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Il capitano della Nazionale campione del mondo nel 2018, presidente e giocatore degli Sharks Monza, ha presentato la sua prima "fatica letteraria" al Festival della Cultura Paralimpica di Milano

"Sono nato così ma non ditelo in giro": è un titolo davvero eloquente, quello scelto da Mattia Muratore per il suo libro, edito da Chiarelettere con la prefazione del cantautore rock Luciano Ligabue. Il Capitano della Nazionale Italiana e Presidente della squadra di powerchair hockey Sharks Monza ha presentato la propria prima "fatica letteraria" al Festival della Cultura Paralimpica di Milano.

mattia muratore con il suo libroIl powerchair hockey
In una sala gremita da bambini e ragazzi delle scuole partecipanti all'evento, accompagnato dalle domande incalzanti del giornalista RAI Lorenzo Roata (conduttore della trasmissione "Diversabilia", ndr), Muratore è partito raccontando le caratteristiche e le emozioni della propria disciplina: «Il powerchair hockey – ha sottolineato – è uno sport davvero spettacolare, che pratichiamo utilizzando delle carrozzine elettriche molto veloci capaci di raggiungere i 15 chilometri orari. Con la Nazionale siamo diventati Campioni del Mondo nel 2018 al termine di un viaggio meraviglioso iniziato quattro anni prima con il 7° posto: da quell'esperienza siamo riusciti a ripartire e a trionfare. Come in tutti gli sport di squadra, facciamo tanti sacrifici e ci impegniamo moltissimo per mettere in pratica quello che proviamo in allenamento con l'obiettivo di vincere le partite».

Il libro
"Sono nato così ma non ditelo in giro", invece, è un'opera che narra alcune disavventure tragicomiche – in parte autobiografiche - di una persona con disabilità motoria in Italia nel 2022: «Il mio libro – ha proseguito – è contraddistinto dall'ironia perché ho sempre pensato che le cose raccontate con ironia potessero avere più efficacia e immediatezza: in questo modo si riesce a rendere un po' più divertenti alcuni messaggi, permettendogli di essere recepiti meglio. La struttura è formata da racconti che, come un concept album di una band, analizzano la vita quotidiana di una persona con disabilità motoria come me o tantissime altre, approfondendo diverse situazioni che si possono affrontare nel mondo del lavoro e della scuola, ma anche in vacanza e nello sport».

Gli stereotipi
A essere affrontati, infine, sono anche alcuni stereotipi che attanagliano ancora oggi l'argomento come "I disabili sono fortunati perché hanno tutto gratis" oppure "i disabili sono tutti bravi allo stesso modo"«Il segreto - ha concluso – è quello di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, in qualunque realtà ci si trovi a vivere: le proprie carte, purtroppo, non è possibile scegliersele e per questo è fondamentale cercare di ottenere il miglior risultato possibile partendo da quello che uno possiede. Nello sport paralimpico, invece, è necessario ribaltare la prospettiva, non pensando di assistere a qualcosa di brutto e deprimente ma, al contrario, ad uno spettacolo fatto di entusiasmo, brividi, adrenalina e passione in grado di trasmettere la voglia di tornare a vederlo».

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Marco Berton

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