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La lettera incriminataNel mirino i due figli autistici di Lilia Manganaro, consigliere nazionale Anffas

E' una famiglia di 4 persone: mamma, papà , e due gemelli autistici. "Andatevene, al più presto, avete rotto!".
Questo il messaggio anonimo fatto trovare sotto lo zerbino della famiglia Manganaro, che da 28 anni abita all'Arcella, quartiere di Padova.
Un foglietto di blocknotes scritto a mano fronte retro con insulti e quell'invito ben chiaro.
"Siamo in una casa civile e non al cottolengo". Alla faccia della civiltà !
Fortunatamente la mamma è una persona con due spalle così: Lilia Manganaro è da anni impegnata a livello nazionale con Anffas, e ha avuto anche trascorsi in politica, come consigliere comunale. Non certo una che si scoraggia, insomma. Ma comunque la lettera anonima fa male, e aggiunge tensione a una vita già non facile. "Con l'intolleranza che c'è in giro, figuriamoci come sono visti i disabili", dice.

I due figli, gemelli trentenni, passano le giornate al centro specializzato all'ex psichiatrico e rientrano alla sera.
Sono a casa tutto il giorno solo le domeniche.
Hanno stereotipie, come tutti gli autistici, capita che si percuotano la testa con il pugno chiuso («e questa - racconta la madre - è una cosa che ancora non riesco ad accettare, mi fa troppo male quando accade») o emettano lamenti, grida.
"Ma mai nessuno finora aveva protestato - racconta Giuseppe Parisi, amministratore del condominio - nessuno mi ha neanche mai preso in disparte, chiedendomi di intervenire o affrontare il problema. Mi sembra aberrante quello che è successo, sono tutte famiglie normali, perbene. Eppure qualcuno di loro ha scritto quel messaggio. Se si arriverà in tribunale, io e il resto del condominio vorremo costituirci parte civile".

A lettera si risponde con una lettera. Firmata, però. E così ha fatto Lilia Manganaro. Rivolgendosi ai condomini, all'amministratore, ma anche alle autorità cittadine.
Ecco alcuni passaggi del suo testo:

"Non pensavamo che, nel 3° millennio nella Padova universitaria, ricca di tradizioni culturali, di solidarietà e volontariato, dopo quasi 30 anni di vita in questo condominio trascorsi mantenendo rapporti educati e civili con tutti, ci sarebbe capitato di leggere parole così violente, offensive nei confronti nostri e dei nostri figli disabili con autismo, privi di linguaggio.
L’intolleranza, il livore, la discriminazione di cui è intriso quello scritto ci fanno venire i brividi e devono fare riflettere. Noi genitori, impegnati per anni nella scuola come docenti, abbiamo trascorso la vita a insegnare la tolleranza e di rispetto delle diversità . In particolare la sottoscritta continua a battersi per l’ inclusione scolastica e sociale delle persone con disabilità .
Vogliamo ricordare che leggi italiane e internazionali, conquistate in questi 60 anni, grazie alle battaglie di associazioni come Anffas, di forze politiche e sindacali, di uomini e donne intelligenti e sensibili, assicurano diritto di cittadinanza anche alle persone con disabilità .
Non potevamo far cadere nel nulla un episodio così grave: ci siamo già recati dai carabinieri e abbiamo inviato una denuncia alla Procura
".

Voi cosa ne pensate? Ne parliamo nel nostro FORUM

INFO:

Non sempre il rapporto con i vicini di casa è semplice.
Ecco alcuni titoli coi quali ci siamo occupati dell'argomento:
CARMINE, 15 ANNI: PRIGIONIERO IN CASA SUA

LA VITTORIA DI DONATO, PADRE DI UN DISABILE GRAVISSIMO

Alcuni articoli in cui abbiamo interpellato Lilia Manganaro:
QUELLO CHE LE (E GLI) INSEGNANTI DICONO

UNIRSI PER ANDARE ALLA 'CONQUISTA DEI DIRITTI NEGATI'

SETTIMA SESSIONE DEL TRIBUNALE DEI DIRITTI DEI DISABILI


[Alberto Friso]