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Dal 15 ottobre scatta l'obbligo per tutti i lavoratori. Chi deve controllare il Green Pass al lavoro? Cosa rischia il lavoratore senza Green Pass? Le domande delle famiglie che impiegano badanti, colf e collaboratori domestici

Con l’introduzione dell’obbligo di Green Pass per ogni categoria di lavoratori per accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati, si introduce dal 15 ottobre tale prescrizione anche per badanti, colf e addetti al lavoro domestico, che in Italia coinvolgono più di due milioni di famiglie italiane.

La norma infatti prevede che dal 15 ottobre al 31 dicembre prossimi si debba possedere il Green Pass per accedere anche a qualunque attività lavorativa del settore privato. Il lavoratore dovrà quindi essere in possesso ed, in caso, esibire, il Certificato Verde che dimostri o l’avvenuta vaccinazione contro il Coronavirus, o la guarigione dallo stesso. In alternativa, dovrà produrre l’esito di un tampone negativo effettuato non oltre le 48 ore (72 se molecolare).

A controllare che il badante i collaboratore sia in possesso di Green Pass dovrà essere il datore di lavoro. Se il badante è senza Green Pass, oltre a una multa, rischia la sospensione dal lavoro senza stipendio.

Trattandosi di lavoratori che hanno a che fare spesso proprio con le categorie più fragili di cittadini – anziani, malati disabili – e quindi più esposti alle conseguenze più gravi di un’eventuale infezione da Coronavirus l’obbligo di Green Pass per badanti viene visto favorevolmente da molti. Tuttavia, secondo le associazioni dei datori di lavoro domestico, potrebbe essere non indifferente la percentuale di badanti e lavoratori domestici non ancora vaccinati.

Inoltre, da DOMINA – Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, viene lanciato un allarme: quello che i cittadini più anziani e meno pratici con le nuove tecnologie possano venire raggirati con certificazioni di Green Pass falsi. Così Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA:"È noto che la pratica delle false certificazioni verdi si sta diffondendo in molti Paesi ed il rischio di vedersi fornire una documentazione falsa, in cui incorrono soprattutto i più anziani non avvezzi alle nuove tecnologie necessarie per la verifica della validità del documento, è concreto e elevato. Per questo motivo, dal gruppo viene chiesto che venga attivato, presso una pubblica Istituzione, un numero verde che consenta alla famiglia di verificare l'autenticità e la scadenza del Green Pass del proprio lavoratore domestico.

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Redazione