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Un dettagliato report di viaggio con info pratiche su passeggiate naturalistiche, campeggi e accessibilità museali per una persona che si muove con una carrozzina elettrica

Torniamo a pubblicare un preciso, dettagliato e utilissimo report di viaggio del nostro lettore Mirko Ferranti, che ci racconta della sua vacanza, rigorosamente in camper e a bordo della sua carrozzina elettrica, stavolta alla scoperta del Casentino e del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise.
Mirko ci accompagna nel suo viaggio, che ha realizzato in agosto di quest’anno in compagnia della moglie, e ci dettaglia le varie tappe con numerose info pratiche e di accessibilità, che possono essere utili a quanti, con disabilità motorie, volesse intraprenedere una vacanza come la sua.


Buona lettura!

il signor Mirko  Ferranti e la moglieIn agosto si va in montagna! Questo è il diktat incontestabile di mia moglie che soffre particolarmente il caldo....e in montagna cosa si fa? Si visita qualche paesino e soprattutto si fanno passeggiate nella natura, compatibilmente con le possibilità della mia sedia.

La preparazione di questo tipo di vacanza è fondamentale: molti parchi offrono sentieri adatti ai disabili, ma spesso si tratta di percorsi di poche centinaia di metri che, seppure interessanti, danno la sensazione di limitare le aspirazioni di chi ami la natura. Io cerco quindi, prima della partenza, di raccogliere informazioni su percorsi naturali adatti ad una carrozzina anche se non espressamente realizzati per disabili. Strade boschive, asfaltate o sterrate non mancano e spesso è solo questione di saper descrivere quello che si è in grado di affrontare perché gli addetti forestali propongano esperienze interessanti. Ovviamente non tutte le segnalazioni risultano azzeccate per cui alle volte succede di rimanere delusi, ma è normale che solo il singolo soggetto (soprattutto se disabile) conosca le proprie potenzialità ed i propri limiti sia personali che tecnologici.


Quest'anno abbiamo scelto due destinazioni cui dedicare una settimana ciascuna: Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise.

1 castagno2(In foto: Castagno d'Andrea - Salita alla fonte del Borbotto)

Il primo approccio al Parco delle Foreste Casentinesi è stato Castagno d'Andrea, luogo di nascita del pittore quattrocentesco detto appunto Andrea del Castagno al quale è dedicato in paese un piccolo museo che non ho potuto vedere in quanto aperto solo in determinati giorni (doppio rammarico perché sembra accessibile). Dal paese parte la strada verso il monte Falterona. Con il camper ci siamo fermati per la notte dove finisce l'asfalto e l'indomani mattina abbiamo completato i 2km circa su fondo sterrato ma regolare che conducono al piazzale della Fonte del Borbotto con un dislivello di circa 200m. E' un percorso che si snoda nel bosco, con alcuni scorci pregevoli sulle vallate che dipartono dal monte Falterona, e la mia carrozzina lo ha superato agevolmente.


2ForestaCampignaA Campigna, dove i granduchi di Lorena avevano una residenza di caccia, è possibile fare un'altra splendida escursione in direzione della località Cullacce. Sono quasi 5km su sterrato molto regolare, sostanzialmente pianeggianti, che si inoltrano in una delle più maestose foreste di abete e faggio visitabili in Italia; non per niente la repubblica marinara di Pisa si riforniva qui dei tronchi alti e dritti necessari alla costruzione dei propri velieri.

 

(In foto: Foresta di Campigna)
RidracoliNon poteva mancare una visita al lago di Ridracoli, perfettamente inserito nel paesaggio, dove ampi cartelli illustrativi ripercorrono la storia del luogo e un documentato museo espone il ciclo dell'acqua e la funzione di un lago artificiale in un ambiente naturale. Sarebbe anche possibile effettuare una escursione sul lago a bordo di un battello elettrico, ma quando il livello dell'acqua è troppo basso è necessario scendere lungo una scaletta che taglia fuori i “carrozzati” come me.

(In foto: Inaccessibile imbarcadero del lago di Ridracoli)

Ultima imperdibile destinazione del Parco è Badia Prataglia dove si può pernottare nel rustico ma accogliente campeggio Il Capanno (dove purtroppo manca il punto di scarico per le acque grigie del camper). Le possibilità di escursioni nella natura sono diverse a partire dai 2km che separano il campeggio dal paese (dislivello di circa 200m) completamente all'ombra di imponenti faggi, oppure proseguendo dal campeggio verso il passo Fangacci (per un bel tratto asfaltato e poi su sterrato in alcuni punti un po' pietroso). In questa direzione io ho percorso con qualche difficoltà i quasi 3km che separano il campeggio dalla località Aia di Guerrino (da dove partono diversi sentieri) ma chi avesse batterie più potenti delle mie e magari un mezzo un po' più adatto potrebbe proseguire fino all'eremo di Camaldoli. Sono circa 8km che difficilmente si possono dimenticare per la maestosità della foresta che si attraversa. Le caratteristiche di questa foresta sono molto ben documentate dal sentiero natura che si imbocca circa 100m a monte del campeggio lungo la stessa strada. Il percorso di 1km è dotato di cartelli informativi sugli alberi e sulle attività umane che si svolgevano nella foresta oltre che sulla presentazione di quello che attualmente si fa per preservarla.
BadiaPrataglia(In foto: Badia Prataglia - Foresta verso Camaldoli)

Trasferiti nel Parco d'Abruzzo abbiamo trovato un grande affollamento di turisti e in particolare di camperisti con strutture ricettive esaurite. Questo ci ha costretto a cambiare un po' il nostro comportamento usuale. Dopo esserci sistemati nel campeggio Vecchio Mulino nel comune di Opi, abbiamo visitato i dintorni facendo sempre riferimento a questa sede anziché cambiare località ogni notte o quasi. Questo significa lasciare la piazzola del campeggio ogni mattina e farvi ritorno a sera con qualche disagio in più a livello di organizzazione per i pasti o per le ore di relax e di lettura: abbiamo in sostanza fatto i “campeggiatori stanziali” come ai tempi in cui usavamo la tenda.

Dal punto di vista delle passeggiate in natura ho trovato purtroppo qualche difficoltà in più rispetto alle aspettative. Lo stradone di val Fondillo, sebbene sia indicato come adatto ai disabili, è risultato un po' troppo pietroso per la mia sedia e per evitare rischi di danni mi sono limitato a visitare il piccolo ma molto interessante museo della foresta che si trova nei pressi del parcheggio. Ai disabili è concesso spingersi con il proprio veicolo fino alla località Stazzo Fondillo da dove partono i sentieri escursionistici.
Cavalli bradi
(In foto: c-Cavalli bradi in val Fondillo)

L'altro punto di riferimento del parco è la Camosciara dove sono predisposti grandi parcheggi. Una strada asfaltata ma chiusa al traffico conduce in circa 3km con un dislivello di circa 100m alla partenza dei sentieri escursionistici. E' un percorso piacevole anche se a tratti un po' assolato, punteggiato da cartelli informativi che descrivono le caratteristiche di tutti gli alberi e gli arbusti che costituiscono i boschi circostanti.

Molto interessanti sono i borghi della zona che abbiamo raggiunto dalla nostra base con pochi km. Pescasseroli è la capitale storica del parco e si sviluppa sostanzialmente in pianura in un dedalo di viuzze con fondo lastricato in cubetti di porfido piuttosto sconnessi. La bella parrocchiale dei santi Pietro e Paolo è accessibile e vale una visita.

Pescasseroli

Barrea

(In foto: Pescasseroli)

Barrea si affaccia sull'omonimo lago e offre splendidi scorci sui profondi canaloni coperti di vegetazione che la circondano. Le possibilità di parcheggio sono piuttosto scarse. Noi abbiamo trovato posto nella parte alta del paese, vicino al campo sportivo. Da lì si può accedere direttamente al centro storico, ma la discesa diventa veramente molto difficile ed è sconsigliabile. Io non mi sono fermato al momento giusto e sono arrivato al punto in cui, non potendo più tornare indietro, ho dovuto chiedere aiuto ad alcuni passanti, cosa che mi succede molto raramente.
(In foto: Barrea e il suo lago)

Il villaggio più affascinante però è Opi, con le sue case raccolte sulla cima della collina. E' caratterizzato da ripidi vicoli e fondo sconnesso ma la vista sulla valle è affascinante. Non ci sono parcheggi se non i pochi posti sul bordo della strada per cui sono dovuto scendere nel piccolo piazzale che fa da capolinea alla corriera e poi mia moglie ha portato il camper nel parcheggio (anche questo non ampio) nella strada di fondo valle.

Opi - veduta(In foto: Opi - vista sulla val di Sangro)

Lasciando la valle del Sangro avremmo voluto trasferirci a Scanno, il che comporta di salire al passo Godi con una strada tortuosa ma larga e abbastanza agevole. In paese però abbiamo trovato molti cartelli di divieto di sosta ai camper. Sarebbe possibile contestare questo tipo di limitazioni perché il più delle volte si tratta di ordinanze illegittime, ma le procedure sono lunghe e complicate dato che finiscono davanti al giudice di pace locale, per cui abbiamo preferito saltare la sosta nonostante il bel lago fosse molto attraente.

Seguendo la strada che scende lungo la valle del fiume Sagittario, con panorami mozza fiato sulle omonime gole, siamo giunti ad Anversa degli Abruzzi, minuscolo villaggio molto accogliente. A poche centinaia di metri dall'area camper si può visitare l'oasi del WWF che offre diversi sentieri che si inerpicano verso le gole del Sagittario. In carrozzina si può visitare solamente la zona delle sorgenti del Cavuto e percorrere qualche tratto dei sentieri circostanti e del giardino botanico, molto bello e ben gestito. Molto più difficile è raggiungere la piazzetta del paese partendo dall'area camper perché si devono superare dei tratti in forte pendenza. Quando siamo arrivati ci siamo resi conto che è disponibile un parcheggio con spazi adatti anche ai camper, ma superare difficoltà mettendo a dura prova motori e batterie fa parte delle soddisfazioni della vacanza!

anvesa degli abruzzi
(In foto: Anversa degli Abruzzi - Oasi WWF)

LAquilaL'ultima tappa della nostra vacanza è stata L'Aquila. Sono disponibili due aree di sosta, attrezzate con pozzetti di scarico e fontanelle ma senza possibilità di allaccio elettrico. Il centro storico non è lontano ma anche qui le pendenze sono importanti. La città è ancora in fase di ricostruzione dopo il terremoto del 2009 e bei palazzi si alternano a costruzioni sostenute da imponenti impalcature. La situazione è ancora impressionante.


(In foto: L'Aquila - Palazzi ristrutturati a destra e ancora imbragati a sinistra)

Da L'Aquila a Sanremo ci sono quasi 800km e una sosta è obbligatoria. Noi ci siamo fermati per la notte a Montepulciano dove i camper sono indirizzati al parcheggio P5. Dalla vicina autostazione è possibile prendere l'autobus, dotato di piccole rampe manuali, per salire al centro storico e ripercorrere in discesa la ripida strada che lo attraversa completamente. Non eravamo mai stati qui, nonostante anni di week end dedicati alla Toscana, ed è stata una piacevolissima sorpresa: un borgo medievale che meriterebbe una conoscenza più approfondita e, perché no, qualche assaggio dell'omonimo Vino Nobile di Montepulciano.

La vacanza però è finita e il rientro, come al solito, è accompagnato dal progetto di nuove e vecchie destinazioni.

Mirko Ferranti


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Viaggiare con disabilità. La mia vacanza nella Tuscia con camper e carrozzina

Visitare Roma in carrozzina: il report di viaggio con info su accessibilità, trasporti, alberghi e musei 

Viaggiare in sedia a rotelle: alla scoperta di Napoli in carrozzina

Diario di viaggio: la mia Sicilia in carrozzina

Vacanze disabili. La mia vacanza in montagna con camper e carrozzina

Redazione

Tutte le foto del presente articolo sono di proprietà del signor Mirko Ferranti)

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