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Mentre la ENIL avvia ricorsi, le Forze dell’Ordine e gli ispettori della Direzione Territoriale del lavoro continuano le operazioni di controllo che hanno portato alla luce casi di fruizione indebita del sussidio

(Publiredazionale)

Come abbiamo già visto, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 26 del 28 marzo 2019 è divenuto pienamente operativo il piano del Governo in materia di Reddito e Pensioni di Cittadinanza. Nonostante i tentativi di proposte di emendamenti sottoposte dalle federazioni e associazioni di disabili al Ministro Fontana, il testo definitivo ha mantenuto quegli aspetti discriminatori nei confronti delle famiglie con uno o più membri disabili, tanto da aver spinto ENIL Italia (European Network on Independent Living) a promuovere un ricorso collettivo.

Qualche margine di intervento operativo rimane affidato ai decreti attuativi, che non sono ancora tutti i pronti, e tramite i quali il Ministro Fontana potrebbe recepire gli spunti delle associazioni. La speranza però, dopo la bocciatura delle stesse proposte sotto forma di emendamento, rimane decisamente flebile.

Mentre la ENIL avvia ricorsi, le Forze dell’Ordine e gli ispettori della Direzione Territoriale del lavoro continuano le operazioni di controllo che hanno portato alla luce casi di fruizione indebita del sussidio. L’ultimo caso segnalato proviene dalla Liguria. A La Spezia l’Ispettorato del lavoro ha denunciato un uomo che percepiva il reddito di cittadinanza ma lavorava in nero presso una azienda. L’uomo adesso dovrà restituire tutti i mesi di sussidio percepiti, oltre ad aver subito il blocco immediato della card da parte dell’Inps.

In parallelo, apparentemente sordo agli appelli dei singoli cittadini e delle associazioni di settore, il Sottosegretario Salvini ha annunciato un inasprimento dei controlli per scovare i cosiddetti falsi invalidi, con l’obiettivo di recuperare risorse utili all’aumento dell’importo mensile della pensione d’invalidità. Peccato che questo, se non sarà accompagnato da una revisione del testo della normativa che porti all’esclusione del conteggio dei sussidi finanziari di invalidità nell’ISEE utilizzato per l’assegnazione del RdC, rappresenterà un’ulteriore penalizzazione nei confronti dei nuclei familiari con uno o più disabili al suo interno. Infatti, pensione d’invalidità più alta corrisponderà ad ISEE più alto e a una conseguente diminuzione delle possibilità di riconoscimento del Reddito di Cittadinanza.

Un’alternativa valida a una situazione come quella attuale che, da qualsiasi lato la si guardi, rappresenta una penalizzazione per i disabili e le loro famiglie, potrebbe essere quella di utilizzare, per la valutazione e il calcolo del Reddito di Cittadinanza disabili, l’ISEE sociosanitario anziché quello standard.

Ricordiamo che ISEE, indicatore della situazione economica equivalente, serve a individuare la platea di beneficiari che possono accedere a servizi sociali ed agevolazioni (per le persone disabili sono previste anche agevolazioni che non dipendono dalla condizione economica ma dall'accertamento della disabilità risultate da un certificato medico, questo meccanismo è utilizzato per le agevolazione per l'abbattimento delle barriere architettoniche come ad esempio l’installazione di una pedana montascale nella propria abitazione o condominio).

L’ISEE sociosanitario, anche conosciuto come ISEE disabili è una versione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che si basa su parametri leggermente diversi da quello “standard”: nucleo familiare ristretto (disabile beneficiario delle prestazioni sociosanitarie, il coniuge e i figli, sia minorenni che maggiorenni, solo se fiscalmente a carico), una scala di equivalenza più favorevole e l’esclusione dei redditi di natura assistenziale, cioè le prestazioni di assistenza (accompagnamento, pensione sociale, pensione di invalidità, indennità e assegni per gli invalidi civili, ciechi, sordi, ecc.) per cui è prevista l’esenzione IRPEF.

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Redazione