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Le associazioni dei pazienti incontinenti e stomizzati chiedono di rinnovare i processi di acquisto a gara, ma anche di intervenire su prevenzione, centri di riabilitazione e formazione dei tecnici specializzati sui nuovi ausili

Quando parliamo di incontinenza entriamo in un ambito che può sfociare in una condizione invalidante, soprattutto dal punto di vista psicologico e sociale.
Tale condizione ha a che fare con bisogni molto intimi e specifici, che richiedono una presa in carico il più possibile personalizzata, appropriata e puntuale, soprattutto quando si riveli necessario ricorrere all'utilizzo di ausili come assorbenti e cateteri che consentono di far fronte alla situazione, limitando gli effetti del problema nella vita quotidiana di chi ne soffre. Ma nel nostro Paese il metodo dell’acquisto a gara dei presidi per incontinenza spesso sembra più in funzione delle logiche di prezzo piuttosto che dei reali bisogni degli utenti.

Hanno fatto il punto sull’argomento
FAIS Federazione delle Associazioni di Incontinenti e Stomizzati e Senior Italia FederAnziani,in occasione della recente Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza.

INCONTINENTI E STOMIZZATI IN ITALIA
in Italia, ricordano le associazioni, le persone interessate da incontinenza si stimano in circa sei milioni, mentre le persone atomizzate risultano circa 750.000: sono dati, questi, non verificati e purtroppo parziali, in quanto provenienti dal mercato. Inoltre comprendono sia persone con problemi cronici che temporanei. Ad ogni modo si tratta di cifre ragguardevoli.

LA SPESA A CARICO DEL SSN E DEI CITTADINI
Questi numeri si traducono in cifre di spesa, ripartite tra SSN e cittadini (qui ricordiamo come funziona la fornitura di pannoloni e presidi per l’incontinenza ai cittadini, ndr).
Il SSN, per la sola assorbenza, eroga il 66% degli ausili con un investimento di circa 350 milioni di euro, pari al 56% della spesa totale. La spesa out of pocket, invece, è pari a più di 280 milioni di euro. Il mercato italiano della stomia, invece, è pari a circa duecento milioni di euro.

POSSIBILI STRATEGIE DI MIGLIORAMENTO
A questo proposito, secondo il Presidente FAIS odv Federazione delle Associazioni di Incontinenti e Stomizzati, Pier Raffaele Spena: «Gli ausili per l’incontinenza, il cateterismo e la stomia sono legati intimamente alla persona, un prodotto appropriato può cambiare la qualità di vita e definire un percorso di cura meno traumatico. La responsabilità di chi acquista, quindi, non può prescindere da queste premesse perché il rischio è di concentrarsi su belle strutture di gara o procedure di acquisto, ma poco utili e non corrispondenti con le reali aspettative dei pazienti».

Secondo Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani, il sistema va rimodulato anche nella prevenzione, oltre che nel sistema di erogazione degli ausili: «La Giornata Nazionale della Prevenzione e cura dell’Incontinenza deve essere l’occasione per accendere una luce su un settore che per anni è stato poco considerato da chi si occupa di programmazione e gestione della salute pubblica. Questo ha prodotto un sistema consolidato, poco permeabile alle novità e che ha bisogno di scelte coraggiose per rinnovarsi nell’interesse delle persone che vivono l’incontinenza. Inoltre occorre modificare il DPCM 12 gennaio 2017 pubblicato il 18 marzo in Gazzetta Ufficiale - Supplemento n.15, e prevedere immediatamente delle ore gratuite di ginnastica pelvica per le puerpere al fine di ridurre il più possibile il numero di donne destinate in futuro ad essere affette da incontinenza» dichiara .

Opinione condivisa anche da Marzio Zullo, Vice Presidente AIUG, Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico, secondo il quale sarebbe anche utile incrementare i Centri riabilitativi e di prevenzione sul territorio per ridurre il rischio di veder aumentare le disfunzioni del pavimento pelvico nel tempo».

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