Menù

sollevaotre a binario
VASCA DA BAGNO LINEA OCEANO

Typografia

L’istituto di riabilitazione Montecatone di Imola pubblica i risultati di uno studio di valutazione della riabilitazione locomotoria di persone neurolese e paraplegiche con l’esoscheletro robotizzato

L’esoscheletro è una protesi bionica robotizzata per la riabilitazione di persone con lesione al midollo spinale. In pratica, una sorta di robot indossabile per aiutare la persona in carrozzina a rimettersi in piedi sulle proprie gambe e, sostenendola, tornare a camminare. Questo strumento nasce con obiettivi che sono, quindi, rivoluzionari, e che vorrebbero potenzialmente portare a far riacquistare la capacità di camminare a persone paraplegiche, con lesioni del midollo spinale o deficit di tipo motorio. Sul mercato esistono già alcuni modelli di esoscheletro, ed altri sono in fase di studio. Sull’efficacia dell’utilizzo dell’esoscheletro ha presentato ieri i risultati incoraggianti di uno studio della durata di due anni l’ospedale riabilitativo di Montecatone di Imola.

LA RIABILITAZIONE MOTORIA -  Come si legge nella relazione dell’istituto, va fatta una premessa importante a comprendere come e perché si utilizza questo tipo di strumentazione.
A seguito di una patologia neurologica (mielolesione e ictus in particolare) l’obiettivo della riabilitazione locomotoria è sicuramente quello di migliorare il recupero e la forza muscolare, ma anche di “riaddestrare” il sistema nervoso centrale, aiutandolo a riattivare le connessioni neurali “spente”, e di migliorare l’equilibrio. Gli esercizi intensivi e focalizzati su compiti specifici possono dunque consentire un riapprendimento migliore e più veloce della locomozione, compatibilmente con l’entità della lesione.
Ecco quindi che in tempi recenti il training riabilitativo manuale convenzionale è stato affiancato da dispositivi  e tecnologie sofisticate (come è l’esoscheletro) che consentono una riabilitazione contemporanea di più articolazioni, quindi ottimizzando questi processi.  

COME FUNZIONA L’ESOSCHELETRO – L’esoscheletro in dotazione dal 2015 all’istituto riabilitativo di Montecatone è l’Ekso GT, prodotto dalla società statunitense Ekso Bionics.
Sotto stretta supervisione medica questo esoscheletro, che viene indossato sopra ai vestiti, permette alle persone neurolese e a quelle paraplegiche di stare in stazione eretta e di muoversi sul suolo, gestendo in autonomia il proprio peso corporeo, appoggiandosi con le braccia a stampelle o a un deambulatore. Le gambe vengono “attivate” e gestite da motori a batteria ricaricabile, che svolgono le funzioni neuromuscolari. La camminata è infine ottenuta attraverso sensori che rilevano il peso spostato e fanno scattare i singoli passi. Il tutto è controllato da un computer e la programmazione avviene attraverso un display accessibile al fisioterapista, che assiste sempre il paziente durante la sessioni di riabilitazione robotizzata, che è di un’ora ciascuna.
Il programma di riabilitazione con questa strumentazione è di tipo graduale per facilitare, di seduta in seduta, l’apprendimento al movimento. In base alle condizioni del paziente e alle sue capacità residue, il riabilitatore calibrerà il livello di forza dei motori che compensano le gambe per la camminata. In tempo reale vengono monitorati tutti i valori di frequenza e lunghezza dei passi ma anche tracciamento di progressi  e deficit del paziente nel corso del programma riabilitativo. il numero di pazienti trattati in questi due anni è di 74 pazienti, in sperimentazione 34.

RISULTATI PRELIMINARI DELLO STUDIO -  Lo studio, durato due anni e approvato dal Comitato Etico Scientifico della Provincia di Bologna, ha visto una fase preliminare con la promozione di un network fra i più rilevanti Centri riabilitativi italiani che hanno adottato l’l’EKSO GT, e una fase conclusiva il cui obiettivo ultimo è stato di valutare la risposta dei pazienti sottoposti al training (persone mielolese incomplete) ma anche la sua sicurezza e tollerabilità.
Così Jacopo Bonavita, Medico Dirigente dell’Unità Spinale di Montecatone e responsabile della sperimentazione “I risultati dimostrano che l’esoscheletro permette una precoce possibilità riabilitativa per chi può recuperare un cammino parziale dopo una lesione midollare; hanno permesso di delineare un utilizzo ancora più appropriato ed efficace nell’ambito del percorso riabilitativo; infine, abbiamo riscontrato che la soddisfazione dell’utenza rappresenta un forte incentivo motivazionale in vista del recupero delle funzioni perdute.”

La presidenza del Montecatone Rehabilitation Institute si dichiara quindi soddisfatta, e dichiara l’intento di proseguire su questa strada, con l’obiettivo di allargare a più pazienti e a nuovi progetti più specifici, sulla base dei dati raccolti in questa fase.

Per info:

http://www.montecatone.com

In disabili.com:

Paraplegia. Tornare a camminare grazie alla stimolazione midollare?

Mielolesioni, un esoscheletro italiano per tornare a camminare

Redazione