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Inclusione dall'inizio: chi ha detto che “facile è meglio”?

Da sempre sosteniamo che la scuola è  - o dovrebbe essere - il primo luogo dove oltre a scienze, italiano e matematica, si impara qualcosa che non si trova nei libri: l'accettazione delle diversità. Torniamo volentieri su questo concetto proprio oggi, in occasione della tredicesima Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down, perché ci sembra utile ricordare i progressi fatti ma anche la strada ancora da fare.

I PROGRESSI FATTI IN ITALIA - Sono passati quarant'anni da quando sono state abolite le scuole speciali in Italia, grazie alla legge 517 del 4 agosto 1977, che ha fatto da apripista e base per tutta la successiva legislazione scolastica che prevedesse inclusione. Prima di allora la logica principale nella formazione delle classi era quella della separazione, con classi differenziali e scuole speciali per gli alunni con disabilità più gravi.

I VANTAGGI DELL’INCLUSIONE – Oggi le cose sono cambiate: si punta all'inclusione e ai benefici, supportati da evidenze riscontrate, che questo approccio educativo può avere, tanto per gli alunni con disabilità quanto per i loro compagni. E’ stato rilevato, infatti, che i bambini con disabilità intellettiva raggiungono maggiori risultati accademici e sociali quando sono educati insieme ai loro pari senza disabilità, e che l’apprendimento in gruppi eterogenei aiuta tutti: gli studenti senza disabilità, che imparano il valore della diversità sviluppando più difficilmente atteggiamenti discriminatori, e gli alunni disabili, che migliorano il rendimento scolastico e le competenze relazionali, proseguono più volentieri gli studi e hanno maggiori chance di trovare poi un lavoro e una propria dimensione di autonomia.

sindrome di down locandinaLEA, CHE VA A SCUOLA COME TUTTI - In occasione del Word Down Syndrome Day (WDSD), che si celebra oggi, l'associazione CoorDown Onlus - Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down lancia, in collaborazione con l’agenzia Publicis New York,  una campagna di comunicazione internazionale dedicata proprio a questi temi. L’obiettivo è quello di sostenere la piena inclusione nella vita, partendo dalla scuola, e favorire un profondo cambiamento culturale nei confronti delle persone con disabilità.
Nel video che supporta la campagna, “Lea goes to school”, la protagonista è una bambina con sindrome di Down che deve affrontare il suo primo giorno di scuola. Attraverso dei disegni animati, il video ci mostra come la bambina viene indirizzata verso un percorso che sembra essere già stato pensato per lei, e che la porta verso una scuola speciale in vista di una vita “speciale” in tutti i sensi. Ma la protagonista decide di fare una scelta diversa, quella di una vita che non ha nulla di diverso rispetto a quella dei suoi compagni.



Il messaggio che viene lanciato è dunque quello di inclusione fin dall'inizio, con il motto inglese “Include us from the start”; inizio che coincide con l'inizio della scuola, il primo passo fondamentale per entrare nella società e iniziare a costruirsi una vita fatta di partecipazione e scelte basate sull'inclusione.
Il film verrà presentato in occasione della World Down Syndrome Day Conference, che si tiene proprio il 21 marzo a Ginevra, nella sede delle Nazioni Unite.
Il breve film “Lea goes to school” è stato realizzato insieme a DSi – Down Syndrome International, con il contributo di Down Syndrome Australia, Down’s Syndrome Association (UK), All Means All - The Australian Alliance for Inclusive Education e Movimento Down (Brasile), con il patrocinio dello UN Special Rapporteur on the rights of persons with disabilities e con il sostegno della Lega Basket Serie A.



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Redazione