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Berti: “Il rischio di attribuire un ausilio inappropriato ad un paziente con disabilità complesse è altissimo”

Mentre l’aggiornamento delle tariffe degli ausili contenuti nel Nomenclatore Tariffario (erogabili, quindi, dal SSN alle persone con disabilit) è ancora in attesa di completamento ed entrata in vigore, si registra ancora un appello affinchè le procedure siano in grado di assicurare appropriatezza di strumenti ai cittadini, in particolare quelli con disabilità complesse, che necessitano di strumenti specifici.

A ribadirlo è Alessandro Berti, Presidente di Ausili Confindustria Dispositivi Medici, a proposito delle modalità di erogazione dei dispositivi destinati alle persone con disabilità complesse, il cui funzionamento – secondo lo stesso Berti, non incontra i reali bisogni dei cittadini affetti da queste patologie.

Ricordiamo che il nuovo Nomenclatore Tariffario è stato approvato orami 5 anni fa nell’ambito del DPCM LEA 2017. Rispetto all’ambito protesico, è stata approntata una rilevante modifica al precedente DPCM 1999, sulla base di una nuova definizione di “su misura”: nel nuovo testo vengono ritenuti "su misura" i dispositivi fabbricati appositamente in base alla prescrizione redatta da un medico specialista, mentre non sono più ritenuti su misura i dispositivi realizzati con metodi di fabbricazione continua o in serie che devono essere successivamente adattati, per soddisfare una specifica esigenza dell'assistito mediante una necessaria personalizzazione attestata dal medico. In base a tale inquadramento, sono stati trasferiti alcuni dispositivi in serie inclusi nell’Elenco 1 del precedente Nomenclatore nell’attuale Elenco 2a dell’Allegato 5 denominato “Ausili di serie che richiedono la messa in opera da parte del tecnico abilitato”.

“Sull’erogazione degli ausili complessi per le persone con disabilità, la posizione dell’Associazione Ausili di ConfindustriaDM è netta e precisa: facendo riferimento alle modalità di erogazione del DPCM LEA del 2017 abbiamo visto che la gara non funziona. Il rischio di attribuire un ausilio inappropriato ad un paziente con disabilità complesse è altissimo”, dichiara Berti.
Per questo motivo arriva l’appello: “Chiediamo di erogare gli ausili in modalità ad personam, evitando le gare di acquisti, permettendo così ai professionisti sanitari del settore di individuare l’ausilio più appropriato e risolvere le specifiche esigenze del paziente.”, ha dichiarato il presidente di Confinduzstria Dispositivi Medici. Che conclude: “Abbiamo visto che questo sistema non funziona: le regioni stesse si trovano in difficoltà ad erogare ausili di questo genere, e trovano soluzioni le più disparate per andare a riconoscere un ausilio appropriato ai diversi pazienti”



Sulle lacune di un sistema – quello a gara – che rischia di mettere in secondo pianto le esigenze dei cittadini con disabilità, soprattutto nel caso di bisogni complessi, era intervenuta lo scorso aprile anche l’Associazione Luca Coscioni, rivolgendosi al Ministero della Salute, richiamandolo alle disposizioni previste dall’art. 30 bis della legge 96/2017: (….) la Commissione nazionale LEA avrebbe dovuto proporre il trasferimento dagli elenchi 2 A e 2 B all’elenco 1 (dispositivi su misura) degli ausili destinati alle disabilità gravi e complesse elencati in allegato all’articolo, per la fissazione delle tariffe, una volta verificata l’inidoneità delle procedure pubbliche di acquisto anche attraverso l’audizione delle associazioni dei disabili”

Sul Nomenclatore si contano da più parti le voci che chiedono un intervento urgente, nonostante ciò la strada della approvazione delle tariffe sembra ancora quanto mai accidentata.

Su questo argomento:

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Redazione

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