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La modella e musicista veronese ha citato in giudizio Arena srl, Fondazione Arena e Vivo Concerti per condotta discriminatoria

L’esperienza di un concerto, per una persona con disabilità, è spesso un percorso ad ostacoli, come a volte raccontiamo. Lo sa bene Sofia Righetti, modella e musicista in carrozzina, che ha deciso di portare in tribunale Arena srl, Fondazione Arena e Vivo Concerti per condotta discriminatoria, in riferimento alla sua impossibilità di seguire il concerto degli Evanescence all’Arena di Verona lo scorso anno, perché il pubblico, alzandosi in piedi a inizio spettacolo, impedì  a lei e ad altri spettatori in carrozzina di vedere l’esibizione dalla postazione in cui erano stati messi.

E’ la stessa Sofia, in un post su Facebook, ad annunciare la cosa: Il 20 febbraio 2020 sarò la prima persona che porterà Arena srl, Fondazione Arena e Vivo Concerti in Tribunale a Verona, citandoli in giudizio per condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità, grazie all’immenso aiuto e supporto che mi sta dando in sede legale l’Associazione Luca Coscioni e l’avvocato Alessandro Gerardi.
Una decisione, quella di Sofia, arrivata dopo  troppi anni di rospi ingoiati in cui decine e decine di persone in carrozzina hanno pagato il biglietto per concerti extralirica, facendosi centinaia di chilometri, in cui non hanno visto nulla a causa delle postazioni completamente inadeguate adibite alle persone in carrozzina.

Prima di arrivare in tribunale, gli step della vicenda sono stati diversi: Abbiamo fatto diffida ma non c’è stata alcuna intenzione di Arena s.r.l. e di Fondazione Arena (responsabile anche lei tanto quanto Arena s.r.l.) di rispondere, siamo stati completamente ignorati. Vivo Concerti dopo settimane si è presa solo la briga di rimborsarmi il biglietto dietro diffida del mio avvocato, dopo aver cercato di farmi ablesplaining, dandomi del tu e dicendomi che non dovevo sentirmi discriminata se io e il mio compagno non avevamo visto il concerto pagando il biglietto.
(…) Ho proceduto facendo causa per discriminazione, sperando che una volta per tutti il Tribunale di Verona obblighi Arena srl e Fondazione Arena a terminare la condotta discriminatoria, adottando misure adeguate per la fruizione dello spettacolo a tutti gli spettatori, indipendentemente dalle caratteristiche fisiche.

Aggiunge Sofia: I tre suddetti si sono costituiti in giudizio ammettendo il fatto, e dicendo a loro discolpa che hanno rispettato le normative per la sicurezza, ponendo “addirittura” a volte come nel caso di Coez dei maxischermi per consentire alle persone in carrozzina di vedere.
Hanno addirittura accusato il comportamento errato degli uomini della security, gli unici che hanno avuto un minimo di buon senso che a metà concerto degli Evanescence hanno portato me e altre cinque persone davanti al palco, capendo la nefandezza della situazione e cercando di risolverla.

Sulla partecipazione delle persone in carrozzina ai concerti, si sfoga Sofia: Non stiamo parlando dello Stadio di Wembley, ma dell’Arena di Verona (con circa 15.000/20.000 posti) che permette a sole 35 persone in carrozzina di accedere. Praticamente stanno dicendo che una persona con disabilità debba pagare il biglietto come gli altri, facendo le corse e mandando moduli medici in anticipo per poi vedere il concerto su uno schermo, contrariamente a tutti gli altri spettatori. Della serie mi metto un video su youtube a casa sul televisore e risparmio soldi e tempo.

Chiude così Sofia: Amo la mia città, amo Verona e amo l’Arena, per questo voglio le che la situazione venga risolta una volta per tutte, e per questo vi chiedo, amici veronesi e non, amici musicisti e non, amici amanti della musica, di starmi vicino, come mi siete stati vicino quando vincevo le medaglie nazionali di sci alpino portando lustro a Verona, quando suonavo, come mi siete stati vicino in ogni battaglia contro le discriminazioni.
Io ci metto la faccia, il mio nome e il mio cognome, non ho paura di essere la prima a fargli una causa civile per la parità di diritti, ma ho bisogno di tutto il vostro supporto affinché venga fatta giustizia, in nome della musica, dei concerti e in nome della nostra bellissima Arena, che non merita che i suoi spettatori vengano discriminati e danneggiati così.

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Redazione

Photo by Nainoa Shizuru on Unsplash