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pedana busRiportiamo l'appello dei coordinamenti CPD, FISH e FAND in nome di 100 associazioni piemontesi

I coordinamenti CPD, FISH e FAND sono concordi e uniti nella conduzione del confronto con le
amministrazioni Comunali e Regionali. I coordinamenti, che uniti rappresentano oltre 100 associazioni in Piemonte con oltre 25mila utenti, in seguito alle allarmistiche dichiarazioni dell'assessore Sestero e agli articoli apparsi su alcuni organi di informazione, vogliono puntualizzare quanto segue:
1) E' inaccettabile il modello secondo il quale i tagli iniziano nelle fasce più deboli: se si deve risparmiare, non si comincia a farlo dall'assistenza;
2) Le associazioni non hanno rigettato tout-court le proposte dell'amministrazione ma hanno richiesto che gli argomenti portati alla discussione dall'Assessorato fossero approfonditi;
3) Le associazioni hanno ribadito più volte che le tematiche da affrontare sono:
- Piano pluriennale da parte della Città sull'accessibilità dei trasporti pubblici.
- Il servizio dei buoni-taxi sopperisce alla non fruibilità generale del servizio pubblico da parte
delle persone con disabilità e risponde a precise prescrizioni contenute nella Legge 104/92
- La proposta di legare le tariffe e quindi il numero e i valori del buono taxi non possono essere legati
al sistema ISEE non è accettabile in quanto non viene applicato per determinare le tariffe dei mezzi
pubblici per tutti gli altri utenti. Quindi perché deve essere applicato alle persone disabili?

Le associazioni hanno proposto:
a) L'avvio di un TAVOLO TECNICO-AMMINISTRATIVO tra le Associazioni, le Divisioni e i Servizi comunali dei Trasporti e alle Politiche Sociali;
b) Descrizione puntuale delle diverse caratteristiche di tutti gli aventi diritto, anche di quelli già
assodati
, e ridefinizione dei criteri di priorità e dell'entità del contributo in buoni taxi in base alla
tipologia del bisogno ed alle caratteristiche del richiedente;
c) La rifocalizzazione del servizio sugli obiettivi per cui era nato: lavoro, scolarizzazione, socializzazione. Distinzione delle risorse da quelle del trasporto per cura che oggi rappresenta più dell'80% dei trasporti, con la richiesta di contribuzione agli Enti titolari del Servizio Sanitario.
d) Incentivare l'utilizzo del trasporto collettivo soprattutto per quanto riguarda i trasporti sanitari di cui si conoscono già tutte le destinazioni (asl-presidi ospedalieri);
e) Ipotesi di riorganizzazione del servizio condotto con i vettori esistenti ed introduzione di nuove
tipologie di gestori
(anche del terzo settore) allo scopo di recuperare spazi di maggiore efficienza ed
economicità
; introduzione di nuovi modelli di vettori;
f) Rinegoziazione dei rapporti contrattuali con le cooperative di taxi (tenendo conto che si tratta di un mercato garantito, costante e tracciabile).

Le associazioni vogliono ribadire il NO a soluzioni calate dall'alto e SI ad un confronto con le istituzioni per formulare proposte condivise e sostenibili per tutti.


PAOLO OSIRIDE FERRERO - Consulta per le Persone in Difficoltà Onlus
PIERGIORGIO MAGGIOROTTI - Federazione Italiana Superamento Handicap
ENZO TOMATIS - Federazione Associazioni Nazionali Disabili


INFO:

CPD - Consulta Persone in Difficoltà
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[Redazione]