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Quarantamila posti di sostegno in deroga resteranno affidati ai precari: l’inclusione secondo il MIUR

A fine marzo si sono tenuti gli incontri tra Miur e sindacati riguardanti le dotazioni organiche per il prossimo anno scolastico. Il MIUR in un primo incontro ha fornito indicazioni su quanto si prevede per il prossimo anno scolastico: i posti da consolidare in organico di diritto saranno decisamente pochi e tutti posti comuni: 3.530. FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola non hanno ritenuto assolutamente soddisfatta la necessità di mettere in campo una politica lungimirante in materia di organici, finalizzata all’ampliamento dell’offerta formativa e, soprattutto, non hanno ritenuto condivisibile la scelta di non stabilizzare i posti di sostegno: poiché ogni anno da tempo vengono attivati migliaia di posti in deroga, se ne deve dedurre che si tratta di posti necessari che andrebbero pertanto stabilizzati. Non solo: appare poi del tutto inaccettabile l’aver ricavato l’organico potenziato dell’Infanzia (800 posti) all’interno dell’attuale organico, a discapito degli altri ordini di scuola. In pratica, cioè, questi posti di potenziamento che saranno assegnati ad Infanzia, saranno sottratti agli altri ordini, con un evidente taglio all’offerta formativa di questi ultimi. In un secondo incontro sono stati confermati i medesimi contingenti già comunicati nel corso del primo confronto. Per quanto riguarda l’organico di sostegno, è stata dunque confermata la distribuzione dei posti relativi all’anno scolastico in corso.

Se consideriamo che solo i posti di sostegno in deroga sono attualmente 40 mila possiamo renderci conto che una grossa fetta del personale per il sostegno continuerà a restare precaria, con grave danno per il diritto allo studio degli alunni con disabilità, i quali vedranno ancora una volta sfumare ogni possibilità di continuità didattica. Tra i docenti assunti annualmente su posto di sostegno, ricordiamo, non mancano diversi vincitori e/o idonei dell’ultimo concorso o, comunque, docenti che si sono specializzati attraverso i tre cicli attivati dalle università negli ultimi anni. È questa la continuità didattica a cui ambisce il governo e il Miur? È questa la centralità degli alunni con disabilità nel percorso di formazione didattico educativo?, si chiede il presidente MiSoS Ernesto Ciraci. Se queste sono le premesse ci ritroveremo il prossimo anno scolastico con l’ennesima emergenza sul sostegno, la discontinuità didattica, il valzer degli insegnanti da una scuola all’altra e le dannose conseguenze di questo quadro, per i nostri alunni con disabilità… Occorre cambiare passo sul sostegno e operare scelte di responsabilità, perciò ci rivolgiamo al Miur, al prossimo Governo e agli stessi sindacati per una maggiore sensibilizzazione su tale problematica.

Quale la situazione per il sostegno, dunque? Da recenti dati Istat emerge che circa il 40% de docenti di sostegno continua ad essere precario, abbiamo 40 mila posti in deroga. Il D. Lgs. N. 66/17 sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità prevede la possibilità per il dirigente scolastico di confermare i docenti di sostegno precari per il successivo anno scolastico, Tuttavia, tale disposizione, che per divenire attuativa necessita di apposito decreto del MIUR, non è al momento ancora in vigore ed essa pare confliggere con altre norme riguardanti il reclutamento del personale scolastico.

Non riteniamo che l’affermazione di un diritto possa avere solide basi se ignora altri diritti, sia pure ritenuti meno stringenti. Riteniamo, invece, che la continuità didattica debba basarsi su una seria politica di stabilizzazione del personale formato e da tempo impegnato nel ruolo. Né dovrebbe destare stupore se i doceti specializzati, in tale situazione, si ritrovino poi ad essere assunti su posto comune, visto che su sostegno si continua a non assumere.

APPROFONDIMENTI

Sostegno: nessuna stabilizzazione

Nota Miur dotazioni organiche


In disabilicom

Molti i docenti di sostegno precari


Tina Naccarato