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Quale sarà l’iter per diventare insegnanti di sostegno dopo l’approvazione delle deleghe della L. 107/15?

Il percorso formativo per ottenere la specializzazione per il sostegno didattico ad alunni con disabilità è molto articolato. Attualmente si sta svolgendo il III ciclo di specializzazione previsto dalla normativa vigente al momento della loro attivazione. Importanti novità, però, sono state introdotte dai decreti legislativi della buona scuola e comporteranno dei significativi cambiamenti. Vediamo le principali differenze con il percorso precedente.

IL PERCORSO ATTUALE – Il corso di specializzazione che si sta svolgendo attualmente nelle università è riservato a docenti di ogni ordine e grado in possesso di abilitazione all’insegnamento, che abbiano superato alcune prove preliminari di ingresso. Negli ultimi anni, i docenti hanno potuto conseguire l’abilitazione al termine dei percorsi formativi a numero programmato previsti dal DM 249/10, vale a dire laurea quinquennale in Scienze della Formazione Primaria, comprensiva di tirocinio per la Scuola dell’Infanzia e Primaria e laurea magistrale seguita da un anno di Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per le Scuole Secondarie. Naturalmente, alle prove preliminari di ingresso hanno potuto accedere anche i docenti in possesso di abilitazione conseguita tramite i percorsi precedenti a quelli previsti dal DM 249/10.

 

I criteri per l’attivazione dei corsi sono stati indicati nel dettaglio dal D.M. del 30/09/11 e, a partire dal 2013, sono stati attivati tre cicli di specializzazione, l’ultimo dei quali è ancora in corso e si concluderà nel 2018.

IL PERCORSO FUTURO – Nei mesi scorsi, le deleghe al governo contenute nella L. 107/15 sono diventate legge con l’approvazione di diversi decreti legislativi. Questi ultimi introducono molteplici ed importanti cambiamenti, anche nella formazione iniziale dei docenti di sostegno. Il percorso formativo dei docenti di sostegno per la Scuola dell’Infanzia e Primaria è contenuto nel D. Lgs. n. 66/17, che prevede un corso universitario annuale con l’acquisizione di  60  crediti  formativi, comprensivi di almeno 300 ore di tirocinio. Viene confermato il numero programmato e una prova d’ingresso. La novità importante riguarda il titolo di accesso al percorso, che sarà riservato esclusivamente gli aspiranti in possesso della laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria. Non potranno più accedere, dunque, i maestri in possesso di abilitazione conseguita con Diploma Magistrale. Resta però confermato il modello della specializzazione, cioè di un percorso formativo ulteriore per docenti già in possesso dei titoli richiesti ai maestri. Più complicata, invece, appare la situazione per le scuole secondarie, poichè il D. Lgs n. 59/17 prevede concorsi separati per docenti curricolari e di sostegno. Non solo, dopo il superamento del concorso è previsto un percorso molto articolato, suddiviso in tre anni e distinto tra docenti curricolari e di sostegno. La logica sottesa, in questo caso, non è più quella della specializzazione dopo aver acquisito i titoli per accedere al ruolo di docenti curricolari, ma quella della formazione parallela. Ci sembra che ciò introduca, di fatto, la separazione delle carriere e con essa, temiamo, l’istituzionalizzazione della delega al docente per il sostegno, non più specializzato ma di sostegno.

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Tina Naccarato