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Siglato un accordo Stato Regioni per mettere in campo in maniera sistemica una serie di strutture di primo, secondo e terzo livello per la presa in carico di persone che soffrono di incontinenza

 

Tanto l’incontinenza urinaria quanto quella fecale rappresentano una condizione clinica altamente vincolante per chi ne soffre, compromettendo la qualità della vita in misura rilevante, con la necessità di ricorrere talvolta a cateterismo o ad altro genere di soluzioni.  Per prendere in carico la gestione del problema, è stato siglato nei giorni scorsi un accordo Stato Regioni sul "Documento tecnico di indirizzo sui problemi legati all'incontinenza urinaria e fecale", che ha messo nero su bianco sei priorità.

I NUMERI DEL FENOMENO - L’incontinenza urinaria è un disturbo più frequente di quanto si possa pensare: solo in Italia sono più di cinque milioni le persone a soffrirne. L’aumento si ha naturalmente con l’avanzare dell’età, e la prevalenza  è femminile: in media il 10-15% delle donne di età superiore ai  45-50 anni, mentre gli uomini raggiungono la metà. Si stima che negli anziani l’incontinenza  urinaria interessi oltre il 50% dei soggetti istituzionalizzati.
L’incontinenza fecale interessa invece circa due milioni di italiani (tra il 2 e il 15% della popolazione), anche in questo caso prevalentemente anziani.

LE PRIORITA’ DEL DOCUMENTO - Considerando quindi la portata del problema, le Regioni hanno recentemente deciso di costituire un accordo che prevede una serie di interventi per fornire ai cittadini centri e servizi specializzati nella prevenzione, diagnosi e presa in carico dell’incontinenza, sia urinaria che fecale.
L’accordo si fonda sul Documento tecnico di indirizzo sui problemi legati all'incontinenza urinaria e fecale", prevede sei priorità:
1. La creazione, in ogni regione italiana, di una Rete di centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza nei tre livelli
2. Attivazione di Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali per la presa in carico complessiva della persona incontinente, fornendogli i necessari interventi di tipo multidisciplinari   
3. Approccio nuovo alla erogazione di farmaci alla luce delle novità in ambito europeo ed internazionale
4. Predisposizione di linee di indirizzo per un razionale utilizzo dei dispositivi medici chirurgici complessi
5. Ottimizzazione e razionalizzazione del percorso di fornitura dei dispositivi monouso per incontinenza già a partire dalla prescrizione
6. Attuazione di campagne di comunicazione e informazione sui temi dell’incontinenza

I NUOVI CENTRI DEDICATI - Il punto 1 delle priorità in accordo è quello principale, e prevede, appunto la creazione di una rete di centri per la presa in carco globale della persona che soffre di incontinenza. La gestione del soggetto con incontinenza, infatti, richiede diversi livelli di intervento, lungo un processo che va dalla diagnosi alle opzioni terapeutiche. L’istituzione di Reti Regionali di Centri articolati in tre livelli si propone quindi come risposta a questo genere di esigenza.
Centri di primo livello: sono servizi Ambulatoriali di riferimento collocati sul territorio o in strutture ospedaliere, quindi una sorta di “ambulatori per l’incontinenza” dove ci siano un urologo e e/o un ginecologo e/o un fisiatra (preferibilmente tutti e tre), oltre a un infermiere esperto in uro-riabilitazione e di un fisioterapista con competenze specifiche nella riabilitazione pelvi-perineale.
Il fisiatra sarà responsabile dell’eventuale percorso riabilitativo. Inoltre il Centro deve essere dotato di attrezzature per l’esame clinico, urodinamico e riabilitazione. Il Centro deve essere collegato aduno o più centri di secondo livello, oltre che al terzo, per la gestione dei casi complessi.

Centri di secondo livello: Si tratta di centri mono-specialistici di riferimento, quindi per i casi in cui il primo livello non sia risultato sufficiente; saranno in grado pertanto di fornire una diagnostica e terapie più avanzate per i casi più complessi di incontinenza sia maschile che femminile, e delle disfunzioni pelviche. Questi Centri Urologici e Centri Ginecologici sono individuabili nelle varie S.C. di Urologia e di Ginecologia. Il centro deve essere dotato di almeno due posti letto per l’eventuale trattamento dei casi.  
I Centri Riabilitativi sono individuati nell’ambito delle Strutture di Riabilitazione, per la gestione della diagnostica e delle terapie appropriate per l’incontinenza e le disfunzioni dell’area pelvica in pazienti complessi con pluriduisabilità, anche di origine neurologica (come ad esempio nei casi di Parkinson, Sclerosi Multipla, ictus etc), con equipe e spazi dedicati alla riabilitazione delle disfunzioni pelviche e collegati ad un centro urologico di secondo livello.

Centri di terzo livello: Si tratta di quei centri nei quali vengono erogate prestazioni di altissima specializzazione per il trattamento dell’incontinenza e delle disfunzioni dell’area pelvica. In questi centri vengono erogate terapie chirurgiche le più complesse, anche in pazienti neurologici. Auspicabile è un contatto di continuità logistica con strutture ospedaliere che hanno in cura pazienti con mielolesioni o altre patrologie neurologiche che comportino questo genere di problematiche.  


Per approfondire:
Il testo dell’accordo (link al pdf)

Abbiamo parlato di questo argomento anche qui:

Pannoloni e prodotti per l’incontinenza urinaria: come funziona la distribuzione ai cittadini

Speciale cateterismo


Redazione