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Associazione Luca Coscioni, Movimento Lis Subito ed Emergenza Sordi chiedono che si proceda alla dotazione di mascherine trasparenti certificate, che permettano la lettura labiale, sia nei luoghi pubblici che privati, scuole e ospedali

La pandemia nella quale siamo stati catapultati da diversi mesi a questa parte ci ha portati a fare i conti con una nuova realtà: dai tamponi allo smartworking, alla DAD, a tutta una serie di paure ma anche di nuove regole da rispettare. Tra queste, quella di mettere in atto tutti i comportamenti necessari a limitare il contagio da Coronavirus, ovvero lavare spesso le mani, tenere il distanziamento e indossare le mascherine. L’emergenza sanitaria ha evidenziato criticità già presenti, in primis sul profilo sanitario, ma anche sociale e infrastrutturale, a discapito soprattutto delle persone con bisogni ed esigenze speciali.

Tra queste, una problematica non di poco conto, che riguarda la popolazione sorda. Come avevamo avuto modo di raccontarvi in una nostra intervista dello scorso aprile a Michele Buscio, le persone con disabilità dell’udito hanno dovuto affrontare molte difficoltà derivanti da ostacoli di tipo comunicativo, soprattutto nei primi tempi dell’emergenza. Successivamente ci sono stati alcuni interventi, come la predisposizione di una app per comunicare in forma scritta col numero verde della protezione civile che hanno parzialmente limitato queste difficoltà.

Permane invece una condizione che rischia di tagliare fuori le persone sorde a causa dell’obbligo, tutt’ora vigente per tutta la popolazione con solo alcune eccezioni, di indossare la mascherina: un presidio indispensabile per proteggerci dal contagio ma che rappresenta un vero e proprio bavaglio per chi si avvale della lettura labiale per comprendere il proprio interlocutore e quindi per comunicare.


Fin dai primissimi tempi questa esigenza delle persone sorde ha portato alla realizzazione, prima da parte di persone creative, poi in maniera più strutturata da veri e propri laboratori, di mascherine con una finestra trasparente, che consentisse di vedere le labbra di chi la indossa. Qual è il problema? Innanzitutto la loro reperibilità: a differenza delle mascherine chirurgiche, queste mascherine trasparenti non si trovano facilmente in farmacia, ma sono vendute soprattutto online e a prezzi affatto bassi. Inoltre non sono certificate, come denuncia l'Associazione Luca Coscioni, che aggiunge: si appannano facilmente perdendo quindi la loro utilità.

L’impossibilità di avere mascherine trasparenti certificate e a prezzo più basso pone quindi, secondo l’associazione, di fronte al rischio di esclusione sociale per le persone sorde. Per questo l'Associazione Luca Coscioni, il Movimento Lis Subito ed Emergenza Sordi hanno inviato una richiesta ufficiale al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro della Salute Roberto Speranza, alla Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina per sollecitare un intervento concreto e incisivo affinché si proceda alla dotazione di mascherine trasparenti certificate, che permettano la lettura labiale, sia nei luoghi pubblici che privati, scuole e ospedali inclusi, ovunque cioè si fornisca un servizio all'utenza.


"Le mascherine chirurgiche, purtroppo, ostacolano la lettura labiale e creano situazioni di forte disagio e stress, escludendo le persone sorde dalla vita sociale con conseguenze psico-sociali devastanti. Questa situazione viola l'art. 3 della Costituzione italiana che recita "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" - hanno dichiarato Filomena Gallo, avvocato e Segretario Nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, Vanessa Migliosi, Presidente Movimento LIS Subito e Luca Rotondi, Presidente Emergenza Sordi, "Consapevoli dei disagi che i cittadini stanno subendo, suggeriamo e auspichiamo fortemente che il Governo si faccia promotore di una ricerca di validi dispositivi certificati che risolvano i problemi comunicativi delle persone sorde, da impiegare principalmente in ambito sanitario (quotidiano e delle emergenze), scolastico – a favore di tutti i bambini e ragazzi che hanno diritto allo studio – e nella pubblica sicurezza.

Una volta individuate le mascherine adeguate – suggeriscono i promotori della lettera - occorrerà distribuirle nei vari ambiti, specialmente dove sono presenti persone sorde, per risolvere i gravi problemi di comunicazione e di isolamento sociale che si sono venuti a creare in questi mesi. 
Il diritto alla comunicazione inclusiva con le persone sorde nei vari ambiti è peraltro sancito anche nell'articolo 11 della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, ratificata con legge n.18 del 2009, che riguarda le "Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie".

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Redazione

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