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Falabella: «inaccettabile togliere in altro modo quello che una Sentenza della Consulta ha stabilito due anni fa, di dare»

Anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) si mobilità dopo la segnalazione arrivata da alcune associazioni del mondo della disabilità, in merito a quella che viene vista come una ingiustizia nei confronti delle persone disabili.

L’allarme riguarda la modalità di computo dell’ISEE per i percettori di pensione di invalidità con diritto all’aumento (quell’aumento previsto a seguito della Sentenza n. 152 del 2020 della Corte Costituzionale, ndr).

Come abbiamo avuto modo di riportarvi, in questi giorni diverse famiglie con disabilità che si apprestavano a richiedere il calcolo del proprio ISEE (indicatore peraltro necessario per accedere a varie prestazioni, tra cui l’assegno unico per i figli, ndr) si sono visti conteggiare nella voce reddito anche quegli aumenti alla pensione di invalidità, alzando di fatto quella soglia che può bloccare l’accesso ai benefici vincolati all’ISEE.

Ricordiamo che gli aumenti degli importi delle pensioni di invalidità previsti dalla Corte prevedono che oggi la persona che percepisce la pensione di invalidità (291 euro al mese) e non abbia altri introiti possa arrivare a un massimo di 368,58 euro aggiuntivi: cifra che va diminuendo al crescere di redditi fino a un massimo di 8.583,51 euro: reddito massimo, che va ad azzerare qualsiasi aumento.

Inserire quindi nell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente anche l’aumento della pensione di invalidità è un conteggio che le persone con disabilità e le associazioni che le rappresentano ritengono non solo ingiusto, ma anche scorretto, ricordando che la legge (legge 89/2016) stabilisce che nell’ISEEE non debbano essere conteggiati trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, comprese le carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità.

Di fronte a questa novità, le associazioni si stanno facendo sentire, ed è di oggi la notizia che la FISH ha chiesto chiarimento al Ministero, per rimediare a una situazione che sta creando notevoli disagi a tante famiglie di persone con disabilità. Allo scopo, la FISH ha quindi presentato un interpello diretto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali  dove si legge, tra l’altro, che la Legge 26 maggio 2016 n. 89, emanata a seguito delle Sentenze del Consiglio di Stato, ed in particolare la 838, la 841 ed 842 del 2016, ha introdotto un articolo che specifica come dal reddito disponibile vadano esclusi i trattamenti erogati da Amministrazioni Pubbliche in ragione di una condizione di disabilità”.

Vi daremo conto degli sviluppi della situazione.

AGGIORNAMENTO: la FISH comunica di aver ricevuto rassicurazioni da parte dell'INPS

Per approfondire

sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 2020

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