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Protestano i cittadini disabili contro la decisione della Regione Lazio: a rischio la libertà di scelta e l’adeguatezza in nome del risparmio

In Lazio le persone costrette ad utilizzare cateteri vescicali sono sul piede di guerra: ad essere contestata è una nuova gara d’appalto che la regione Lazio ha lanciato a fine luglio per la fornitura di cateteri vescicali: presidi urologici salvavita necessari per lo svuotamento della vescica, da utilizzarsi più volte al giorno.
Secondo quanto segnalato dalle associazioni che rappresentano le persone disabili che utilizzano questi presidi per il cateterismo intermittente (la vescica neurologica è una condizione spesso presente in casi di lesioni midollari, sclerosi multipla o altre patologie, ndr), il criterio del maggior ribasso non farà altro che restituire ai pazienti dei dispositivi di minor qualità. Le associazioni, preoccupate dall’esito di questa nuova modalità di approvvigionamento con gara al ribasso, chiedono agli amministratori di annullare la gara.
L’AIMAR (Associazione Italiana Malformazioni Ano-Rettali) ha scritto al Presidente della regione, Zingaretti, e all’Assessore alla Sanità, D’Amato, denunciando tale pericolo. Tra le altre cose, si legge nella lettera: “Questa situazione mette seriamente a rischio la salute di tutti coloro che utilizzano questa tipologia di ausili, basandosi esclusivamente sulla valorizzazione del criterio del maggior ribasso, mortificando il diritto di "libera scelta" dell'utente. Il rischio, sottolinea sempre AIMAR nel documento, è che con tale procedura venga a mancare, insieme alla libertà di scelta dell’utente, anche la personalizzazione dell’ausilio alle specifiche esigenze dei singoli, venendo a mancare i presidi più tecnologicamente avanzati e potenzialmente più adatti. Non si tratta solo di avere un presidio migliore, ma anche di evitare eventuali aggravi di altri costi, ricorda l’AIMAR: un catetere diverso da quello individuato dal medico specialista può comportare maggiori visite mediche, ricorso ad ulteriori terapie antibiotiche, giornate di lavoro perse per malattia, oneri economici di assistenza domiciliare, ecc.

Sulla stessa linea anche la lettera di FINCOPP (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico) che, ricordando come la Regione Lazio avesse sempre, finora, assicurato la personalizzazione dell’ausilio da parte dell’utenza, mette in guardia: il catetere ad intermittenza è paragonabile ad un prodotto “infungibile/savavita”, poiché è un corpo estraneo che entra nell’organismo umano, ed è impensabile consegnare ad un paraplegico o bambino con spina bifida un catetere differente da quello necessario e prescritto dallo specialista. Ma anche su questo si specula e in pochi sanno o fanno finta di non sapere che la non adeguata gestione vescicale può causare gravissime complicanze che possono condurre il paziente alla morte.
Mantenere la libertà di scelta e personalizzazione degli ausili (e, in questo caso, dei presidi salvavita) è una questione di primaria importanza per rendere esigibile a tutti i cittadini – anche quelli con patologie o disabilità – il diritto alla salute, che la Costituzione garantisce.

Nel frattempo, fanno sapere le associazioni, la Direzione  Salute  e  Integrazione  Socio-Sanitaria  della  Regione  Lazio ha risposto negativamente alle loro richieste. In conseguenza di ciò i cittadini disabili si stano mobilitando, indicendo una manifestazione che si terrà giovedì 10 settembre 2020 dalle ore 10 alle ore 14, alla quale hanno aderito le sigle associative FINCOPP (Federazione  Italiana  Incontinenti  e  Disfunzioni  del  Pavimento  Pelvico),  Faip (Federazione  delle  Associazioni  Italiane  delle  Persone  con  lesione al  midollo) Associazione  Paraplegicidi  Roma  e  del  Lazio, ASBI (Associazione Spina Bifida Italia), Aistom (Associazione  Italiana Stomizzati), AIMAR (Associazione Italiana Malformazioni Ano Rettali).

AGGIORNAMENTO: Ci comunicano i rappresentanti delle organizzazioni che è giunta, nella serata di ieri, comunicazione dell'annullamento della gara d'appalto da parte della Regione Lazio.

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Redazione

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