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In questi giorni è alta l’allerta tra associazioni ed organizzazioni legate alla disabilità, che denunciano la possibilità di un taglio al Fondo per la Non autosufficienza

Lo scorso 14 febbraio si è tenuto un Tavolo sulla non autosufficienza, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dove si è paventato il rischio di una riduzione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e del Fondo per le Non Autosufficienze. Quello stesso fondo - quest’ultimo - che era stato portato a 500 milioni per il 2017 solo a gennaio scorso, con il “decreto coesione sociale” (decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243), con una aggiunta di 50 milioni, e la cui dotazione era già allora stata ritenuta comunque insufficiente rispetto alle necessità.

PERCHÉ QUESTI TAGLI – L’ipotesi di dover attingere dal FNPS nasce ovviamente da ragioni di bilancio, i cui nodi sono giunti al pettine in questi giorni. A mancare sono 422 milioni di contributo alla finanza pubblica derivanti dalla mancata intesa con le Regioni a statuto speciale.  
Il Ministero potrebbe quindi ripartire gli oneri tra le regioni, con una riduzione dei trasferimenti alle stesse.
Su questo buco, il coordinatore della commissione Affari finanziari della conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia, aveva lanciato nei giorni scorsi l’allarme di un taglio al Fondo Sanitario Nazionale, col rischio concreto di vedere di conseguenza affossati gli stessi Lea proprio all’indomani della loro approvazione. La risposta del Ministro Lorenzin ha però smentito l’ipotesi di questo rischio, assicurando che per i Lea e i nuovi nomenclatori tariffari delle protesi sono stati vincolati gli 800 milioni necessari: la copertura quindi è assicurata.
Ma il denaro manca comunque, e di fronte alla  dura opposizione delle regioni a una ipotesi di tagli alle sanità regionali, l’attenzione del Ministero dell’Economia e Finanza sembrerebbe ora spostarsi sul FNPS, Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (appena poco più di 300 milioni di euro) e sul FNA, Fondo per le Non Autosufficienze (500 milioni per il 2017). Voci insistenti ne prospettano una riduzione al fine di recuperare almeno 400 milioni, dichiara la FISH.

CONTRARIO IL MINISTRO POLETTI - Non smentisce l’ipotesi il Ministro Giuliano Poletti, dichiarandosi però decisamente contrario, rassicurando che esprimerà la sua contrarietà in tutte le sedi istituzionali operando per il mantenimento integrale degli stanziamenti stabiliti dall’ultima legge di bilancio. Questa istanza è supportata anche dalla volontà di elaborare e attuare un Piano per la non autosufficienza e garantire, a breve, livelli essenziali di prestazioni che consentano omogenea esigibilità di adeguati servizi in tutta Italia. Sulla costruzione di questo impianto sta appunto operando il Tavolo per le non autosufficienze fortemente voluto dal Ministero, dalle Associazioni e dalle organizzazioni sindacali che, nell’incontro di ieri, in modo unanime, hanno espresso forte dissenso rispetto al possibile scenario di compressione.

IPOTESI DI SCENARIO – Se si andrà ad attingere al Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze, l’ipotesi è quella che questo sarà finanziato per soli 450 milioni. La preoccupazione delle Associazioni è grande. “Una ipotesi da rispedire con durezza al mittente – dichiara Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. “Abbiamo sempre ritenuto risibile la destinazione al FNPS che dovrebbe affrontare emergenze ma, soprattutto, sostenere la qualità delle politiche sociali nel nostro Paese. Si può ben immaginare come possiamo accogliere questa ipotesi che, se concretizzata, sarebbe fonte di ulteriore disparità, emarginazione, diseguaglianza.” Ma ancora più offensiva viene considerata la voce di una riduzione del FNA: “Da anni stiamo ipotizzando l’avvio di un Piano per la non autosufficienza. Finalmente c’è un impegno politico in questo senso, risultato di una pressione molto forte dell’intero movimento delle persone con disabilità. I 500 milioni destinati al FNA per il 2017 rappresentano un traguardo raggiunto con impegno e con lotte di persone con disabilità, loro familiari, associazioni. Non ci lasceremo scippare questa conquista che è il primo tassello per politiche più inclusive e servizi più efficaci.
Anche la Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili), per voce del suo presidente, Franco Bettoni, “manterrà alta l’attenzione su un aspetto che risulta vitale per migliaia di persone e cercherà di mettere in campo tutte le iniziative possibili, anche in accordo con altre associazioni ed organizzazioni analogamente coinvolte sul problema, per scongiurare questa eventualità disastrosa”.

Redazione