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speciale diversity management

Dagli studi e dalle esperienze sul campo emergono alcuni fattori importanti che dovrebbero essere tenuti in considerazione quando si elabora un piano di disability management.

  1. È necessario coinvolgere i manager e i responsabili delle risorse umane, affinché il cambiamento organizzativo porti a una cultura dell’inclusione. La formazione per datori di lavoro, top manager e responsabili delle risorse umane può essere un ottimo strumento, se usato bene, a questo scopo.
  2. La selezione è uno dei momenti cruciali per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Le imprese investono soprattutto in questa fase, tendendo a selezionare candidati con caratteristiche compatibili con l’azienda, per non dover poi implementare le competenze dei neoassunti. Questo va tendenzialmente a scapito delle persone con disabilità più gravi, che restano maggiormente escluse dal mercato del lavoro. Ciò denota anche un limite della stessa legge 68/99, per cui non viene fatta alcuna distinzione sulla base del livello di gravità delle disabilità.
    Alcuni fattori possono favorire le assunzioni, per esempio l’adozione di procedure formali e norme organizzative sull’inclusione.
  3. Un elemento da tenere sotto controllo è la sicurezza psicologica, intesa come sensazione di poter apparire e lavorare senza il timore di conseguenze negative per la propria immagine, per il proprio status o per la propria carriera. Un clima organizzativo psicologicamente sicuro migliora le condizioni lavorative di tutti i lavoratori, favorendo un ambiente improntato alla fiducia interpersonale, al rispetto reciproco e alla inclusione. Questo vale, a maggior ragione, per le persone con disabilità.
  4. Le relazioni umane hanno un’importanza fondamentale. Quanto più queste sono positive, sia con i colleghi che con i datori di lavoro, tanto più elevate risultano la soddisfazione e la valutazione dell’esperienza. A incidere in modo particolare su quest’aspetto sembrerebbe la tipologia di disabilità. Risultano particolarmente svantaggiate, a questo proposito, alcune tipologie di disabilità, come quella visiva, mentre altre (come quella motoria) sembrerebbero risentirne meno.
  5. I casi patologie che si sviluppano in età giovanile e che spesso vengono diagnosticate quando il lavoratore è già in servizio, così come quelli di infortuni sul lavoro, richiedono particolari competenze sia per l’individuazione degli accomodamenti necessari per il mantenimento del lavoro, sia per lo sviluppo delle capacità, da parte delle persone colpite dalla patologia, di adattamento alla nuova condizione. Fondamentali, in questi casi, si dimostrano gli interventi volti a sviluppare e potenziare l’empowerment del lavoratore.