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Anffas mette in campo una mail per le famiglie e si rivolge anche ai Dirigenti Scolastici


Il nuovo anno scolastico è appena iniziato, e nelle classi italiane ci saranno più di 245.000 alunni e studenti con disabilità. Per questi bambini e ragazzi, la scuola dovrà mettere in campo tutti gli strumenti necessari a seguire le lezioni come tutti i loro compagni, in base ai loro bisogni: dalle ore di sostegno necessarie, alla presenza di insegnanti (di sostegno e curriculari) adeguatamente formati, alla predisposizione di supporti didattici personalizzati, alla presenza di assistenti igienico personali, alla messa a disposizione del trasporto scolastico.

I PROBLEMI A INIZIO ANNO - Purtroppo, però, ogni anno il primo suono della campanella non coincide con l’inizio delle lezioni per tutti: le famiglie non di rado fin dall’inizio si scontrano con servizi in ritardo o mancanti del tutto. Anche quest’anno, a lezioni appena cominciate, l’ANFFAS fa sapere di aver già ricevuto numerose segnalazioni da parte di famiglie di alunni e studenti con disabilità, relative in particolare a:
-          difficoltà di trasporto scolastico
-          mancanza all’assistenza di igiene personale, rispettando il genere;
-          difficoltà relativa alla redazione o all’aggiornamento del PEI (Piano Educativo Individualizzato);
-          mancanza all’assistenza specialistica per l’autonomia e per la comunicazione;
-          mancanza o ritardo nell’assegnazione dell’insegnante di sostegno;
-          insufficiente numero di ore di sostegno didattico rispetto al PEI;
-          formazione delle classi rispettando il numero consentito.

LE NOVITA’ DEL NUOVO DECRETO – Questo anno scolastico ha visto inoltre l’entrata in vigore del nuovo decreto legislativo n. 96/2019 che ha introdotto importanti novità al decreto legislativo n. 66/2017, già disciplinante i processi di inclusione scolastica degli alunni con disabilità.
Rispetto a questo aspetto, tra  le novità introdotte si prevede che ci sia una collaborazione tra docenti contitolari o consiglio di classe, insieme ai genitori e alle figure professionali che hanno in carico l’alunno con disabilità (sia dentro che fuori la scuola, quindi anche Asl, operatori della riabilitazione, responsabili degli interventi sociali, non solo più quelli dell’Ente Locale di riferimento) per giungere a una decisione condivisa rispetto ai supporti da attivare per il raggiungimento di chiari e predeterminati obiettivi sia didattici che educativi, esplicitando in maniera completa gli strumenti, strategie e le modalità per realizzare  un  idoneo ambiente  di  apprendimento nelle dimensioni della relazione, della socializzazione, della comunicazione, dell'interazione, dell'orientamento e delle autonomie, nonché gli indicatori di esito con cui durante l’anno monitorare l’andamento degli interventi e semmai ricalibrare il tutto. A tali incontri, previsti anche durante il corso dell’anno scolastico, dovrà partecipare, nelle scuole secondarie di secondo grado, anche l’alunno con disabilità (nel rispetto del diritto all’autodeterminazione come indicato dalla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità) e pertanto occorrerà anche utilizzare strategie e tecniche di partecipazione efficace per raccogliere i desideri e le aspettative dell’alunno.   
 
LE CARENZE NELLA PREDISPOSIZIONE DEI SERVIZI -Precisa, a questo proposito ANFFAS: “Anche se le nuove norme sono entrate in vigore a partire dal 1 settembre 2019, fino a tale data vi era ancora la vecchia disciplina che onerava comunque gli Istituti nel predisporre entro lo scorso 30 luglio degli incontri (chiamati GLHo) con i quali prevedere un primo embrionale PEI,  nel quale condividere le ore di sostegno didattico da richiedere all’Amministrazione Scolastica e l’individuazione, anche in termini di quantità e qualità, delle altre risorse professionali, (assistente specialistico, semmai con determinate competenze, ecc.) in base allo specifico percorso personalizzato programmato per quel dato alunno.
Quindi se tutto ciò non partirà subito sin dal primo giorno dell’anno scolastico per ciascun alunno, molto potrà essere dipeso dalla mancata predisposizione per tempo di tutta tale attività ed occorrerà subito intervenire ricordando anche che in passato alcuni Dirigenti Scolastici, unitamente a quelli degli altri Enti preposti, sono stati condannati per non aver dato il giusto impulso durante l’estate a tali attività, arrivando a settembre con ritardi clamorosi nella messa in atto di tutto quanto utile perché il primo giorno di scuola lo fosse per tutti”.   
 
LA MAIL PER SEGNALARE PROBLEMI - Per tutelare fin dai primi giorni gli alunni con disabilità, Anffas ha anche avviato una campagna di monitoraggio sull’intero territorio nazionale mobilitando le basi associative, con la possibilità di mandare segnalazioni di situazioni che non garantiscono i pieni diritti  e la piena inclusine scolastica degli alunni e degli studenti con disabilità nelle nostre scuole, utilizzando la mail nazionale@anffas.net.
 “Auspichiamo che queste segnalazioni vengano in primis prese in considerazione dai Dirigenti Scolastici”, commenta Roberto Speziale presidente nazionale Anffas “e proprio a questi ultimi ci rivolgiamo per chiedere di sorvegliare affinché tutti i supporti ed i sostegni siano per tempo predisposti in maniera idonea, e ciò per far sì che il primo giorno di scuola sia tale per tutti”.
 “Queste preoccupazioni non devono essere tali soltanto per i genitori, ma i Dirigenti devono lavorare e verificare che non vi siano questi disservizi che creano ulteriori problemi e angosce, oltre che agli studenti con disabilità, anche ai genitori che in casi estremi e molto sfiduciati arrivano al pensiero estremo di ritirare i propri figli dall’ambiente scolastico” – ha concluso Speziale.

Redazione

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