarebbe dunque auspicabile che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali procedesse quanto prima all’emanazione delle linee guida per il funzionamento dei servizi del collocamento mirato, che lo stesso D. Lg.s 151/2015 ha previsto e su cui anche l’Osservatorio nazionale sulla disabilità ha tanto lavorato. Ancora si attende con ansia la pubblicazione effettiva dell’VIII Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge sul collocamento mirato, strumento fondamentale per comprendere il reale funzionamento della legge.

5. Garanzia di un adeguato sostegno economico della persona nelle forme previste dalla legge per ogni tipo di disabilità;

6. Aggiornamento del nomenclatore tariffario, ormai inadeguato a fornire ai disabili prestazioni adeguate al progresso tecnico e scientifico;

7. Abbattimento delle barriere architettoniche, fisiche, sensoriali e culturali che impediscono alla persona disabile una piena partecipazione alla vita sociale;

8. Piena accessibilità ad ogni bene o servizio, alla comunicazione e all’informazione. A questo proposito, la FAND evidenzia che finalmente il 3 ottobre 2017 è stata approvata dal Senato la proposta di “legge quadro sui diritti di cittadinanza delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordo cieche” per il riconoscimento della LIS: ora si attende che quello stesso disegno di legge rubricato alla Camera con il numero AC 4679 venga approvato quanto prima.

9. Promozione e tutela della mobilità e dell'autonomia della persona con disabilità; su questo punto non si può non rimarcare il fatto che i diritti delle persone con disabilità nel trasporto e nella guida sono ad oggi sanciti da norme e regolamenti europei che intervengono in maniera cogente affinché gli Stati e le Istituzioni deputate e competenti li applichino puntualmente. Tuttavia, nel nostro paese, con la riforma del titolo V della Costituzione, le competenze in materia sono state suddivise fra Stato, regioni ed enti locali e ciò, assieme alla troppa ed inutile burocrazia, ha creato “un’inorganicità diffusa” sui territori, rispetto ad esempio ai livelli di accessibilità della città, dei servizi di trasporto, della viabilità e sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità. In netta controtendenza abbiamo, invece, un settore, quello del trasporto aereo, che grazie all’ENAC quale unico organismo nazionale di vigilanza e controllo, può vantare livelli standard di accessibilità e servizi dedicati ai passeggeri a ridotta mobilità. In questo senso la condivisione di buone pratiche, anche a costo zero per la Pubblica Amministrazione potrà contribuire sensibilmente ad un miglioramento dell’autonomia e della qualità di vita dei cittadini con disabilità e delle comunità tutte.

10. Tutela del diritto allo studio e piena integrazione scolastica, anche tutelando e valorizzando le scuole specializzate favorendone la frequentazione per quelle famiglie che ne facciano richiesta; in proposito si ritiene che per la reale adozione delle più recenti disposizioni in materia di “buona scuola” e soprattutto per l’applicazione congruente ed operativa delle norme relative all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità è necessario un costruttivo e costante confronto anche con la FAND, presente nei gruppi di lavoro costituiti in seno all’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, cui sono attribuite competenze rilevanti ed articolate in termini di monitoraggio e proposta, ma che ha anche il compito di delineare strumenti di progettazione educativa e personale.

Altri temi, come quelli del Dopo di Noi e la questione dei caregiver familiari ci sembrano peraltro urgenze ormai non più rimandabili.

Su questo argomento:

Come si muoverà sulla disabilità il nuovo governo?    


Redazione

 

Immagine: designed by Freepik from www.flaticon.com

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