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Dalla California uno studio ha osservato per sei mesi lo stato di salute di oltre 600 persone con demenza, seguite da familiari

Assistere un familiare con demenza è una attività che prosciuga le energie, che destabilizza e che affatica enormemente, causa di uno stress che può sfociare in vera  e propria sindrome da burnout. Questo carico ha, evidentemente, delle conseguenze sulla qualità della vita dei caregiver stessi, ma anche su quella dei familiari che assistono.

A provarlo è uno studio che ha dimostrato come le persone con demenza facciano più accessi al pronto soccorso quando i loro caregiver familiari soffrono di depressione. Questi risultati non fanno , quindi, che confermare  l’urgenza e la necessità di intervenire con programmi di supporto anche psicologico per tutte quelle persone che csi prendono cura in maniera costante e pressoché continua di un familiare con demenza.

LO STUDIO - Lo studio, pubblicato su JAMA Neurology e di cui ha parlato Reuters, è stato condotto per sei mesi su un campione di 633 pazienti con demenza e i loro relativi caregiver familiari (mogli, coniugi, partner e altri familiari). All’inizio dello studio, circa il 13% dei caregiver (84) soffriva di depressione.
Ebbene, osservando l’andamento della salute di questi pazienti per 6 mesi, i ricercatori hanno rilevato un 73% in più di accessi al pronto soccorso quando si trattava di persone i cui caregiver erano depressi: in questi casi gli accessi si verificavano 1,5 volte all’anno, rispetto alle 0,8 dei pazienti i cui caregiver non soffrivano di depressione.  

SINTOMI COMUNI - “La depressione e la pesantezza data dall’assistenza del congiunto sono sintomi molto comuni nei caregiver familiari che si prendono cura di persone con demenza - ha commentato la dottoressa Elan Guterman, ricercatrice in neurologia alla University of California, e autrice dello studio. “Sappiamo che questo impatta nella qualità della vita dei caregiver e ora abbiamo l’evidenza che questo ha conseguenze e può impattare anche sugli assistiti, con conseguenze anche sui costi di cura di questi pazienti”.

UN RITRATTO DEI CAREGIVER – Interessante anche dare un’occhiata alle caratteristiche dei caregiver partecipanti allo studio, per ricavarne informazioni.  L’età media dei caregiver partecipanti allo studio era di 64 anni,  prevalentemente donne. L’età media dei pazienti, più della metà donne anch’esse, era di 77 anni. A soffrire di depressione erano i  caregiver più giovani, e la depressione si riscontrava maggiormente col scendere dell’età del paziente con demenza e con la gravità dei sintomi.

LA NECESSITA’ DI SUPPORTO AI CAREGIVER – Una spiegazione a questi risultati può essere che i caregiver, non preparati a riconoscere le vere minacce della demenza dai cambiamenti e dal declino fisico dei loro familiari, finiscono per ricorrere in maniera massicci ai servizi di pronto soccorso, magari anche quando non necessario. Lo studio ci può quindi indicare una strada e un campanello d’allarme che i sistemi sanitari potrebbero tenere in considerazione, diventando sempre più attenti a cogliere i primi eventuali segnali di una depressione dei caregiver, così da poter intervenire al meglio col supporto necessario.


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Redazione

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