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Divertimento, velocità, concentrazione: è l’ice sledge hockey, di cui scopriamo regole, attrezzature e squadre italiane

Archiviate, un po' a malincuore, le Paralimpiadi di Rio e passata la bella stagione, i primi freddi stanno segnando il ritorno delle discipline sportive invernali. In attesa della neve e del conseguente debutto stagionale di sci alpino, sci nordico e snowboard (le squadre nazionali della FISIP, intanto, hanno già iniziato la preparazione con un raduno a Torino, ndr), il primo weekend di ottobre ha segnato l'inizio del Campionato Italiano di hockey su slittino (più comunemente noto con la denominazione inglese di ice sledge hockey), versione paralimpica dell'hockey su ghiaccio.

L'ice sledge hockey è uno sport veloce e altamente fisico praticato da donne e uomini con una disabilità fisica agli arti inferiori: questa è la sua rapida descrizione che potete trovare sul sito ufficiale del Comitato Paralimpico Internazionale. Prima di immergerci nel dettaglio di quella che potrebbe essere la stagione appena iniziata, vi offriamo la solita panoramica su regolamenti, storia e attrezzature di una delle discipline più spettacolari al mondo.

sledgehockey1LA STORIA DELL’ICE SLEDGE HOCKEY - L'ice sledge hockey nacque in Svezia, negli anni '60 del secolo scorso, su iniziativa di alcuni atleti che, nonostante la propria disabilità fisica, volevano continuare a praticare l'hockey su ghiaccio progettando e producendo attrezzature adatte allo scopo. Nonostante la precocità, la disciplina tardò a svilupparsi nel resto del mondo: i primi paesi a muoversi furono Gran Bretagna (1981) e Canada (1983), seguiti da Stati Uniti, Estonia e Giappone all'inizio degli anni '90. Il debutto ufficiale alle Paralimpiadi avvenne, però, solo nel 1994 a Lillehammer, proprio in Svezia. Attualmente, le più grandi "potenze" internazionali sono Canada, Russia e Stati Uniti, tutte nazioni in cui sono presenti campionati professionistici.

sledgehockey3L’ICE SLEDGE HOCKEY IN ITALIA - In Italia, l'ice sledge hockey ha avuto una diffusione relativamente tardiva ma alquanto rapida: l'idea di creare una Nazionale maschile dal nulla venne nel 2002, subito dopo l'assegnazione dell'organizzazione dei Giochi del 2006 a Torino, a tre "menti" dello sport paralimpico nazionale come Tiziana Nasi, attuale Presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici e all'epoca Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi di Torino 2006, Francesco "Ciccio" Mancuso, atleta già fondatore della squadra di basket in carrozzina dell'HB Torino, e Andrea "Ciaz" Chiarotti, attuale capitano della Nazionale ed ex giocatore di hockey su ghiaccio amputato in seguito ad un incidente stradale. Da allora, il movimento italiano è cresciuto fino a raggiungere numerosi e importanti traguardi come la fondazione del Campionato Italiano (datato 2005), la partecipazione a tre Paralimpiadi Invernali (Torino 2006, Vancouver 2010 e Sochi 2014) e il trionfo ai Campionato Europei disputatisi in Svezia nel 2011.
A livello internazionale, la gestione dell'ice sledge hockey è affidata all'International Paralympic Committee, mentre in Italia è la FISG (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) a dettarne tempi, metodi e modi.

sledgehockey5REGOLAMENTO E ATTREZZATURE DELL’ICE SLEDGE HOCKEY - Per quanto riguarda il regolamento, l'ice sledge hockey è praticamente identico all'hockey su ghiaccio praticato dai normodotati, eccezion fatta per l'adattamento dell'attrezzatura utilizzata, per il tempo di gioco e per il ruolo del portiere. Gli atleti, adagiati su uno slittino posto quasi all'altezza del ghiaccio, sono dotati di due stecche (stick) più corte rispetto a quelle classiche con cui possono, contemporaneamente, spingersi sul terreno di gioco e colpire il dischetto (puck).
Discorso a parte, come detto, per il ruolo del portiere: la sua zona di movimento è limitata all'area di rigore e la sua attrezzatura si compone di un solo stick e di un guanto (pinza) con cui poter afferrare il puck.
Le due squadre, composte da un portiere e da cinque giocatori di movimento, si affrontano in una sfida da tre tempi della durata di 15 minuti effettivi ciascuno anziché 20; al termine dei tempi regolamentari, se le due squadre sono ancora in parità, si procede ai tempi supplementari ed, eventualmente, ai rigori.
Più in generale, l'ice sledge hockey può essere praticato da persone con disabilità agli arti inferiori (amputazioni, paraplegia, malformazioni come spina bifida...) ma ottime abilità residue a quelli superiori, necessarie a spingersi con forza e a colpire il puck con le stecche.

sledgehockey4Nel weekend tra sabato 8 e domenica 9 ottobre, nel frattempo, è iniziato il tredicesimo Campionato Italiano, disputato come in quasi tutte le sue edizioni da sole tre squadre: South Tyrol Eagles (Trentino Alto Adige), Tori Seduti (Piemonte) e Armata Brancaleone (Lombardia). Il torneo, che ricordiamo essere dilettantistico, è sempre stato vinto da Eagles e Tori, con un vero e proprio dominio degli altoatesini nelle ultime tre stagioni. Nella prima giornata 2016/2017 si sono affrontate, sul ghiaccio del PalaTazzoli di Torino, Tori Seduti e Armata Brancaleone: rispetto alle ultime stagioni abbiamo assistito ad una piccola sorpresa, rappresentata dalla vittoria dei lombardi sui piemontesi nel match d'esordio (1-0); in attesa di vedere all'opera i Campioni in carica delle Aquile, siamo curiosi di capire quale sarà la reazione dei Tori e, soprattutto, dell'Armata in virtù di una vittoria che mancava da ormai troppo tempo.
L'assenza di competizione tra le tre squadre e la fatica nell'introdurre talenti giovani nelle rose delle squadre sono stati i due fattori che più hanno influito sul progressivo rallentamento nella crescita dell'ice sledge hockey italiano negli ultimi anni. Ultimamente, per fortuna, stiamo vivendo una piccola inversione di tendenza con la crescita, accanto a campioni assoluti (Gianluigi Rosa, Florian Planker...) e a uomini d'esperienza (Gregory Leperdi, Andrea Chiarotti, Santino Stillitano...), di giovani come Alessandro Andreoni, Andrea Macrì, Nils Larch, Cristoph Depaoli, Sandro Kalegaris, Eusebiu Antochi...

Appuntamento alle prossime gare!

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Marco Berton



Foto di Mauro Ujetto