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Migliaia di posti di sostegno sono ancora da assegnare, ma i docenti non si trovano

 
In questi giorni si stanno aprendo i cancelli delle scuole italiane di ogni ordine e grado e, purtroppo, si stanno ripresentando i problemi di sempre. In particolare permane grave la carenza di docenti di sostegno e in molte province non è stato nemmeno possibile procedere alle nomine annuali per esaurimento delle graduatorie dei docenti specializzati. A ciò si aggiunge l’aumento delle richieste di sostegno e di posti in deroga, che rende la situazione ancora più difficile. Sono ancora da assegnare migliaia di incarichi, che andranno in gran parte, ancora una volta, a docenti privi di specializzazione.

Il III ciclo di specializzazione, in corso, sta formando un numero di docenti del tutto inadeguato al fabbisogno; nei concorsi i posti previsti per il sostegno sono ovunque insufficienti; il MIUR, in primavera, generalmente sottostima le risorse necessarie in organico di diritto e gli uffici scolastici, perciò, in pieno agosto devono fare i conti con il reale fabbisogno in organico di fatto. Le graduatorie, però, sono esaurite e dirigenti scolastici dovranno reperire insegnanti non formati. La scuola, dunque, inizia con l’emergenza di sempre, con le famiglie sul piede di guerra perchè i docenti non ci sono, perchè quelli che ci sono devono dividersi come possono, perchè spesso mancano anche educatori e assistenti. Precarietà, carente investimento nella formazione, politiche sempre più astruse fanno da cornice ad un fenomeno che vede sempre più spesso la scuola in tribunale per infiniti ricorsi di famiglie e docenti.


I NUMERI
– Quest’anno in classe ci saranno 10 mila studenti disabili in più. In un recente documento del MIUR possiamo infatti leggere che gli alunni con disabilità saranno 234.658; sono aumentati anche i docenti di sostegno, ma 38.769 posti sono in deroga. Il maggior numero di alunni disabili si registra in Lombardia, ma l'incidenza maggiore della disabilità sulla popolazione scolastica complessiva è in Sicilia e nel Lazio. Il numero più alto, invece, riguarda la scuola primaria, seguita dalla secondaria di II grado e di primo grado.


LA SITUAZIONE
– I docenti di sostegno specializzati sono pochi, carenti ovunque, del tutto assorbiti in aluni territori. A Vicenza, dove a mancare sono anche i supplenti curricolari, si inizia con orario ridotto, mentre le cattedre di sostegno da coprire sono centinaia. Non ci sono docenti specializzati: dei 448 posti accordati, 422 sono tornati alle scuole per mancanza di docenti. Non molto diversa è la situazione di altre province del Veneto, dove non è stato assegnato nessun ruolo di sostegno da GAE perchè esaurite da tempo. Gli assunti da concorso sono stati pochi, perchè pochi lo hanno superato. Anche gli specializzati presenti nelle graguatorie d’istituto sono del tutto insufficienti. Pochi specializzati anche a L’Aquila. Del tutto inadeguato appare il numero dei docenti di sostegno assegnato a diverse province della Sicilia rispetto a quello degli alunni con disabilità: a Catania, scrive un docente su un social network, ci sarà un rapporto di 1:3. Le famiglie, tanto per cambiare, minacciano azioni legali. In Trentino sono aumentati gli alunni con disabilità ma non i docenti per il sostegno. A Bologna molte delle 5mila cattedre di sostegno saranno assegnate a docenti non specializzati; in questo caso i posti autorizzati sono molti, ma non ci sono docenti. Non si trovano docenti di sostegno a Novara, a Grosseto, a Mantova, in Versilia, a Prato. L’elenco potrebbe continuare a lungo. A Milano ne mancano 1400.


I dirigenti convocheranno docenti non specializzati. A volte non basteranno e allora bisognerà seguire le indicazioni ministeriali sul da farsi. Generalmente si deve chiedere alle graduatorie viciniorie. Molti giovani non specializzati e non abilitati manderanno una messa a disposizione. Qualcuno racconterà che qualche scuola ha incaricato laureandi. Ci sarà il problema delle ore insufficienti. Ci saranno i ricorsi. Poi in qualche modo si farà anche quest’anno, come sempre.
Così la Buona scuola ha assunto tanta gente, ha svuotato le graduatorie. Certo, va bene. Però non tanto, se all’appello mancano molti docenti di matematica e migliaia di docenti di sostegno.

Forse sarebbe il caso di pensare a qualcosa di diverso, di investire davvero nella formazione, di superare la distizione tra docente curricolare e di sostegno, di recuperare le competenze dei docenti specializzati in ruolo con le cattedre miste. Forse arebbe il caso di prendere davvero coraggio e specializzare tutti i docenti.
Allora forse potremmo evitare di scrivere, come ogni anno, che niente c’è di nuovo sotto il sole.

Buon anno scolastico a tutti.


APPROFONDIMENTI

Sostegno mancato

Carenza di docenti al nord

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Tina Naccarato


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