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genetica e farmaciVi presentiamo PharmaDiagen, un’iniziativa imprenditoriale altamente innovativa

Si tratta della prima alleanza italiana che coinvolge medicina, farmacogenetica e tecnologia.
Gli attori in questione sono il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Pordenone), la Diatech (unica azienda italiana coinvolta nella ricerca farmacogenetica) e il Polo Tecnologico di Pordenone.

PharmaDiagen è il primo spin-off tutto italiano che cambierà l’approccio alla cura contro cancro, migliorando le cure oncologiche grazie alla farmacogenetica. Lo scopo di questa alleanza è la realizzazione di kit farmacogenetici che individueranno la risposta su base genetica del singolo individuo al farmaco antitumorale da somministrare.

La farmacogenetica ha già apportato numerosi contributi alle tradizionali cure chemioterapiche e radioterapiche, e si sta affermando come la principale via per lo sviluppo e la diffusione dei cosiddetti farmaci intelligenti, decisamente più efficaci dei tradizionali ma altamente tossici se non utilizzati correttamente. Sono definiti intelligenti proprio perché creati su misura in base alle esigenze del singolo paziente, in grado di colpire solo le cellule malate e di risparmiare quelle sane, evitando così i tremedi effetti collaterali tipici della chemioterapia.

La farmacogenetica è la disciplina che studia i fattori genetici alla base delle differenze nella risposta ai farmaci dei singoli pazienti. È stato dimostrato che un farmaco somministrato alla stessa dose produce una risposta che varia da soggetto a soggetto.
Si tratta dunque di trovare i farmaci giusti per i pazienti giusti andando ad analizzare, grazie alla mappatura del DNA, la misura in cui i geni di un soggetto sono coinvolti nella risposta individuale ai trattamenti. Con questi profili genetici a disposizione (markers farmacogenetici), è possibile personalizzare i trattamenti chemioterapici e radioterapici.

Non si tratta ovviamente solo di interesse filantropico, la farmacogenetica sta infatti conquistando un volume d’affari sepmpre più ingente all’interno del mercato delle biotecnologie.

Le biotecnologie vengono ampiamente utilizzate nel settore agricolo, industriale e sanitario, ma molte applicazioni sono ancora allo stadio embrionale, basti pensare alla medicina rigenerativa. Le difficoltà sono molteplici, tra queste anche la mancaza di normativa e di accettazione sociale. A prescindere da ciò che ne pensiamo però le previsioni sostengono che entro il 2015 la metà delle coltivazioni alimentari deriveranno da specie sviluppate biotecnologicamente.
L'UE ha previsto un investimenti 1,9 miliardi di euro nella creazione di una bioeconomia europea nell'ambito del tema "Prodotti alimentari, agricoltura e pesca, e biotecnologie" del Settimo programma quadro.

L’FDA (Federal And Drug Administration), l’ente americano che presiede all’approvazione dei dispositivi medici impone da anni alle industrie farmaceutiche di accompagnare il dossier di registazione del fatmaco ai dati di farmacogenomica, che devono essere citati nel foglietto informativo del farmaco steso. Anche l’EMEA (European Medicine Agency) e l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) si stanno muovendo in tal senso.

In un futuro prossimo probabilemente disporremmo tutti di una carta d’identità genetica, con la quale accederemo a trattamenti del tutto personalizzati, fino ad avere farmaci da banco su misura. Diatech presenterà in autunno la prima carta di identità genetica italiana.

Per maggiori informazioni

federico.amato@efficere.it
www.cro.sanita.fvg.it
www.diatech-meet.it
www.polo.pn.it

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