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martelletto tribunale Negli ultimi anni sono aumentati i ricorsi ai tribunali amministrativi per avere ore di sostegno in più: per il Tar del Lazio le sentenze valgono anche per gli anni scolastici successivi

Nel 2010 l'importante sentenza n. 80 della Corte Costituzionale ha sancito il dovere di assegnare ore di sostegno scolastico in deroga, in presenza delle situazioni di gravità indicate dall'art. 3 co 3 della L. 104/92. Da allora sono aumentati sempre più i ricorsi delle famiglie ai tribunali amministrativi per ottenere il riconoscimento del sostegno scolastico nel rapporto 1:1, vale a dire per tutte le ore di servizio previste per un docente di sostengo (25 ore nella Scuola dell'Infanzia, 22 nella Scuola Primaria e 18 nelle scuole secondarie). Tutti i ricorsi presentati, in presenza di gravità certificata, hanno portato all'assegnazione di ore di sostegno in deroga. Nei mesi scorsi, però, si è giunti ad un altro importante risultato.

Con la Sentenza Breve 7783/13 del 31 luglio scorso, infatti, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha stabilito un importante precedente, quello cioè della validità del provvedimento anche per gli anni successivi a quello in cui viene pronunciato. Se infatti la certificazione di grave disabilità dell'alunno deriva da una minorazione non regressiva e quindi stabilizzata o progressiva, essa, stabilisce la sentenza, può valere anche per gli anni successivi a quello del ricorso, per tutta la durata del grado di scuola frequentata.

Tale sentenza, afferma Salvatore Nocera, Responsabile dell'Area Normativo-Giuridica dell'Osservatorio Scolastico sull'Integrazione dell'AIPD Nazionale, "è interessante ed innovativa rispetto alla Sentenza del Consiglio di Stato n° 2231/10 secondo la quale invece, potendosi avere dopo la decisione delle variazioni sulla situazione di gravità , le sentenze dei TAR sulle deroghe per il sostegno debbono valere esclusivamente per l'anno scolastico per il quale sono pronunciate".

Questa innovativa decisione evita i costi di successivi ricorsi ed è perciò auspicabile che l'orientamento venga confermato da altre decisioni dei TAR (in caso di appello, anche dal Consiglio di Stato), poiché, continua Nocera, "si tratta di affermazione di logica-giuridica".
Un orientamento di questo tipo, basato anche su un buon senso che non continua ad indagare ripetutamente ed inutilmente situazioni di minorazione ormai stabilizzate o addirittura progressive, trova il favore anche di chi non è esperto in materia giuridica. Esso, infatti, permette non solo di evitare ricorsi successivi dagli esiti scontati e, quindi, inutili spese per le famiglie e la stessa amministrazione, ma anche di prevedere in tempo utile il fabbisogno delle risorse di sostegno, consentendo in alcuni casi anche la possibilità della continuità didattica.

Ci auguriamo vivamente che tale logica giuridica centrata sul buon senso possa prevalere.


APPROFONDIMENTI

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Tina Naccarato