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Prima un infortunio e poi una infezione avevano messo a rischio la campionessa paralimpica, medaglia d'oro a Tokyo 2020 nel fioretto individuale e argento in quello a squadre


In Giappone sono in corso le Paralimpiadi di Tokyo 2020, dove il medagliere azzurro sale di ora in ora, registrando già una pioggia di medaglie, che hanno iniziato a fioccare fin dal primo giorno, in particolare dal nuoto.

Nella giornata di sabato nel fioretto indviduale è arrivato anche l’oro di Bebe Vio, che poi domenica ha conquistato anche l’argento in quello a squadre.

Prima schermitrice disabile a gareggiare con 4 protesi a causa delle amputazioni dovute ad una meningite, a 24 anni Bebe Vio è tra gli atleti paralimpici più amati. Ma dietro alle medaglie conquistate a Tokyo 2020 c’è molto più che solo allenamento. L’atleta ha infatti raccontato che non solo questa vittoria, ma la sua stessa partecipazione alle Paralimpiadi non erano scontate.

Vio ha infatti riferito di aver avuto, ad aprile, un infortunio e poi una brutta infezione da stafilococco: i medici le avevano prospettato una amputazione al braccio sinistro, che avrebbe comportato l’impossibilità, per lei, di tornare a tirare; la situazione era compromessa al punto da rischiare la morte. Solo 4 mesi fa la sua carriera di schermitrice era a rischio, oggi invece ha al collo due meravigliose medaglie.
Non stupisce che Bebe abbia dedicato la medaglia ai medici e allo staff che l’ha curata.

Per approfondire sulle Paralimpiadi:

Qui il programma delle gare alle Paralimpiadi
Qui dove seguire le Paralimpiadi

Le regole degli sport paralimpici
Redazione

(foto Augusto Bizzi/CIP)