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Quando nemmeno una malattia importante e i consigli dei medici possono fermare una donna viaggiatrice inside

L’AVVENTURA NEL SANGUE  - Il sogno di Simona sta per diventare realtà: il 20 gennaio (oggi) partirà per un viaggio in India, con la sua carrozzina e il suo inesauribile desiderio di viaggi e scoperte, senza che nessuno la possa fermare, malattia compresa.
Lei è Simona Anedda, classe 1974, donna esuberante, allegra e amante del viaggio, del movimento, della scoperta: sempre stata così fin da quando era giovanissima. Prima un Erasmus in Islanda e poi, dopo la laurea, vari trasferimenti in giro per il mondo: da Londra alla Danimarca, dalla Svezia a New York e Chicago.
A 25 anni inizia a lavorare come tour leader per Congressi Medici e a 30 parte per un viaggio di un anno in Australia senza una vera meta. Al ritorno riprende a viaggiare e a lavorare come tour leader per grandi realtà come Finmeccanica e l’Agenzia Spaziale Italiana.
Simona, una donna energica, in costante attività, fin quando arriva qualcosa di più grande, di più forte e di inaspettato che la costringe a fermarsi: nel 2012 le diagnosticano la Sclerosi Multipla nella forma Primaria Progressiva, la più aggressiva. Alla notizia Simona fa quello che più le piace fare, viaggiare: e così parte per un viaggio di due mesi in Brasile.
Oggi Simona non cammina più, non muove le braccia, non respira bene. Lei dice: “Sento che non avrò una vita lunga. Ma voglio continuare a viaggiare. […] È inutile piangere”.

LA SPINTA DELLA SOLIDARIETÀ  – Tra i molti pezzi di mondo da visitare, rimane per Simona il desiderio dell’India. Ma continuare a viaggiare ora – in sedia a rotelle - è una sfida grande, enorme. Anche economicamente. Per questo, ha aperto un crowdfunding su Internet per raccogliere il denaro sufficiente per simona anedda insieme ad un tecnico che sistema una carrozzinapagare tutto l’occorrente: il viaggio in aereo per due persone, gli spostamenti interni via treno e autobus (dove possibile) o tramite noleggio macchina, il compenso per un accompagnatore in loco, il vitto e l'alloggio per tre persone. Simona infatti è riuscita a trovare due donne che si sono prestate per accompagnarla come amiche, senza voler alcun compenso in cambio.
La raccolta fondi ha avuto buon esito, e Simona può intraprendere questa avventura anche grazia ad alcuni ausili che nella vita di tutti i giorni fanno per molti la differenza e la faranno per lei in questo viaggio, come il propulsore di spinta Triride che le permetterà di motorizzare la sua carrozzina, o lo schienale modulare per carrozzine Tarta, che le permetterà di mantenere una posizione confortevole e corretta nel suo andare in lungo e in largo.
In  ogni caso - spiega Simona - se anche non avesse raggiunto la somma necessaria, lei il viaggio l'avrebbe fatto lo stesso. E invece è andata bene, ora è tutto pronto e prenotato e fra pochi giorni la nostra viaggiatrice sarà sulle rive del Gange.

LE TAPPE DEL VIAGGIO - Queste le tappe del suo viaggio che vogliono ripercorrere quelle del libro di Tiziano Terzani “Un altro giro di giostra”.
La prima tappa sarà New Dehli dove cercherà una guida del posto che la supporti e provveda alle sue esigenze durante il viaggio. Da lì si muoverà in aereo nella regione del Kerala, dove soggiornerà in un Centro Ayurvedico, “in cerca di serenità e saggezza”.
Poi risalirà la parte est dell’India fino a Calcutta, muovendosi in treno. Simona è uno spirito libero, vuole godersi il suo viaggio al massimo e lei stessa dice: “Non ho un tragitto preciso, mi lascerò guidare dagli eventi e dalle persone che incontrerò”.
Dopo Calcutta si sposterà a Varanasi e Kakinada e, se ci saranno le condizioni, la sua ultima tappa sarà ad Almora, la città ai piedi dell’Himalaya.

LE INTENZIONI DI SIMONA - L'intento di Simona è dare un segnale a tutte le persone, soprattutto disabili - e in particolare colpite dalla Sclerosi Multipla - per dare loro forza, mostrando e dimostrando che si può continuare a fare le cose che si facevano un tempo, con i dovuti adattamenti certo, ma che nulla può portarci a rinunciare alle nostre passioni. La vita si prospetta essere così breve a volte che davvero non bisogna lasciarsi sfuggire neanche un attimo. Per questo Simona parte, viaggia, rifiuta di starsene chiusa in casa senza strapazzi come le consiglierebbero i suoi medici. La sua idea, inoltre, sarebbe quella di creare un gruppo di viaggiatori disabili con cui condividere intense esperienze.
Per ora, per questo viaggio, Simona ha intenzione di redigere un diario di bordo pubblicandolo in tempo reale online per essere in contatto con le persone che l'hanno sempre sostenuta e la seguono. Questo diario diverrà in qualche modo anche una sorta di guida turistica sull'India accessibile per i viaggiatori, una bella storia esotica da raccontare, una relazione utile per chi vuole saperne di più sulla malattia e sui suoi ostacoli.
In generale Simona vorrebbe iniziare a scrivere una serie di guide per chi ha problemi analoghi ai suoi, “perché spesso non si viaggia solo per la disabilità ma per mancanza di informazione e per paura”.

Questo l'insegnamento di Simona: “la malattia può cambiare le abitudini di vita, ma non spegnere il fuoco delle passioni e la gioia di nuove scoperte e nuovi incontri”. Un po' lo stesso insegnamento che ci aveva lasciato Gin nel suo blog a proposito del fatto che “la malattia non può spegnere il sorriso”.

Qui potete seguire le tappe del viaggio di Simona nel suo “diario di bordo”

In disabili.com:
Diario di viaggio: la mia Sicilia in carrozzina
Mare (anche) d’inverno. Costa Blanca: una meta accessibile
Viaggiando con una disabilità: online gratis la guida di Lonely Planet
 
Donata Viero


Foto di Claudio Bottan