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Sono in aumento le esperienze di supporto ai ragazzi con sindrome di Down per la realizzazione della massima autonomia possibile

Già in passato ci siamo occupati delle iniziative, delle opportunità e della volontà di autonomia delle persone con sindrome di Down. Le pratiche e le esperienze sono aumentate nel corso degli anni e da più parti si tende ormai al concreto obiettivo della massima autonomia possibile .  
Anche alcuni programmi televisivi hanno posto attenzione al tema e ci hanno raccontato interessanti esperienze personali e professionali realizzate da persone con sindrome di Down.

Ma come si realizza la concreta autonomia?

STUDIO E LAVORO – Ogni autonomia non può che basarsi su un’adeguata formazione, di base e professionale, che incontri possibilità occupazionali reali. Rincuora, pertanto, che i media ci raccontino sempre più spesso di connubi efficaci tra formazione ed inserimento nel mondo del lavoro, attraverso esperienze reali, tirocini, lavoro sul campo, cioè attraverso un adeguato percorso di accompagnamento. Tante sono le storie, tanti i successi, qualche inciampo, ma sempre una determinazione ed un impegno costante e prezioso che porta tanti ragazzi a combattere esclusione e pregiudizio. È il caso di Sara, ad esempio, che lavora alla Apple Store o di Francesco, che ha da poco conseguito la patente di guida. È anche il caso di Andrea, Gragor, Martina, Francesco e Laura, che lavorano in un noto bar di Firenze, o di Andrea e Francesco, che lavorano nella ristorazione, di Fabio e Alberto, assunti presso note aziende. Un’esperienza molto interessante è stata inaugurata recentemente in provincia di Padova, dove è stato aperto un negozio gestito da un gruppo di ragazzi con sindrome di Down. Tante sono le storie di autonomia possibile, tanti i nomi, tanti i sogni di tanti ragazzi, molto spesso supportati da associazioni territoriali e non da un concreto impegno che  a partire dalla scuola giunga realmente a possibilità occupazionali. Con la buona scuola è stata inaugurata l’alternanza scuola-lavoro. È difficile al momento individuare se essa potrà apportare contributi importanti per i ragazzi con disabilità, perché è stata introdotta solo da poco tempo. Di certo non possiamo che augurarcelo.

LA VITA INDIPENDENTE – Vi è poi l’esigenza di autonomia sociale e residenziale. Anche in questo caso non mancano esperienze significative già realizzate e in corso, in genere con il supporto di operatori che aiutano nella presa in carico delle responsabilità connesse, accompagnando i ragazzi, come e quando necessario. Riccardo e Matteo, ad esempio, vivono da soli in uno degli appartamenti del progetto Io sogno per me, gestito dalla Fondazione Più di un Sogno. Lavorano entrambi ed hanno raggiunto questo importante traguardo grazie al supporto delle famiglie, di volontari ed operatori.

L’AMORE – Ci sono poi i rapporti umani, di amicizia, i legami del cuore. Elena e Spartaco, ad esempio, si conoscono e si voglio bene ormai da molti anni. Hanno affrontato un lungo e graduale percorso verso l’autonomia e sono riusciti a coronare il sogno di vivere insieme, in una loro casa. Anche loro sono stati supportati in tale percorso, grazie al progetto di vita indipendente Casa al Sole, avviato fin dal 2001 per volontà di alcuni genitori e gestito dalla Fondazione Down Friuli Venezia Giulia.

Autonomia è questo ed è anche tanto altro, certamente. E certamente alcune esperienze potranno essere possibili per alcune persone e più complesse per altre. L’essenziale ci pare però sia perseguire l’obiettivo della massima autonomia possibile, per ciascuno, attraverso l’impegno congiunto di diversi attori. Le famiglie sono fondamentali ed è essenziale il supporto di tipo territoriale. La scuola, da parte sua, deve fornire gli elementi culturali, gli strumenti e le competenze concrete e necessarie alla realizzazione dei percorsi personali di ciascuno, perché ciascuno, secondo le proprie possibilità, possa giungere a condurre una vita piena e ricca di opportunità.

Ci piace salutare il nuovo anno con l’auspicio che possano essere sempre di più i ragazzi che riusciranno in futuro ad esprimersi nelle loro peculiari e massime possibilità.

Per approfondire:
Sindrome di Down: autonomia possibile
 
In disabili.com:
Sindrome di Down: la direzione è l’autonomia
 

Tina Naccarato