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Hyundai Motor Group ha annunciato la formazione di New Horizons Studio, una nuova unità incentrata sullo sviluppo di veicoli futuristici in grado di offrire mobilità finora inaffrontabili

Immaginate una macchina-robot che trasforma le sue ruote in gambe, in grado di saltare ostacoli, elevarsi, percorrere terreni e raggiungere luoghi che un’auto normale non potrebbe mai avvicinare. No, non stiamo parlando dell’ultimo Transformers, ma della realtà immaginata dalla casa Hyundai Motor Group, che guarda ad un domani futuristico nella sua progettazione di mezzi per la mobilità.

Nelle scorse settimane, Hyundai Motor Group ha infatti annunciato la formazione di New Horizons Studio, una nuova unità incentrata sullo sviluppo di Ultimate Mobility Vehicles (UMV), ovvero di veicoli di ultima mobilità, guidata dal vicepresidente, il Dr. John Suh. Ebbene, l’obiettivo del progetto è quello di spingere lo sviluppo di automobili fino ad arrivare a un veicolo futuristico, con una mobilità senza precedenti, in grado di affrontare un futuro nel quale ci si possa muovere su terreni non convenzionali e fuoristrada, capace di adattarsi ad ambienti impegnativi e completamente ostici. Il primo veicolo in grado letteralmente, di trasformarsi per far fronte alle varie esigenze ambientali.

Il primo progetto sviluppato da New Horizons Studio era stato svelato al CES 2019: lo Hyundai Elevate. Nel progetto, il veicolo non si basa solo sulle ruote, ma si prevede che possa affrontare situazioni di guida impegnative utilizzando una combinazione di robotica e tecnologia di locomozione su ruote. L’ipotesi è quindi quella di un'auto con gambe robotiche che, affrontando terreni impervi, potrebbe salvare vite umane, da usarsi per soccorrere in disastri naturali; oppure, un taxi che possa elevarsi, consentendo a persone con disabilità di accedere ad ambienti posti su piani oltre il primo, privi di rampa.
Insomma, quella che traccia Hyundai con gli UMV è una mobilità futuribile - in attesa, aggiungiamo noi, che il design for all e la progettazione non rendano più necessari questi mostri dell’automazione.

Qui sotto, un video mostra una simulazione del progetto



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