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Un nuovo studio ha verificato l'efficacia del questionario DYMUS, facile da somministrare anche a livello ambulatoriale, per sostituire o affiancare l'esame strumentale invasivo per diagnosticare la disfagia

Le difficoltà di deglutizione sono piuttosto comuni nelle persone con SM, ma affrontare la disfagia precocemente con la neuroriabilitazione permette di evitare conseguenze anche gravi. Si tratta di un trattamento complesso ma efficace se erogato, in strutture idonee, da terapisti neuro-foniatrici addestrati.

Uno studio finanziato da FISM e pubblicato su Dysphagia  ha cercato di capire se fosse possibile usare un questionario specifico  per intercettare precocemente i pazienti più a rischio di disfagia, da avviare a indagini più approfondite. Lo studio ha dimostrato l’efficacia di questo questionario, il cui acronimo è DYMUS – (Dysphagia in Multiple Sclerosis) - destinato alle persone con sclerosi multipla: per alcuni pazienti, potrà quindi affiancare il FEES, un esame endoscopico invasivo oggi utilizzato per diagnosticare la disfagia ed individuare le lesioni già causate dal disturbo.

DISFAGIA E SM
La disfagia, ovvero una difficoltà a deglutire, ma anche a controllare i movimenti della lingua, è tra i sintomi che possono comparire nella vita delle persone con SM. Più frequente nelle persone con livelli più elevati di disabilità, è un disturbo però che può colpire anche le forme più lievi della malattia, e diagnosticarla precocemente consente di mettere in pratica tutte le strategie che possano ridurre eventuali complicazioni, dalle cosiddette polmoniti ab ingestis alla malnutrizione.

DISFAGIA: STRUMENTI DI DIAGNOSI
Gli strumenti tradizionalmente utilizzati per indagare la presenza di disfagia sono soprattutto due: uno radiologico (videofluoroscopia) e uno di tipo endoscopico (fibroscopia, fiber-optic endoscopic examination, abbreviata FEES). Le osservazioni della FEES vengono riassunte in una scala, Dysphagia Outcome Severity Scale (DOSS), i cui valori – da 1 a 7 - misurano il livello di gravità nei problemi di deglutizione (con valori più bassi per difficoltà maggiori). Entrambi richiedono personale specializzato: per la FESS, per esempio, un endoscopio flessibile viene inserito a livello del naso e utilizzato per osservare le strutture della laringe e della faringe, a riposo e durante la deglutizione.
Lo studio finanziato da FISM e pubblicato su Dysphagia, ha cercato proprio di capire se fosse possibile usare un questionario specifico  per intercettare precocemente i pazienti problematici, da avviare a indagini più approfondite. Con questo scopo è stato sviluppato DYMUS, che ha dimostrato l’efficacia di questo questionario.  

IL QUESTIONARIO DYMUS 
Basandosi sulle risposte del paziente, DYMUS si dimostra uno strumento semplice ed erogabile già nello studio del neurologo, spiega il team di ricercatori guidati dalla neurologa e ricercatrice Maria Grazia Grasso dell'IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma, e composto, tra gli altri, anche da Michele Messmer Uccelli di AISM e dal dr Claudio Solaro del Dipartimento di Riabilitazione "M.L.Novarese" di Moncrivello, VC 
Per verificare l'efficacia diagnostica del questionario i ricercatori hanno sottoposto oltre 200 persone consecutive non selezionate, con diversa gravità e forma di SM, sia al questionario di screening DYMUS che alla FEES, l'esame diagnostico strumentale tradizionalmente impiegato. Quello  che si è  osservato è stata l'effettiva correlazione tra le risposte rilevate con il questionario DYMUS e le osservazioni endoscopiche.  Il risultato più rilevante è che nessuno dei soggetti con DYMUS =0 aveva alterazioni alla FEES, quindi il questionario può essere usato nella pratica clinica per sapere chi siano i soggetti che non hanno disfagia. Allo stesso tempo molti dei soggetti con DYMUS >2 avevano alterazioni alla FEES.

In conclusione, il questionario consente di selezionare con facilità quali siano i soggetti a rischio. Lo studio conferma come, per il campione analizzato, la disfagia si dimostri un disturbo piuttosto frequente nelle persone con sclerosi multipla, con sintomi più gravi nelle forme progressive di malattia, rispetto a quelle recidivanti-intermittenti. E ancora, la presenza del disturbo è collegata alla durata della malattia e al grado di disabilità.

"La disfagia – ha evidenziato la dott.ssa Maria Grazia Grasso dell'IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma - può presentarsi in forme intermittenti, in questi casi DYMUS potrebbe andare ad intercettare anche i casi non rilevati da evidenze endoscopiche. Nel complesso però, alla luce delle correlazioni osservate, i risultati suggeriscono che il questionario DYMUS possa trovare spazio nella pratica clinica, a livello ambulatoriale, come strumento facile e veloce da somministrare alle persone con SM per identificare quelli con problemi di deglutizione, da indirizzare verso un percorso di neuroriabilitazione".

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Redazione

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