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uomo in carrozzina vicino a un autobusL’Europa avvia le procedure d’infrazione per l’Italia, che non rispetta le norme UE dei passeggeri disabili che si spostano in bus

E brava Europa. Non ci stiamo a fare delle gran figure, ultimamente, nel vecchio Continente, dove il Bel Paese si posiziona tra gli ultimi per corruzione nel sistema pubblico e nella politica, tanto per citare una tra le più recenti classifiche. Ora un bel pollice verso arriva anche sul fronte dei diritti dei cittadini – dopo la bocciatura sul fronte del lavoro e disabilità - in particolare di coloro che viaggiano, e di quelli con disabilità.


Secondo Bruxelles, infatti, in Italia i cittadini con disabilità non vedono rispettati i loro diritti alla mobilità. In particolare, Bruxelles rimprovera all'Italia di non rispettare i diritti dei passeggeri disabili che si spostano in bus, violando così le norme Ue sui diritti dei passeggeri disabili.
Bacchettata quindi per il nostro Paese, che ora dovrà correre ai ripari dopo che l’UE ha avviato le procedure d’infrazione: due mesi di tempo per dare risposte adeguate e non ritrovarsi davanti alla Corte di giustizia europea.


E quella degli spostamenti in bus che diventano veri e propri viaggi della speranza è una esperienza che praticamente tutte le persone con disabilità motoria nel nostro Paese vive o ha vissuto almeno una volta. Difficoltà che vanno dal reperire le semplici informazioni su quali linee sono servite da mezzi accessibili (quando presenti!), su quali fermate sono al livello compatibile con le pedane, fino allo scontrarsi con guasti o disservizi vari. Non parliamo poi della distribuzione delle fermate accessibili lungo le tratte.


E se andiamo a vedere altri mezzi pubblici? Stendiamo un velo pietoso sulle stazioni della metropolitana, solitamente attrezzate con montascale di qualche decennio fa, più fuori servizio che altro.
E la cronaca purtroppo non fa che confermare questa situazione: solo per citare tra i più recenti, ricordiamo il caso eclatante del turista svedese in Italia che, impossibilitato ad accedere con la sua carrozzina aveva bloccato un treno in provincia di Belluno.  Ok, si penserà, ma lui è svedese: è abituato  per forza all’efficienza nordica! Ed è qui l’errore: Europa come unione di Stati deve anche essere modello e garante che premia e diffonde best practice che garantiscono non solo la migliore qualità della vita ai propri cittadini, ma anche la basilare applicazione dei diritti fondamentali.


Mi torna quindi in mente la considerazione - che a questo punto ha un sapore premonitore - di un nostro lettore che, mandandoci il suo report di un viaggio a Milano, tra le altre cose amaramente affermava:
La “strada da fare” è quindi quella della città che è lontana anni luce dagli standard europei, ma anche quella che, in fin dei conti, debbono affrontare un disabile in carrozzina ed il suo accompagnatore, tra fondo stradale dissestato, grovigli di rotaie dismesse di tram da scavalcare, marciapiedi non raccordati e segnalazioni carenti.


Italia: ora tocca a te!

 


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Francesca Martin