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Secondo un recente report del MIUR gli alunni con DSA rappresentano il 2,9% della popolazione scolastica

Nei giorni scorsi il MIUR ha pubblicato uno studio riguardante la diffusione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) nelle scuole italiane. Gli alunni con DSA sono circa 254 mila, corrispondenti a quasi il 3% della popolazione studentesca. Il disturbo più diffuso è la dislessia (42,5%), seguono la disortografia (20,8%), la discalculia (19,3%) e la disgrafia (17,4%). Naturalmente diversi disturbi possono essere in comorbilità. Per tale ragione, il numero complessivo degli alunni con DSA può non coincidere con la somma degli alunni per tipologia di disturbo, proprio perché alcuni alunni possono avere più tipologie di DSA.   

Dal focus emerge che nella scuola primaria la percentuale di alunni con DSA sul totale degli alunni frequentanti si è attestata, nell’a.s. 2016/2017, sull’1,9%, per la scuola secondaria di I grado intorno al 5,4% e per la scuola secondaria di II grado sul 4%. Nella Scuola Primaria la percentuale è significativamente più bassa perché, ricordiamo, tali disturbi vengono diagnosticati solo in II e III primaria. Si osserva inoltre che le scuole statali accolgono un numero più elevato di alunni con disturbi specifici dell’apprendimento rispetto alle scuole non statali: mediamente su tutti gli ordini di scuola la percentuale di alunni con DSA è pari al 3,1% del totale degli alunni nella scuola a gestione statale e al 2,1% nella scuola a gestione non statale. Nella scuola paritaria, la percentuale degli alunni con DSA è pari all’1,9% del totale alunni,

In merito alla distribuzione territoriale, dallo studio emerge che gli alunni con DSA sono maggiormente presenti nelle regioni del Nord-Ovest, dove la percentuale sul totale degli alunni raggiunge il 4,5%. Anche nelle regioni del Centro e del Nord-Est la percentuale di alunni con DSA sul totale alunni è piuttosto elevata, attestandosi, rispettivamente, intorno al 3,5% e al 3,3%. Nelle regioni meridionali tale percentuale è nettamente più contenuta, pari in media all’1,4%. Le percentuali più contenute sono presenti in Calabria, Campania e Sicilia, rispettivamente con lo 0,7%, lo 0,9% e l’1,1%.

Nel corso degli ultimi anni le diagnosi di DSA sono notevolmente aumentate: se nell’a.s. 2010/2011 la percentuale sul totale degli alunni si attestava ad appena lo 0,7%, nell’a.s. 2016/2017 tale percentuale è salita fino al 2,9%. La notevole crescita delle certificazioni di DSA è conseguenza diretta della Legge 170 del 2010, con la quale la scuola ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti degli alunni con DSA. Il processo di formazione dei docenti e le crescenti competenze didattiche hanno determinato una più consapevole e una sempre maggiore individuazione dei casi di sospetti di DSA tra i frequentanti, dando seguito al necessario percorso diagnostico presso le competenti strutture sanitarie e determinando così l’incremento del numero delle certificazioni per le varie tipologie di disturbo. L’incremento del numero di certificazioni registrato nell’arco degli ultimi 3 anni è notevole. Le certificazioni di dislessia sono salite da circa 94 mila a poco meno di 140 mila, segnando un tasso di crescita del 48,6%, le certificazioni di disgrafia sono salite dalle 30 alle 57 mila unità, con una crescita del 90%. Anche il numero di alunni con disortografia è aumentato notevolmente, passando da circa 37 a 68 mila (+85%), mentre quello degli alunni con discalculia è passato da 33 a poco meno di 63 mila (+89%).

Negli ultimi anni è cresciuta tra gli operatori anche la consapevolezza dell’importante di una diagnosi precoce, in modo da fornire presto agli alunni gli strumenti compensativi e le misure dispensative di cui necessitano e che li accompagneranno nel percorso scolastico. In caso contrario, essi potranno andare incontro a spiacevoli esperienze di insuccesso scolastico e personale. Per tale ragione è fondamentale attivare le forme di personalizzazione previste dalla legge in relazione agli specifici bisogni, che possano garantire un percorso formativo adeguato, fruttuoso e sereno.

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Tina Naccarato

 

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