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Appello al Governo su RdC e invalidità: modificare i parametri per la concessione del reddito di cittadinanza alla luce dell’aumento delle pensioni di invalidità

Da fine gennaio diversi cittadini con disabilità che percepiscono sia la pensione di invalidità civile che il reddito di cittadinanza hanno avuto la cattiva sorpresa della decurtazione degli importi di quest’ultima – quando non, addirittura, la sua soppressione. Che cosa è successo?

Cumulabilità di pensione di invalidità e Reddito di Cittadinanza

Chiariamo subito che la pensione di invalidità e il Reddito di Cittadinanza sono cumulabili tra loro, entro certi limiti e a determinate condizioni. Inoltre l’importo del RdC viene modulato in relazione alla pensione di invalidità civile, ovvero spetta in misura ridotta, poiché dall’importo va sottratto quello che già si percepisce per la pensione stessa. Si tratta, in entrambi i casi, di trattamenti assistenziali.

L’aumento delle pensioni di invalidità civile
La problematica vissuta da numerosi cittadini emerge a seguito della applicazione degli aumenti delle pensioni di invalidità relativi al cosiddetto incremento al milione”, attivati a seguito della Sentenza 152/20 della Corte Costituzionale, che ha portato ad un aumento (variabile) delle cifre percepite da invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi. Tale aumento relativo all’incremento al milione ha inciso sul reddito familiare, che viene inserito tra le voci per calcolare l’importo del reddito di cittadinanza. Il risultato è stato che numerosi percettori della pensione di invalidità civile “maggiorata”, si sono visti decurtare o addirittura azzerare il reddito di cittadinanza in ragione per l’appunto dell’incidenza del c.d. “incremento al milione” sul reddito familiare complessivo.

Ma le pensione di invalidità civile non ha natura assistenziale?
, infatti non concorre al calcolo dell’ISEE (lo prevede la Legge del 26 maggio 2016 n. 89), ma l’incremento, allo stato, non avendo natura prettamente assistenziale, non solo concorre al calcolo ISEE ma soprattutto incide sul redito familiare, che viene tenuto conto per l’erogazione del reddito di cittadinanza.

Calcolo del Reddito familiare per il reddito di cittadinanza
La cifra mensile del reddito di cittadinanza viene infatti calcolata in riferimento al ''Reddito familiare'', che a sua volta viene estrapolato dall’Isee come somma dei redditi e dei trattamenti esenti (non assoggettati ad Irpef), percepiti da tutti i componenti il nucleo familiare. Con riferimento al Reddito e alla pensione di Cittadinanza, il reddito familiare “è determinato ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013, al netto dei trattamenti assistenziali eventualmente inclusi nell’ISEE ed inclusivo del valore annuo dei trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti il nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi”, quali,ad esempio, l’indennità di accompagnamento.

A tale riguardo l’INPS, nel suo Messaggio n° 548 del 03-02-2022 ha segnalato che a decorrere dall’erogazione della rata di gennaio della prestazione Rdc/Pdc, verranno presi in considerazione, tutti i trattamenti esenti di natura assistenziale attualmente inclusi nella determinazione del reddito familiare, ivi compresi quelli collegati alla condizione di disabilità, con la sola eccezione dei trattamenti per i quali non è prevista la prova dei mezzi.

A tale ultimo riguardo, si precisa che resta confermata la disciplina attuale che prevede l’esclusione dal calcolo dell’ISEE di ogni trattamento di qualsivoglia natura percepito in ragione della predetta condizione di disabilità; ciò, in applicazione dell’ormai consolidato principio previsto dal decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89.
L’adeguamento prevede che, ai soli fini della verifica del reddito familiare per l’erogazione di Rdc/Pdc, rilevano anche i seguenti trattamenti percepiti dal nucleo familiare nell’anno in corso oltre quelli su elencati :
·        maggiorazioni dell’assegno sociale (art. 70, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388);
·        maggiorazione dell’aumento della pensione sociale (art. 2 della legge 29 dicembre 1988, n. 544);
·        maggiorazione sociale (art. 1 della leggen. 544/1988, art. 69 della legge n. 388/2000 e art. 38 della legge 28 dicembre 2001, n. 448);
·        importo aggiuntivo previsto per le pensioni integrate al trattamento minimo (commi 7 e 10 dell'articolo 70 della legge n. 388/2000);
·        quattordicesima (art. 5, commi 1 e 2, del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127).

L’appello al Governo
Alla luce di questa situazione, che interessa in particolare le famiglie con componenti invalidi in situazioni econonomiche particolarmente precarie, numerose sono state le segnalazioni ricevute dalla FISH, la federazione per il Superamento dell’Handicap, che già aveva proposto un emendamento – poi respinto – tramite il Decreto sostegni ter per risolvere questo empasse. Ora la Federazione, per promuovere un appello al Governo affinchè modifichi i parametri per la concessione del reddito di cittadinanza alla luce dell’aumento delle pensioni di invalidità, ha lanciato una petizione online alla quale possono aderire tutti i cittadini. Qui il link.

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