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Ecco il piano vaccinale con l’identificazione dei soggetti più a rischio, che saranno i primi a essere vaccinati

In queste ore il tema caldo del dibattito pubblico è l’approdo e la distribuzione di un vaccino in grado di metterci al riparo dal Coronavirus: sembra questa, al momento attuale, la strada da percorrere per pone fine al dilagare della pandemia che sta ancora falcidiando moltissime vittime.

LE TEMPISTICHE
Di pari passo emergono quindi le domande correlate: quando arriverà un vaccino sicuro in Italia? Quanto sarà efficace? Quanto durerà il vaccino? Quando potremo vaccinarci tutti? Mentre in Gran Bretagna proprio in questi giorni è iniziata la vaccinazione , in Europa l’ok alla distribuzione da parte dell'EMA (l’agenzia europea del farmaco) dovrebbe arrivare il 29 dicembre, con il definitivo ok della Commissione Euorpea ai primi di gennaio.

LE LINEE GUIDA DI AIFA, ISS E MINISTERO
Nel frattempo, una delle domande sembra avere risposta certa: nel nostro Paese i primi a ricevere il vaccino anti Coronavirus dovranno essere i soggetti più esposti al rischio: operatori sanitari, pazienti Rsa e over 80 anni; solo successivamente insegnanti forze dell’ordine e servizi essenziali. A stabilirlo, un documento predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Iss, Aifa ed Agenas con le “linee di indirizzo relative alle azioni che sarà necessario implementare al fine di garantire la vaccinazione secondo standard uniformi nonché il monitoraggio e la valutazione tempestiva delle vaccinazioni durante la campagna vaccinale”.

LE CATEGORIE PRIORITARIE
Il documento individua quindi le prime categorie a rischio, e pertanto destinatarie delle prime vaccinazioni disponibili in:

-          Operatori sanitari e sociosanitari.Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, hanno un rischio più elevato di essere esposti all'infezione da Covid-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Inoltre, è riconosciuto che la vaccinazione degli operatori sanitari e sociosanitari in prima linea aiuterà a mantenere la resilienza del servizio sanitario. La priorità di vaccinazione di questa categoria è supportata anche dal principio di reciprocità, indicato dal framework di valori Sage e rappresenta quindi una priorità assoluta.

-           Residenti e personale dei presidi residenziali per anziani. Un'elevata percentuale di residenze sanitarie assistenziali (Rsa) è stata gravemente colpita dal COVID-19. I residenti di tali strutture sono ad alto rischio di malattia grave a causa dell’età avanzata, la presenza di molteplici comorbidità, e la necessità di assistenza per alimentarsi e per le altre attività quotidiane. Pertanto, sia la dei presidi residenziali per priorità per la vaccinazione.

-          Persone di età avanzata.Un programma vaccinale basato sull'età è generalmente più facile da attuare e consente di ottenere una maggiore copertura vaccinale. È anche evidente che un programma basato sull'età aumenti la copertura anche nelle persone con fattori di rischio clinici, visto che la prevalenza di comorbidità aumenta con l'età. Pertanto, fintanto che un vaccino disponibile sia sicuro e efficace nelle persone di età avanzata, considerata l’elevata probabilità di sviluppare una malattia grave e il conseguente ricorso a ricoveri in terapia intensiva o sub-intensiva, questo gruppo di popolazione dovrebbe rappresentare una priorità assoluta per la vaccinazione. Le priorità potrebbero cambiare sostanzialmente se i primi vaccini disponibili non fossero considerati efficaci per gli anziani.

LE ALTRE CATEGORIE A SEGUIRE
Con l'aumento delle dosi di vaccino si inizierà poi a sottoporre a vaccinazione
le altre categorie di popolazioni, fra le quali vengono indicate quelle appartenenti ai servizi essenziali: quali anzitutto gli insegnanti ed il personale scolastico, le forze dell'ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità,etc. Si tratta di linee guia che potranno, nel corso dell’epidemia, essere modificate, qualora venissero identificate particolari categorie a rischio o gruppi di popolazione in grado di sostenere la trasmissione dell'infezione nella comunità, o nel caso in cui si sviluppassero focolai epidemici rilevanti in specifiche aree del Paese, destinando eventuali scorte di vaccino a strategie vaccinali di tipo "reattivo"(reactive vaccination).

DOVE CI SI VACCINERÀ
Nella fase iniziale della campagna vaccinale si prevede una gestione centralizzata della vaccinazione con l’identificazione di siti ospedalieri o peri-ospedalieri e l’impiego di unità mobili destinate alla vaccinazione delle persone impossibilitate a raggiungere i punti di vaccinazione. Tra medici, infermieri, assistenti sanitari, Oss e personale amministrativo di supporto si stima, al momento, che serviranno circa ventimila persone. 
 L'obiettivo è di garantire la somministrazione di 60 milioni di dosi, equivalente alla vaccinazione di 30 milioni di persone, entro 7 mesi.

ALTRE CATEGORIE A RICHIO
Rispetto alle categorie prioritarie, c’è chi chiede di allargare la platea
. Una di queste proposte è approdata al tavolo dello staff del Presidente del Consiglio, da parte di Andrea Venuto, disability manager di Roma, che chiede di allargare la priorità vaccinale anticoronavirus alle persone che sono seguite da assistenti domiciliari, in quanto potenzialmente esposte a un maggior rischio, a causa dell’avvicendarsi di assistenti, oss ed infermieri. Ricorda Venuto, sentito da Redattore Sociale, che tale l’assistenza domiciliare è rivolta “a persone non autosufficienti con patologie solitamente oncologiche o croniche ed ha come obiettivo quello di garantire loro un'assistenza sanitaria adeguata nell'ambito del proprio domicilio e al di fuori di un contesto ospedaliero o di una RSA, ed è integrata con i servizi socio-assistenziali. La richiesta – precisa Venuto - che tra l'altro si inserisce nella più ampia e seria problematica concernente il riconoscimento della stabilità assistenziale da parte degli operatori domiciliari, è dettata appunto dal fatto che gli assistiti in questione sono pazienti ad alta intensità assistenziale colpiti da malattie rare e degenerative, con alta percentuale di ricorso a ventilazione meccanica assistita invasiva h24, bisognosi di un'assistenza continua che purtroppo, allo stato attuale, non è caratterizzata dalla prerogativa della esclusività prestazionale”.

Vedremo gli sviluppi.

Per approfondire:

Linee di indirizzo piano vaccini

In Disabili.com:

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Coronavirus. Distanziamento e mascherina: obblighi e deroghe per persone con disabilità

Redazione

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