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Il tribunale antidoping ha riconosciuto il non dolo, sospendendo di otto mesi la squalifica per doping dello scorso ottobre. Caironi potrà tornare in pista il 9 marzo

Martina Caironi, simbolo dello sport paralimpico italiano, potrà partecipare la prossima estate alle Paralimpiadi di Tokyo 2020: il Tribunale Nazionale Antidoping ha infatti riconosciuto la buonafede e la non intenzionalità della campionessa nell’assumere un farmaco proibito, che le era costato un anno di squalifica (ora ridotto) a seguito di un controllo a sorpresa lo scorso ottobre.

Martina Caironi aveva utilizzato – dopo aver consultato un medico federale - una pomata per curare un’ulcera al moncone della gamba amputata sulla quale indossa la protesi: da qui la positività al clostebol, lo steroide anabolizzante proibito, e la relativa squalifica.
A seguito dell'istanza presentata dall'atleta, considerando la necessità dell’uso terapeutico della pomata, e riconoscendo la buona fede dell’atleta, il Tribunale Nazionale Antidoping (Tna) di Roma nella sua sentenza del 3 febbraio ha riconosciuto il “non dolo”, stabilendo che Caironi potrà tornare in pista dal prossimo 9 marzo.
Resta sotto inchiesta il medico federale, Mauro Guicciardi, che le aveva prescritto la pomata.

Così Martina Caironi commenta sul suo profilo Facebook: “Finalmente questo periodo difficile sta volgendo a termine: ieri il Tribunale Nazionale Antidoping ha emesso la sentenza che mi consentirà di tornare in pista dal 9 di marzo di quest'anno.
E’ stata riconosciuta la mia buona fede.
Come ho avuto modo di spiegare più volte ho usato quel medicinale perché avevo bisogno di curarmi. È stata la stessa Procura a riconoscere la non intenzionalità e la necessità terapeutica nell’utilizzo di quella crema.
Non avrei mai pensato di vivere un'esperienza simile, che non auguro a nessuno. (…)”.

In disabili.com:

L’appello di Martina Caironi: protesi e ausili per disabili sono costosi, aggiornate il nomenclatore!

Redazione