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Dall’Assocazione Luca Coscioni la proposta di applicare il modello tedesco anche in Italia

Sono quasi tre milioni in Italia le persone che vinvono in condizioni di non autosufficienza, se sommiamo il  milione di disabili gravissimi, il milione di malati di Alzheimer e di altre forme di demenza senile e le tante persone anziane, senza gravi malattie, ma rese non autosufficienti dall’età molto avanzata. Numeri  peraltro destinati a crescere e che attualmente ricadono, sotto il profilo dell’assistenza, sulle spalle dei caregiver. Si tratta di un peso insostenibile, e su questa questione lancia una proposta l’Associazione Luca Coscioni: predisporre anche in Italia, come in Germania, un sistema di assicurazione per queste persone.

ASSICURAZIONE OBBIGATORIA - La proposta è stata presentata a conclusione del seminario “Dalla non autosufficienza alla vita indipendente” tenutosi mercoledì a Roma per iniziativa della Associazione Luca Coscioni, che ha visto la partecipazione di medici, malati, esperti di disabilità e di psichiatria, parlamentari ed esperti delle realtà regionali per tracciare un quadro della situazione e delle risorse necessarie e fare delle valutazioni su come meglio organizzare le molte e diverse forme di sostegno alla disabilità ad oggi esistenti.  In questa sede si è analizzata l’esperienza della Germania, il paese europeo con la più importante ed onnicomprensiva politica per la vita indipendente. La proposta che ne è uscita si rifà appunto alla tedesca Pflegeversicherung, in vigore in  dal 1995: si tratta di un’assicurazione obbligatoria finanziata con il metodo contributivo, che interviene in caso di un grave bisogno, protratto nel tempo, di cura e assistenza, oltre che di aiuto nella conduzione domestica.

LA PROPOSTA AL PARLAMENTO - Destinatari della proposta il Parlamento, il governo e i partiti che, in vista delle elezioni politiche ormai non lontane dovrebbero esaminare a fondo questa tematica e presentare precisi programmi di intervento, quantificando la risorse necessarie e indicando i mezzi di copertura finanziaria. Copertura della spesa relativa recuperando parte dei 150 miliardi di evasione fiscale, dichiarano dall’Associazione.

LA QUESTIONE CAREGIVER - La questione, è stato ricordato,  è seria, e necessita di un intervento da parte del Parlamento italiano, che non può più ignorare sia l’emergenza non autosufficienza che la condizione di vita e lavoro dei caregiver che si prendono cura. Medici, psichiatri, parlamentari, alti dirigenti di enti pubblici (INPS, AGENAS, Istat, Istituto Superiore Sanità) e il Segretario della Associazione Coscioni Filomena Gallo  hanno posto in evidenza,  dopo aver ascoltato le testimonianze di due malati,   le gravi difficoltà esistenziali ed economiche dei caregiver – almeno tre milioni di congiunti  – lasciati soli a gestire per anni situazioni penose e gravi. Si tratta di una questione che, in mancanza di importanti risorse dedicate, a breve diventerà emergenza, in considerazione dell’invecchiamento della popolazione: in Italia i “centenari”, che oggi sono 17mila, nel 2050 saranno 150mila.

LA QUESTIONE RISORSE – Come sempre, uno dei nodi centrali è quello delle risorse disponibili o da trovare. In conclusione del seminario, il Ministro Lorenzin ha sottolineato la necessità di risorse aggiuntive -  per affiancare quanto già previsto nei nuovi LEA e nel piano nazionale per la cronicità -  e di politiche di prevenzione delle malattie mentali.
“Iniziative come la vostra – ha aggiunto invece la Presidentessa della Camera Laura Boldini - sono rilevanti proprio perché pongono all’attenzione della collettività una condizione dolorosa e diffusa, che troppo spesso rimane invece confinata tra le mura domestiche”.

In disabili.com:

Prepensionamento disabili e caregiver. Tempistiche e requisiti dell'Ape sociale

Caregiver, cinque consigli per chi affianca la persona non autosufficiente
 
Redazione