Menu

Tipografia

Info e dritte pratiche per una vacanza in una meta vicina e del tutto accessibile alle persone con disabilità: scopriamo la costa Blanca spagnola

In questi giorni in cui siamo nelle nostre fredde città, pensando magari con un brivido alle piste (accessibili) da sci, sparigliamo le carte e guardiamo al caldo, perché fuggire dal freddo e dalla nebbia si può. C’è un tratto di costa spagnola dove potete trovare trecento giorni di sole all’anno: è la costa Blanca, in provincia di Alicante. Se poi al clima mite si aggiungono spiagge e paesi accessibili, è una meta che assolutamente dovete raggiungere.

Come base di  partenza vi suggerisco il paese di Calpe. Recentemente tutti i suoi marciapiedi sono stati forniti di scivoli e sono stati dotati di percorsi per i non vedenti. Calpe ha due bellissime e lunghissime spiagge di sabbia fine costeggiate da un lungomare dotato di rampe.
Nella playa Arenal Bol c’è anche una postazione fissa con sedie JOB per fare il bagno e personale della croce rossa che gratuitamente assiste le persone diversamente abili per entrare e uscire dall’acqua. A pochi metri di distanza inoltre ci sono diversi parcheggi per disabili. Ma non c’è da meravigliarsi perché in Spagna, per legge, ogni Municipio della costa deve avere almeno una spiaggia accessibile. In questo gli amici spagnoli ci battono, così come nel livello di educazione e senso civico. Difficilmente troverete parcheggi occupati “abusivamente”, e se qualche locale non è provvisto di rampa, i gestori aiutano con il sorriso sulle labbra.

C’è un piccolo treno che collega i vari paesi di questo tratto di costa, e anche qui potrete facilmente salire con le sedie a rotelle perché i marciapiedi sono alti e quindi non ci sono gradini per salire a bordo. Sono ammesse anche le biciclette. Vi consiglio quindi di raggiungere con questo mezzo Benidorm dove ci sono altri chilometri di sabbia bianca ad attendervi e un lungomare accessibile. La città è moderna, con alti grattacieli a deturpare il paesaggio, ma il mare è pulito e potrete mangiare gustose tapas con pochi euro in una delle centinaia di bar e ristoranti affacciati sul mare.
Se invece odiate la “civiltà”, fate sosta ad Altea. Il paese antico è molto in alto, ma con il permesso disabili si può arrivare in auto fino davanti alla bella cattedrale. Anche qui avrete a disposizione una bella passeggiata lungomare nella parte vicina al porto. E se poi amate la natura potrete fare una bella escursione fino al faro di Albir. La strada è pedonale, asfaltata, con solo un paio di dolci saliscendi e in due km potrete arrivare al faro. L’ultimo tratto è più ripido e se non avete una carrozzina elettrica dovrete farvi spingere da qualcuno.
porticciolo
Se poi volete proseguire fino al capoluogo di Provincia, anche Alicante merita una visita. Il castello di  Santa Barbara in cima alla collina ha parcheggi disabili, ma all’interno delle rovine sono presenti alcune scale e selciato antico che possono creare qualche difficoltà. Il lungomare invece è totalmente accessibile, con bellissimi parchi con piante secolari e spiagge attrezzate.

Procedendo in direzione nord invece meritano una sosta Moraira e Javea. I lungomari sono sempre comodi, e le spiagge accessibili, ma purtroppo non si potranno visitare le più belle cale rocciose che punteggiano la costa scoscesa. Ad una, la Granadella in direzione Cabo de la Nao, è possibile arrivare, anche se quest’estate c’è stato un pauroso incendio e quindi credo che ci vorranno anni prima che riconquisti il suo fascino selvaggio. Anche la cala del Moraig, nel Comune di Benitaxel è molto bella, ma qui ci sono solo delle passerelle di legno appoggiate sulla ghiaia grossa e mancano le sedie job. Potrete comunque parcheggiare a fianco del bar-ristorante che fa la migliore paella della zona, tanto è vero che ci vanno a mangiare molti spagnoli. Sì, per quanto riguarda la cucina vi consiglio sempre di sedervi dove sentite parlare spagnolo: mangerete meglio e spenderete meno. La zona è affollata da turisti europei, in maggioranza inglesi, olandesi, belgi e francesi. Gli italiani sono pochi e si trovano solo ad agosto.
Da non perdere anche la deliziosa cala la Fustera nel Comune di Benissa, con spiaggia attrezzata e un chiringuito (bar all’aperto) dove si può pranzare e cenare al suono della musica e dove d’estate fanno anche il cinema all’aperto. Una trentina di chilometri a nord di Benissa c’è Denia da dove potete imbarcarvi per le isole Baleari che distano circa 80 km. Formentera è la più vicina.

Ma ciò che più vi posso consigliare è di VIVERE questo tratto di costa, di mischiarvi ai suoi abitanti, allegri, spensierati, che vi trasmetteranno calore e voglia di divertirvi. D’estate ci sono centinaia di feste, con tavolate in piazza, musica, fuochi artificiali, le immancabili tracas: strisce di petardi che gli spagnoli amano far scoppiare fin da bambini. E poi le feste patronali, le feste per la cacciata degli arabi nell’epoca medievale (Fiestas Moros y Cristianos), le feste taurine, la più bella delle quali si svolge l’ultima settimana di luglio ad Ondara. Nell’antica plaza de toros del paese acrobati coraggiosi compiono evoluzioni saltando i tori e senza fare loro del male, anzi sono loro quelli che spesso vengono feriti. Nonostante la polemica animalista in corso anche in Spagna, sono spettacoli che vale la pena vedere se si vuole capire l’essenza di questo popolo apparentemente simile a noi, ma profondamente diverso.

Ho imparato ad amare e ad apprezzare gli spagnoli per la loro educazione, il loro senso civico, il rispetto della natura. La sera in estate famiglie intere scendono in spiaggia a mangiare portando sedie, tavoli, persino fornelletti a gas. Bevono, ridono, suonano fino a notte fonda, ma prima di andare via tutti, dagli anziani ai bambini raccolgono l’immondizia e la gettano nei rispettivi contenitori per il riciclaggio. Sono scene che fanno bene al cuore e che, è triste dirlo, in tante nostre spiagge è difficile vedere.

Valencia1La zona è raggiungibile atterrando all’aeroporto di Alicante che dista una settantina di chilometri o da quello di Valencia a un centinaio di chilometri più a nord. Anche Valencia meriterebbe una visita. La città è molto bella, antica e con una parte moderna futuristica progettata dall’architetto Calatrava. Da vedere la sua Città delle Arti con uno degli acquari più grandi d’Europa.
Se volete invece andare in auto o camper potete arrivare con alcune compagnie di navigazione italiane (che hanno navi con cabine attrezzate) fino a Barcellona e poi scendere verso sud per circa 500km seguendo la autopista del Mediterraneo ap7.

Le postazioni con le sedie job sono aperte dal 15 giugno fino al 15 settembre. Vi consiglio comunque di evitare agosto, troppo affollato, caldo e con prezzi maggiorati.
Se non siete interessati alla vita di mare anche ottobre è un mese stupendo per viaggiare. Fa ancora caldo e non c’è più la folla dell’estate, inoltre i prezzi scendono notevolmente. In questo periodo iniziano a calare dal nord Europa frotte di turisti diversamente abili che svernano a queste latitudini. È una zona dove c’è turismo praticamente tutto l’anno, tranne gennaio e febbraio, che sono mesi più tranquilli e molti locali chiudono per ferie.

Spero con questo articolo di avervi fatto venire voglia di conoscere questa bella zona che appartiene alla Comunidad Valenciana. Non temete per la lingua: con gli spagnoli ci si capisce e sono persone che si sforzano in tutti i modi di aiutarvi. Quasi tutti poi parlano inglese. Non mi resta che augurarvi buon viaggio e buon divertimento: a disfrutar! Come dicono da quelle parti.

In disabili.com:
Turismo accessibile disabili
Strutture turistiche accessibili
 
 
Roberta Grugni