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Integrazione scolastica


In una delle numerose interviste rilasciate, ha confessato la speranza di non andare incontro ad un autunno caldo.
Tuttavia, dopo un'estate di novità annunciate per far quadrare il bilancio scolastico, è molto più di una probabilità che, nei mesi a venire, il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini dovrà fare i conti con docenti e famiglie.

Integrazione scolasticaIn una delle numerose interviste rilasciate, ha confessato la speranza di non andare incontro ad un autunno caldo.
Tuttavia, dopo un'estate di novità annunciate per far quadrare il bilancio scolastico, è molto più di una probabilità che, nei mesi a venire, il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini dovrà fare i conti con docenti e famiglie.
Ad accendere i loro dubbi, gli annunci di tagli agli insegnanti, la possibilità di formare classi più numerose, la proposta di reintrodurre il maestro unico, e la decurtazione dell'orario settimanale di lezioni.
Le rassicurazioni giunte dal Ministero sul fatto che razionalizzare non significa penalizzare, ma migliorare il panorama scolastico, non sono sembrate sufficienti.
Anzi, quando si tocca la questione della sorte che toccherà agli insegnanti di sostegno, e di conseguenza agli alunni in difficoltà , le perplessità diventano preoccupazioni.

"Molte famiglie hanno contattato le scuole, e hanno ricevuto la conferma che i loro figli, nonostante abbiano la connotazione di gravità certificata dall'apposita documentazione, subiranno un dimezzamento delle ore di sostegno‑¬. A descrivere questa situazione è la professoressa Maria Vitale, responsabile del Gruppo di Lavoro "Scuola" del sindacato S.F.I.D.A. (Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità ). "Le famiglie stanno vivendo un dramma", aggiunge. "Lo Stato non può abbandonare né loro, né i figli. Oggi si parla molto di 'progetto di vita', creato dalla scuola con la famiglia. Tuttavia, se diminuisce la quantità di ore di sostegno, cala anche la qualità . Senza integrazione scolastica viene meno quella sociale".

"Vogliamo capire con maggior chiarezza i provvedimenti inseriti nel decreto legge. Comunque, ci sono aspetti che non dovrebbero andare modificati ad ogni cambio di Governo. Altrimenti non si dà sicurezza alle famiglie, e si creano disagi negli studenti più deboli, così come tra i loro insegnanti". Lo afferma la professoressa Lilia Manganaro, responsabile dello Sportello Nazionale Anffas Onlus per l'Inclusione Scolastica. "Come genitori, diciamo che non si fanno colpi di spugna così drastici senza discutere con le associazioni e con le famiglie".

Modifiche e cancellazioni che, secondo la docente, "Non tengono conto della cultura scolastica venutasi a creare con il tempo, riportando così il mondo dell'istruzione indietro di 50 anni".
Basti pensare ad esempio al maestro unico, che verrà ufficialmente introdotto nell'anno scolastico 2009/2010: "Ora i bambini sono più curiosi; la realtà dei moduli viene incontro a questa loro continua attenzione a diversi stimoli", spiega la professoressa Manganaro. "Con la reintroduzione di un solo insegnante si elimina questo importante lavoro di didattica e di pedagogia, che tra l'altro ha richiesto l'investimento di molto denaro per la formazione dei docenti".

Desta preoccupazione, inoltre, il futuro del tempo pieno alle elementari, e di quello prolungato nelle scuole secondarie. Il Ministro Gelmini ha garantito che non verranno meno, ma insegnanti e famiglie vogliono vederci chiaro.
"Il tempo pieno e quello lungo hanno dimostrato di essere di grande aiuto per favorire l’espressione degli alunni in difficoltà . E non si tratta solo di disabili, ma anche di immigrati", spiega Lilia Manganaro. "Ci auguriamo, dunque, che questa opportunità educativa davvero non venga decurtata".

Dal taglio al percorso educativo intrapreso, alla sforbiciata agli insegnanti: "Si critica sempre la scuola italiana perché ha un rapporto docenti/alunni molto alto", racconta la professoressa. "Quando, però, durante un convegno europeo sull'integrazione scolastica ho fatto un excursus sulle leggi italiane che hanno portato all'inclusione degli alunni disabili, i referenti esteri sono rimasti a bocca aperta. Negli altri Paesi europei, infatti, non si fa così tanto per l'integrazione scolastica quanto in Italia. Per questo ci spaventano i tagli ai docenti. Il Ministro Gelmini ha assicurato che non verranno penalizzati gli allievi con disabilità , ma per il momento non possiamo esserne certi".

Così come non si è certi del destino riservato all'Osservatorio Nazionale per l'Integrazione Scolastica. "E' un riferimento importante, perché rappresenta un momento di contatto tra Ministero della Pubblica Istruzione e associazioni", spiega la professoressa Manganaro, che all'Osservatorio rappresenta l'Anffas. "In questi anni è stato convocato poco; speriamo ci sia la possibilità di un incontro con il Ministro Gelmini. Noi intanto invieremo una mail per conoscere la situazione reale dell'integrazione in seguito agli ultimi provvedimenti scolastici. In merito al rapporto numerico tra insegnanti di sostegno e studenti, nell'Osservatorio ci siamo battuti perché non si tenesse un valore fisso, ma dipendente dalle esigenze della scuola".

Una prospettiva sfumata in seguito alle recenti disposizioni ministeriali.
"La Finanziaria ha introdotto nuovi criteri per determinare il numero di insegnanti di sostegno. Si tratta di parametri matematici", spiega il professore Nicola Quirico, presidente di FADIS (Federazione Associazioni di Docenti per l'Integrazione Scolastica). "Negli anni scolastici scorsi, era previsto un insegnante di sostegno ogni 138 alunni facenti parte della popolazione studentesca complessiva, disabile e non. C'erano comunque deroghe a questa proporzione, nel caso di situazioni particolarmente gravi che potevano riguardare una scuola o una città . Poteva così capitare che il rapporto tra insegnanti di sostegno e alunni disabili fosse differente da provincia a provincia; nello specifico, si è notato che nelle città del Sud il numero di docenti in relazione agli allievi era superiore rispetto a quanto osservato nel Nord Italia. Ora, però, è stato introdotto un nuovo criterio, che prevede un insegnante di sostegno ogni due studenti disabili. La proporzione, però, non ammette deroghe in alcun caso. Dove una volta era maggiore il numero di docenti in relazione agli allievi in difficoltà , si sentiranno di più gli effetti di questa novità ".

Timori anche per gli insegnanti di sostegno supplenti, pari a circa il 50% del complesso: c'è il rischio che la loro carriera venga drasticamente interrotta.
Nel più generale calo del numero di docenti, emerge un'altra preoccupazione: per far fronte alla riduzione di personale, si potranno creare classi più numerose.
"Gli ultimi provvedimenti, però, tutelano le situazioni in cui in aula ci sono degli alunni disabili; nel qual caso, la classe non potrà essere costituita da un numero di allievi troppo elevato", chiarisce il presidente di FADIS. Che aggiunge: "Il campanello d'allarme, però, c'è; staremo a vedere lo sviluppo della situazione".

Razionalizzare per far quadrare i bilanci e favorire nuovi investimenti in campo scolastico. Questo il principio chiave dell'istruzione secondo Gelmini.
In quest'ottica, l'informatica si conferma una delle tessere principali per costruire il futuro della scuola. Tra risultati raggiunti e obiettivi ancora inseguiti.
"Nell'aprile 2008 è stato emanato un decreto che riprende le linee guida disciplinate dalla legge Stanca del 2004, relativa all'accessibilità degli strumenti informatici per gli studenti disabili", spiega il professore Quirico. "C'è stato dunque qualche intervento normativo. Ci auguriamo, comunque, che gli investimenti proseguano anche in futuro in questa direzione, visto che lo strumento tecnologico è importante per gli allievi disabili; basti pensare, ad esempio, alle opportunità offerte ai non vedenti".

Dal mondo informatico a quello reale: gli episodi di bullismo in stile Youtube, che in diversi casi hanno avuto per vittime proprio studenti disabili, sembrano avere i giorni contati.
E' quanto lasciano prospettare i provvedimenti sulla condotta e sull'insegnamento dell'educazione civica.
"Da un lato sono soluzioni positive, ma non sono il vero fondamento", spiega la professoressa Manganaro. "Ci vuole sicuramente un arginamento dei fenomeni biasimevoli, ma quello che conta è trasmettere dei valori, altrimenti è come dare una semplice pennellata a un muro sporco. Bisogna invece sforzarsi a riempire le crepe".

Un'opera di €˜ristrutturazione scolastica‑¬ che, secondo Maria Vitale del sindacato S.F.I.D.A., dovrebbe toccare anche la forma degli interventi in programma.
"D'accordo razionalizzare", spiega infatti la docente, "purché questo non comporti inefficienza. Sarebbe stato dunque opportuno procedere in maniera piramidale, agendo prima di tutto sui livelli più alti del sistema scolastico, anziché colpire le fasce più deboli".

I primi venti di protesta hanno cominciato a soffiare nella Penisola, e si prevede una continuazione durante l'autunno, spalancando le porte delle scuole, ma anche delle case dei singoli studenti.
"I genitori potrebbero affidarsi a un giudice per ottenere il reintegro delle ore di sostegno", spiega Maria Vitale. Che non nasconde una punta di amarezza: "Questa soluzione rappresenta comunque una sconfitta, perché così la tutela diventa individuale: riguarda infatti il ragazzo andato in azione giudiziaria. I diritti, però, continuano ad essere negati alla società intera, e in particolare a chi non può garantirsi le spese per affrontare questa procedura. Il Sindacato S.F.I.D.A. si affiderà ad un legale per portare avanti i diritti degli studenti e delle loro famiglie".

Suona la campanella; dopo la prefazione estiva, per il registro scolastico è arrivato il momento di scrivere la storia di questo nuovo anno.
Una trama prevedibile, oppure ricca di colpi di scena: non resta che scoprirlo.

INFO:

Sportello Nazionale Anffas Onlus per l'inclusione scolastica

Gruppo di Lavoro €˜Scuola‑¬ del Sindacato S.F.I.D.A.

FADIS, Federazione Associazioni di Docenti per l'Integrazione Scolastica

Per approfondire:

TAGLI ALLA SCUOLA: A RISCHIO L'INTEGRAZIONE?

MADRE DI UN PROFESSORE DISABILE: ANDREMO A MANGIARE DAL MINISTRO GELMINI

[Roberto Bonaldi]


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