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speciale diversity management

L’art. 14, comma 4 lett. 2bis della Legge 68/99 e l’art. 5, comma 3 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità prevedono il ricorso ad accomodamenti ragionevoli, ossia modifiche e adattamenti, necessari ed appropriati che non comportino oneri eccessivi e sproporzionati per le imprese, in grado di mettere il lavoratore nelle condizioni di svolgere le proprie attività.

Il Jobs Act, in particolare con il Decreto Legislativo 151/2015, prevede la definizione delle linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilità. Tra le innovazioni più significative del decreto vi sono:

  • l’analisi delle caratteristiche dei posti di lavoro da assegnare ai disabili, anche con riferimento agli accomodamenti ragionevoli che il datore di lavoro è tenuto ad adottare;
  • l’istituzione di un responsabile dell’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro, con compiti di predisposizione di progetti personalizzati per le persone con disabilità e di risoluzione dei problemi legati alle condizioni di lavoro dei lavoratori con disabilità, in raccordo con l’Inail per le persone con disabilità da lavoro;
  • l’erogazione di contributi forfettari del Fondo regionale per l’occupazione dei disabili, alimentato tramite le sanzioni amministrative, per l’adozione degli accomodamenti ragionevoli e per l’istituzione del responsabile per l’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro.

Nei contesti lavorativi le “soluzioni ragionevoli” possono essere individuate prima dell’assunzione, soprattutto quando è necessario rendere accessibile l’ambiente lavorativo e/o la postazione, oppure l’organizzazione della giornata lavorativa. La pianificazione degli stessi durante lo svolgimento dell’attività lavorativa attiene, invece, alle modifiche delle procedure, all’utilizzo di supporti cartacei che contengono la sequenza di passaggi corretta per svolgere il compito, all’impiego di interpreti della lingua LIS per lavoratori sordi durante le riunioni sindacali aziendali, all’assegnazione di un parcheggio riservato vicino a un’entrata priva di barriere, all’individuazione di pietanze specifiche nella mensa, ecc.

Solitamente, quando si accenna al termine “accomodamento”, si pensa a spese ingenti e difficilmente sostenibili. In realtà molto spesso si tratta di soluzioni di buon senso, non dispendiose e utili. Un elemento che ne ostacola l’utilizzo è costituito dalle tipologie di lavoro flessibile, per cui contratti a breve termine non incentivano l’impresa a investire sui lavoratori e sulla valorizzazione delle potenzialità.