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Ostacolo automobile carrozzinaChe cos’è davvero una barriera architettonica? Che cosa trasforma una briciola in un ostacolo insormontabile, nel mondo di chi ha difficoltà motorie? Con l’arma del pensiero ironico cerchiamo qui di illuminare alcune barriere difficili da notare per chi non utilizza una carrozzina

 

La sensibilità comune sulla presenza delle barriere architettoniche è, grazie al cielo, in crescita. Pian piano sono in tanti ad aprire gli occhi, dando vita ad un lento risveglio di coscienza che fa rendere conto di barriere invalicabili ed eclatanti: ostacoli presenti sulle linee gialle adiacenti al posto per diversamente abili, marciapiedi che terminano con dislivelli importanti, luoghi pubblici accessibili unicamente tramite scale, ascensori inutilizzabili.

Ma esistono altri tipi di barriere architettoniche che sono vere e proprie briciole agli occhi di chiunque, finché non ci si sofferma a pensarci su.
E quand’è che ci pensi su? Quando la briciola cade dal TUO pane, diventando un TUO problema.
Si inizia a confrontarsi con la disabilità e ci si rende conto di quanto questi invisibili ostacoli possano complicarci l’esistenza.

 

Ho voluto cimentarmi in un piccolo, ironico decalogo delle microbarriere nelle quali mi imbatto da quando ho come compagna una sedia a rotelle e che, da normodotato, nessuno nota: me compresa. Non mi sono resa conto di cosa fosse una barriera finché non ci ho sbattuto il naso dentro in prima persona.

1.    Il sampietrino. Prezioso elemento di decoro urbano, è una vera trappola per le ruote piccole della carrozzina nonché per i puntali delle stampelle. Inoltre, immaginate di essere spinti su un terreno brullo per un periodo prolungato: alla fine vi sentirete come foste diventati un tremebondo cubo di gelatina.

2.    La porta esterna dell’ascensore ad apertura classica. Immaginate: arriva l’ascensore. Aprite la porta. Vi accingete a spingervi all’interno con la carrozzina, ma dovete  usare due mani per farlo e la porta si chiude impietosa lasciandovi fuori. Da capo al fine, o almeno finché qualche anima buona non vi tiene aperta la porta.

Ostacolo carrozzina marciapiede3.    La bicicletta o il motorino parcheggiati sul marciapiede. Già i marciapiedi delle nostre città non sono larghi e spesso sono rovinati da buche e crepe, se poi ci si trova davanti al classico velocipede legato al palo della luce siamo fritti ed avanzare diventa impossibile! La prossima volta che metti la tua bici sul marciapiede, pensaci.

4.    Il tornello del supermercato: avete presente quei supermercati nei quali per accedere si attraversa un tornello e si spinge il proprio carrello sotto ad una sbarra corredata da bandierine di plastica? Ecco. Chiedetevi da dove deve passare una sedia a rotelle. Limbo dancing sotto le bandierine o giro di giostra incastrati nel tornello? Quando lo scoprite fatemelo sapere, per favore, che sono ancora qui a chiedermi se sia nato prima l’uovo o la gallina.

5.    Il carrello della spesa. Quelli da ancorare alla carrozzina spesso non sono disponibili o obsoleti mentre i carrellini destinati al trasporto a mano sono troppo alti. Trasportare una spesa importante tutta sulle ginocchia non è pensabile, così come non è pensabile che per fare la spesa si debba per forza andare accompagnati. E’ vero, esistono i comodi servizi di spesa on line, ma la scelta di poter uscire a scegliere le cose di persona deve essere a portata di tutti!

6.    La cassa del supermercato troppo stretta per far passare la carrozzina. Se non c’è qualcuno dietro a spingerci, si rischia di rimanere incastrati fra le casse o, peggio ancora, di farsi male alle mani nonché di rallentare lo scorrimento della cassa stessa, onta per la quale è prevista la massima pena.

7.    Il bancomat. Ci avete mai pensato? La maggior parte degli sportelli è inaccessibile a chi si sposta in carrozzina, ma il denaro contante serve anche a chi si muove a rotelle.

8.    Ragazza Carrozzina Ostacolo La rampa. Si pensa che le rampe siano il pane quotidiano di chi si sposta su ruote, ma non si ha un’idea di quanto si faccia fatica a salire una rampa finché non ci si trova a doverlo fare in prima persona. C’è un punto in cui, semplicemente, non si va più avanti: la fatica brucia le braccia e non tutti gli utilizzatori di sedia a rotelle possono contare su una buona forza residua. In discesa, problematica opposta: la prima volta che ho affrontato uno scivolo da sola mi è parso di essere a Gardaland… senza misure di sicurezza!

9.    La presenza di oggetti vari a fine rampa. Eh già, perché se arrivo lanciata a cento all’ora dallo scivolo avrò bisogno di spazio per rallentare la mia folle corsa. Fateci caso, spesso al termine delle rampe si trova di tutto: dai cestini per l’immondizia ai box per la raccolta dei vestiti usati. Ed anche far terminare la rampa “di botto” non facilita la manovra di frenata.

10.    I microgradini. Parlo di quei gradini veramente piccoli, spesso di design, che si trovano poco prima delle porte e che hanno la caratteristica di farti inchiodare di colpo con qualsiasi cosa sia dotato di ruote: non li noti finché non ti trovi a scontrartici. A volte mi chiedo se non si generino per magia, o se siano concepiti per essere invisibili.

Ho voluto ironizzare, ma il messaggio che voglio trasmettere è quello di GUARDARSI ATTORNO e possibilmente di aiutare le persone con disabilità a segnalare la presenza di questi ostacoli. L’abbattimento delle barriere architettoniche porta benefici e vita più comoda per tutti, quindi siamo tutti coinvolti: segnalare e fare il possibile per smantellare veri e propri blocchi significa contribuire a creare un ambiente urbano che sia davvero di tutti.

In disabili.com:

Disabili e concerti. Difendiamo la liberta' di divertimento

Milano a rotelle (se la metro vuole)

Lila Madrigali


Foto di Samuele Roncaglia